Non siamo più abili a proteggere?

Se lo chiedono i nove lavoratori con disabilità che da sette anni collaboravano con il Dipartimento della Protezione Civile, nell’ambito del progetto denominato proprio “Abili a Proteggere”, operando in favore della tutela di disabili, anziani e altri Cittadini “deboli”, in caso di calamità ed emergenze. Dal 1° giugno, infatti, la convenzione per questa iniziativa – ritenuta da molti un vero “modello” di integrazione tra il mondo della disabilità e quello della protezione civile – non è stata rinnovata «per insormontabili motivi burocratici», ciò che induce ora la deputata Ileana Argentin a convocare una conferenza stampa, ove preannuncerà un’Interrogazione al Ministro del Lavoro, per sollecitare l’intervento delle Istituzioni e la garanzia occupazionale di quei lavoratori

Alcuni dei partecipanti alla protesta del 1° giugno davanti a Palazzo Chigi a Roma«Oggi siamo noi le prime vittime della caduta della Protezione Civile! In nome infatti del risanamento del sistema, a pagare il prezzo più caro alla fine siamo noi, i soggetti più deboli».
È questa l’amara conclusione dei nove lavoratori con disabilità da sette anni inseriti nel Dipartimento della Protezione Civile, all’interno del Progetto Abili a Proteggere, coordinato dalla Cooperativa Europe Consulting e spesso ritenuto da molti come un vero “modello” di integrazione tra il mondo della disabilità e quello della protezione civile, nel suo operato in favore della tutela di disabili, anziani e altri Cittadini “deboli”, in caso di calamità ed emergenze.
E invece dal 1° giugno – pare a causa dell’opposizione degli uffici di controllo di Palazzo Chigi, ufficialmente «per insormontabili problemi amministrativi» – la convenzione per questo “fiore all’occhiello” non è stata rinnovata.

«Cosa succede ora?», si chiedono i nove lavoratori con disabilità, che il 1° giugno hanno inscenato una manifestazione di protesta davanti a Palazzo Chigi. «Non è più necessario studiare misure idonee alla tutela dei Cittadini? Parliamo di disabili, ma anche di anziani, bambini e persone che hanno bisogno in genere di un adeguato sostegno in caso di emergenza».
Dure le parole di Alessandro Radicchi, presidente della Cooperativa Europe Consulting: «Il Capo Dipartimento – dichiara – ci ha detto di avere tentato ogni strada possibile, compresa la richiesta di un parere all’Avvocatura dello Stato, per dare corso al compimento di un percorso lungo ormai sette anni, un successo di integrazione e un segno di interesse concreto verso il mondo della disabilità. Ma forse non si è fatto abbastanza, se uno Stato miope e incapace di distinguere tra il diritto al lavoro delle persone svantaggiate e l’ineluttabilità della propria burocrazia preferisce prendersi la responsabilità di mettere alla porta nove persone disabili, piuttosto che la responsabilità di confermarne il valore».

Sulla questione la deputata Ileana Argentin ha indetto una conferenza stampa (8 giugno, Sala Stampa della Camera dei Deputati, ore 14.30), preannunciando anche un’Interrogazione al Ministro del Lavoro, per sollecitare l’intervento delle Istituzioni e la garanzia occupazionale di quei lavoratori.
Vi parteciperà – oltre al leader dell’Italia dei Valori Antonio Di Pietro, al già citato Alessandro Radicchi e a un rappresentante della Funzione Pubblica CGIL – anche Antonio Guidi, già ministro della Famiglia e della Solidarietà Sociale e oggi Delegato per la Disabilità del Sindaco di Roma il quale afferma che quando interrogò anni fa il Dipartimento su come si stesse muovendo per tutelare le persone con disabilità prima e dopo le catastrofi, si era sentito rispondere che esisteva già il Progetto Abili a Proteggere «Considero l’azione di questi giorni – commenta Guidi – un atto grave non solo per la cultura della disabilità italiana, ma anche per la stessa sicurezza del nostro Paese e farò tutto quello che è in mio potere perché ciò non avvenga». (S.B.)

Per ulteriori informazioni: stampa@europeconsulting.it.
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