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Le prove INVALSI vanno migliorate, ma ci sono problemi più pressanti

Aula scolasticaMa quelle prove sono a favore o contro gli alunni con bisogni educativi speciali?: questo il nostro titolo al testo di Elena Duccillo – pubblicato nei giorni scorsi (cliccare qui) – contenente una serie di dure critiche alla Nota sullo svolgimento delle prove del Servizio Nazionale di Valutazione 2010-2011 per gli allievi con bisogni speciali, recentemente prodotta dall’INVALSI (Istituto Nazionale per la Valutazione del Sistema Educativo di Istruzione e di Formazione), in vista delle verifiche previste nelle scuole per il prossimo mese di maggio, e ritenuta assai poco in linea con la scuola inclusiva di tutti.
Secondo il vicepresidente della FISH Salvatore Nocera, invece, gli accorgimenti adottati dall’INVALSI potrebbero certamente essere miglorati, ma forse vi sono problemi più pressanti, come quello del sovraffollamento delle classi. Ben volentieri ne riprendiamo qui di seguito la riflessione.

In realtà quella Nota dell’INVALSI non mi stupisce più di tanto, poiché il Ministero dell’Istruzione deve svolgere tali prove nel quadro dei Paesi OCSE [Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, N.d.R.], dove per lo più non esiste l’inclusione e quindi bisogna evitare di vedersi invalidare l’esito delle prove stesse.
Certo, gli accorgimenti adottati potrebbero essere migliorati, però non parlerei di “separazione” per ciechi, sordi e alunni con disturbi specifici di apprendimento, quando si consente che essi possano leggere le prove ad alta voce e con tempi più lunghi, purché in aula separata.
Io stesso, quando sostenni il concorso per docente, svolsi le mie prove in un’aula separata con tutti gli altri candidati minorati visivi.

Quanto poi all’esclusione degli alunni con disabilità intellettiva – nel senso che delle loro prove non si possa tener conto – non mi sembra che si possa parlare di discriminazione, dal momento che le prove devono riguardare quelle sole che sono immodificabili e quindi l’inserimento nelle medie di quelle differenziate degli alunni con disabilità intellettiva falserebbero i risultati, facendoci violare l’accordo internazionale sullo svolgimento delle verifiche.
Cosa diversa sono le prove INVALSI relative agli esami, che invece vengono valutate e fanno media per il profitto di ciascun alunno con disabilità anche intellettiva.
Non mi straccerei, quindi, le vesti per questa Nota. Sarei invece molto più inflessibile per il rispetto ad esempio del numero massimo di studenti nelle classi con alunni con disabilità, sin troppo frequentemente violato.