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A Chieti si guarda a ICF e Convenzione

Persone con varie disabilità e diversi ausili sul viale di un parcoPermettere agli studenti di acquisire una completa conoscenza dei percorsi di inclusività che il bambino compie all’interno del sistema scolastico; applicare i contenuti dell’ICF, la Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute, definita nel 2001 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità; consolidare un lavoro sperimentale di team pluridisciplinare insieme a una strategia di lavoro di rete; individuare percorsi di adattamenti e accessibilità utili all’inclusività scolastica (prerequisito fondamentale per l’inserimento lavorativo); promuovere la cultura e sviluppare le prassi degli ausili nei percorsi di apprendimento; costituire infine un servizio di “help-line” per la consulenza riferita a: metodi di inclusività sociale, utilizzo e manutenzione di ausili a corredo dell’utente, proposte di ausili tecnologici: sono questi gli obiettivi del Protocollo di Intesa triennale siglato nei giorni scorsi siglato tra la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Chieti e l’Ufficio Scolastico Regionale per l’Abruzzo (Ufficio VI, Ambito Territoriale per la Provincia di Chieti), per la realizzazione dell’azione di “tirocinio formativo obbligatorio”, riguardante gli studenti del Corso di Laurea in Terapia Occupazionale.

L’Accordo si inserisce in maniera operativa nella direzione dell’attuazione delle linee guida internazionali in favore delle persone con disabilità e la collaborazione tra gli uffici si realizzerà attraverso un’esperienza di tirocinio formativo tra i corsisti, insieme ai Gruppi H operativi delle scuole primarie.
Due sono i documenti internazionali di riferimento: il già citato ICF dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, che entrambi definiscono tra l’altro i criteri per consentire alle persone con disabilità la vita indipendente (articolo 19 della Convenzione: Vita indipendente ed inclusione nella società). Quest’ultima, come noto, dipende non solo dai cosiddetti “abilitatori intrinseci” alla persona con disabilità, ma anche e soprattutto dagli “abilitatori estrinseci”, ovvero, in altre parole, dall’ambiente di vita circostante.
«Pertanto – spiegano i fautori del Protocollo d’Intesa – l’Università di Chieti e l’Ufficio Scolastico Regionale per l’Abruzzo intendono con tale iniziativa inaugurare un percorso formativo, per promuovere buone prassi per l’inclusività delle persone con disabilità, secondo i criteri dell’autonomia, dell’indipendenza e dell’interdipendenza». (S.B.)

Si ringrazia Luisa Mango dell’Università di Chieti per la segnalazione.