Esce allo scoperto, il «Laboratorio delle Emozioni»

Preziosa esperienza di crescita e integrazione, che ha coinvolto anche persone con gravi disabilità, il “Laboratorio delle Emozioni” – promosso dall’Associazione La Roccia del Centro Arcobaleno di Napoli Fuorigrotta – concluderà l’edizione di quest’anno l’11 giugno al Pontile di Bagnoli, ovvero in un noto spazio pubblico, frequentato ogni giorno da tantissime persone comuni, ciò che costituirà un importante momento di sensibilizzazione e informazione, soprattutto per quanti continuano ancora a guardare con diffidenza e spesso con timore le persone con disabilità

Il Pontile di Bagnoli, presso Napoli, dove l'11 giugno si terrà l'incontro conclusivo del «Laboratorio delle Emozioni»Completamente gratuito, il Laboratorio delle Emozioni. Viaggio alla scoperta di sé e alla riscoperta degli altri – che vivrà il suo incontro conclusivo sabato 11 giugno  al Pontile di Bagnoli, presso Napoli (Via Coroglio Bagnoli, ore 16) – è stato curato da Carlo Signore (formatore per il Ministero dell’Istruzione in ambito di disabilità e di svantaggio sociale), rivolgendosi a persone con difficoltà della sfera emotivo-affettiva e relazionale, oltre che a persone con disabilità anche molto gravi di tutte le età, incontratesi per tutto l’anno, a partire dal mese di settembre del 2010, presso il Centro Arcobaleno di Napoli Fuorigrotta, dove ha la propria sede anche l’Associazione La Roccia, presieduta da Carlo Lettieri, promotore da sette anni del Laboratorio stesso.
«L’iniziativa particolare di concludere il percorso di quest’anno in un luogo pubblico – spiegano gli organizzatori – ha lo scopo di sensibilizzare i Cittadini alla diversità e alle svariate problematiche che da essa derivano. “Uscire allo scoperto”, quindi, per avvicinare quanti guardano ancora con diffidenza e sovente con timore le persone con disabilità: ecco il principale motivo che ci ha spinti ad articolare una lezione del laboratorio in un noto spazio aperto, frequentato ogni giorno da tantissime persone comuni. Vogliamo inoltre far riflettere tutti sulla problematica dell’handicap e dello svantaggio socio-ambientale e sullo stato di prostrazione che deriva da tale condizione, che va dall’ordinaria discriminazione della negazione di un adeguato  supporto alle famiglie, alla difficoltà di collocazione dei disabili in ambienti creativi e di socializzazione, fino al disagio causato dalle barriere architettoniche e, non ultimo, al problema delle varie tipologie di violenza diffusa, questione praticamente sconosciuta all’opinione pubblica, alle quali le persone con disabilità sono particolarmente esposte, come vittime silenziose, e impossibilitate spesso a difendersi e a denunciare».
Quest’ultimo è un dato testimoniato “sul campo” a Napoli dallo Sportello Caritas sul Bullismo, le Violenze e lo Stalking, servizio coordinato proprio da Carlo Signore (tel. 081 5708232).
«Le attività da noi proposte – concludono i promotori del Laboratorio delle Emozioni hanno pertanto come scopo quello di migliorare il benessere della persona nella sua interezza, attraverso tecniche di rilassamento, di respirazione, di concentrazione e attenzione, oltre che con esercizi e laboratori basati sull’uso dello spazio, del corpo, del linguaggio e della musica».

Ai fini della buona riuscita, per altro, fondamentale è stata la collaborazione dei volontari che – insieme agli iscritti normodotati – hanno reso possibile uno scambio reciproco di energie tra tutti i componenti del corso, tra i quali, come detto, ci sono state anche persone con gravi disabilità e in particolare alcuni sordociechi per i quali è stato necessario il coinvolgimento di volontari in grado di utilizzare il Linguaggio dei Segni.
E in ogni caso, proprio per la presenza di molteplici situazioni, il modulo ha riscontrato un notevole successo tra i partecipanti e le maggiori emozioni nella realizzazione del corso sono state determinate dalla sinergia con le persone normodotate iscritte al corso.
«Per i volontari – sottolinea Carlo Signore – gli incontri sono stati un’esperienza indimenticabile, sia per le intense relazioni che si sono stabilite tra i partecipanti, sia per l’acquisizione di tecniche e conoscenze attraverso la dimestichezza con le principali modalità comunicative, espressive e interattive da utilizzare con le persone disabili. Obiettivo principale del modulo è stato quello di contenere il più possibile, il fenomeno dell’emarginazione del disabile, arginando le barriere che ostacolano il pieno sviluppo della persona e offrendo occasioni concrete di integrazione e sostegno. Tale approccio ha voluto in sostanza favorire il valore della diversità, non quale forma discriminante, ma come opportunità che la società si dà, per sostenere e promuovere un reciproco arricchimento. In questo senso, dunque, ogni partecipante ha imparato a fortificare al meglio le molteplici modalità espressive e il più completo sviluppo della personalità, avendo cura di coinvolgere, con i suoi interventi, tutti i settori e gli aspetti della vita umana: quello sociale, quello formativo, quello professionale, quello relazionale e quello espressivo». (S.B.)

Per ulteriori informazioni: Associazione La Roccia, c/o Centro Arcobaleno di Napoli Fuorigrotta, tel. 081 5708232, asslaroccia@hotmail.com.
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