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I contributi per il trasporto accessibile servono per un solo autobus, con la pedana rotta!

Uomo disperato con la faccia tra le maniSiamo nel 2011, ci sono numerose leggi che dovrebbero tutelare le persone con disabilità, una Costituzione da rispettare e infine, non meno importante, una Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità ratificata anche dall’Italia [con la Legge 18/09, N.d.R.]. E l’Abruzzo, se non sbaglio, fa ancora parte di questa Nazione!

Premesso tutto ciò, Assessore Morra [Giandonato Morra è assessore regionale ai Trasporti e alla Mobilità dell’Abruzzo, N.d.R.], mi rivolgo a lei perché quello che le sto denunciando riguarda proprio il suo settore.
Infatti, in qualità di responsabile del Movimento per la Vita Indipendente dell’Abruzzo sono stato invitato, per il 4 e 5 maggio prossimi, a partecipare a una Conferenza Europea che si svolgerà a Roma, dove si parlerà proprio di Vita Indipendente delle persone con disabilità. Naturalmente ho accettato l’invito e, nel riempire il modulo di partecipazione, dovevo indicare il mezzo con cui sarei arrivato a Roma, con l’orario di arrivo e partenza, per dare modo agli organizzatori dell’evento di programmare i miei spostamenti in città.
Dopo un’esperienza fatta con il treno, questa volta volevo risparmiare a chi mi assiste – i miei “schiavi” – un sacrificio in più per raggiungere Pescara. Perciò ho deciso di prendere un autobus che parte da Lanciano (Chieti), mio Comune di residenza.
Telefono quindi all’ufficio di Lanciano delle Autolinee Di Fonzo e chiedo se nella linea per Roma vi sia un autobus con pedana per disabili. L’interlocutore “gentilmente” mi invita a telefonare all’ufficio di Vasto perché, mi informa, su richiesta l’azienda può mettere a disposizione il mezzo munito di pedana.
Telefono a Vasto al numero  indicatomi e mi risponde una persona con tono diciamo “poco disponibile a interloquire” con l’utenza. Dopo avere esposto il mio problema, mi dice: «Aspetti che le passo mio nipote». Ripeto al “nipote”, sempre gentilmente, la mia richiesta e lui mi risponde che l’azienda ha un autobus con la pedana, ma che per il momento è rotta.
Ribadisco che il viaggio è programmato per il 4 maggio, con ritorno il 5 e che quindi ci sarebbe tutto il tempo per ripararla. Il signore risponde che si tratta di un guasto complicato e che occorre portare il mezzo a Modena…
A questo punto mi viene spontaneo chiedergli: «Ma come mai la Regione dà dei fondi per attrezzare gli autobus con il sollevatore per disabili e voi avete solo un autobus con la pedana che va a Roma, guarda caso anche rotto?», L’interlocutore, con tono quanto meno arrogante, replica: «La linea per Roma è commerciale!». Chiedo allora se ciò significa che i disabili non possono viaggiare su una linea commerciale… Poi la comunicazione degenera…

Tutto questo, Assessore Morra, lo trovo offensivo e discriminatorio. Non è possibile che una delle più grandi aziende di trasporto abruzzesi non tenga minimamente in considerazione questo problema e che non vi sia nessun autobus che parta da Lanciano (35.798 abitanti) per Roma con pedana mobile, in modo tale da consentire il trasporto di una persona costretta ad usare una carrozzina.
La prego, Assessore, di verificare se i contributi stanziati e finalizzati a un trasporto accessibile vengano poi veramente utilizzati per risolvere questi problemi e faccia in modo che questi spiacevoli inconvenienti non succedano più a nessuno. Soprattutto bonariamente la sfido a fare in modo che per il 4 e 5 maggio io non abbia alcun problema per i miei viaggi per e da Roma.
Che ne direbbe poi anche di un controllo casuale, “a campione”, sulla cortesia e la disponibilità espressa dalle aziende convenzionate? Le suggerirei a tal proposito di far telefonare dalla sua segretaria che, “fingendosi disabile”, potrà constatare e riportarle personalmente come si venga trattati.

*Responsabile del Movimento per la Vita Indipendente dell’Abruzzo e componente del Consiglio dell’AIAS (Associazione Italiana Assistenza Spastici) di Lanciano (Chieti).