La scherma si sta aprendo anche ai non vedenti

Dopo i primi passi mossi in Sicilia, anche in Emilia Romagna – esattamente a San Lazzaro di Savena (Bologna) – è giunta la scherma per non vedenti, disciplina fino a poco tempo fa quasi impensabile, che può invece dimostrare ulteriormente come lo sport possa essere sinonimo di integrazione e di collaborazione, vivendo armoniosamente e senza pregiudizi

Schermidore con benda sugli occhiIn Italia, come nel resto del mondo, la scherma è praticata anche dai disabili. Fino al maggio dell’anno scorso, però, nessuno aveva mai parlato di scherma per non vedenti. In Europa, solo la Francia ha schermidori con handicap visivo che la praticano, mentre in Italia se n’è parlato solo di recente.
L’idea è partita dalla Sicilia, dove si è dato il via a un percorso sperimentale di questa nuova attività. Attività che è stata gemellata dal gennaio di quest’anno anche in Emilia Romagna, precisamente a San Lazzaro di Savena (Bologna), con alcuni non vedenti che si accingono ad impararla.
L’iniziativa viene sostenuta e promossa dall’Associazione Api&Aci di Castelmaggiore (Associazione per la Promozione dell’Integrazione e dell’Autonomia dei Ciechi ed Ipovedenti) e dalla Società Zinella Scherma San Lazzaro di Savena Associazione Sportiva Dilettantistica.
Presente sul territorio da circa quindici anni e impegnata in un’attività agonistica nazionale e internazionale, la Zinella Scherma allena da cinque anni anche atleti in carrozzina che partecipano alle competizioni paralimpiche.

Gli schermidori completamente non vedenti, che pian piano stanno prendendo dimistichezza con lo sport, hanno incominciato un po’ per curiosità e un po’ per gioco. «Sono un uomo che nella vita si è sempre messo alla prova. Mi piace mettermi in gioco e affrontare per curiosità nuove esperienze», afferma Roberto Realdini, che insieme a Beniamino Protano ed Enzo Petrini sta imparando a giocare a colpi di stoccate.
La maestra di scherma Magda Melandri, insieme agli istruttori Stefano Formenti e Luca Colliva, oltre al preparatore atletico Marco Zanasi, si occupano dell’allenamento del settore Scherma Adattata. «L’arma utilizzata nella scherma per non vedenti – spiega Melandri – è la spada. Vengono applicate le stesse regole del combattimento in piedi, con un paio di eccezioni: si utilizza cioè la pedana più corta, 7,50 metri anziché 14, e lo schermidore che è in procinto di portare la stoccata deve farla precedere da una battuta sul ferro dell’avversario. Nella scherma per non vedenti e ipovedenti, esisterà una sola categoria, per far sì che tutti gli atleti siano nelle stesse condizioni. Gli occhi verranno coperti con una mascherina nera».

Questa iniziativa, quindi, potrebbe dare man forte a un modo di pensare che sta cambiando e si sta aprendo verso nuove frontiere. Perché lo sport è sinonimo di integrazione e collaborazione ed è un modo per vivere la vita armoniosamente e senza pregiudizi.
Lo sport, e in questo caso la scherma, potrebbe anche dare spunti di riflessione e far comprendere che le persone con disabilità hanno capacità sensoriali molto sviluppate. La vita, lo sappiamo tutti, oltre alle apparenze mostra anche tante potenzialità nascoste in chi è abituato a vivere con la diversità.

Il presente testo è già apparso nell’edizione di Imola del «Corriere di Romagna», il 18 aprile 2011, e viene qui ripreso per gentile concessione di tale testata, con minimi riadattamenti.

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