È tutto a norma, abbiamo appena ristrutturato! E invece…

E invece spesso non è così, perché in molti casi, quando si parla di edifici ristrutturati, o peggio, di nuova realizzazione, ci sono vere e proprie “dimenticanze” che escludono le persone con una qualche disabilità visiva, negando loro la possibilità di accedere a un immobile e di frequentarlo in autonomia e sicurezza. Ben lo dimostra un libro curato da Giorgio Sclip, responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione Disabilità dell’Università di Trieste, che elenca poi una serie di pratiche ed esempi utili a proporre soluzioni valide in ambito di leggibilità e comunicabilità ambientale, fattori di vitale importanza per le persone con problemi di disabilità visiva, decisivi in situazioni di emergenza. Il volume verrà presentato il 22 giugno a Udine

Logo di persona non vedente con il bastone bianco«”È tutto a norma! Abbiamo terminato la ristrutturazione due anni fa!”. Questa frase si sente purtroppo ripetere spesso, certamente in piena buona fede, come se in un edificio appena ristrutturato, o peggio, di nuova realizzazione, sia scontato che tutto sia stato realizzato a regola d’arte. C’è la convinzione che sia chi ha progettato, sia chi ha collaudato, abbia rispettato tutte le normative vigenti. La realtà purtroppo ci insegna che spesso non è così. In molti casi le “dimenticanze” interessano proprio degli aspetti che coinvolgono, o meglio escludono, le persone con una qualche disabilità visiva, negando loro la possibilità di accedere e frequentare in autonomia e sicurezza un edificio».
Lo scrive Giorgio Sclip, curatore di Sicurezza accessibile. Disabilità visiva: accorgimenti e strategie per migliorare la leggibilità e la comunicabilità ambientale, libro recentemente dato alle stampe dalla casa Editrice EUT (Edizioni Università di Trieste), che dopo l’anteprima di Trieste a fine marzo (se ne legga nel nostro sito cliccando qui), verrà ora presentato mercoledì 22 giugno a Udine (Residenza Protetta per Gravi e Gravissimi di Via Gervasutta, 69/70, ore 17.30).

«Leggibilità e comunicabilità ambientali – dichiara Sclip, che è responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione Disabilità dell’Università di Trieste – possono facilitare l’immediata comprensione dello spazio, grazie a una segnaletica anche non testuale. La loro importanza è vitale per le persone che soffrono di difficoltà visive e decisiva nelle situazioni di emergenza. Questo volume intende presentare una serie di pratiche e di esempi che propongono soluzioni e indicano strade da percorrere, dalla progettazione degli ambienti alla gestione della sicurezza».
La presentazione di Udine – che gode del patrocinio della Provincia e del Comune di Trieste – è organizzata dall’Università di Trieste e dall’Editrice EUT, in collaborazione con la Cooperativa Sociale Itaca, il Gruppo Ottima Senior, l’Azienda per i Servizi Sanitari n. 4 Medio Friuli, l’ANFaMiV (Associazione Nazionale delle Famiglie dei Minorati Visivi), e il CRIBA FVG (Centro Regionale di Informazione sulle Barriere Architettoniche della Regione Friuli Venezia Giulia).
Vi parteciperanno – oltre al curatore del libro – Paolo Alessi, Delegato del Rettore per la Disabilità dell’Università di Trieste, Paola Pascoli e Michele Franz del CRIBA FVG, Laura Lionetti, vicepresidente della Cooperativa Itaca e rappresentante di Ottima Senior, Tomaso Bulligan, docente a contratto nel Laboratorio di Ipovisione e Cecità della Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Udine, oltreché responsabile delle Relazioni Pubbliche dell’ANFaMiV e responsabile provinciale dell’ADV (Associazione Disabili Visivi) e Stefano Carlutti, tecnico esperto in barriere architettoniche, nominato in rappresentanza della Consulta Disabili del Friuli Venezia Giulia all’interno della Commissione Edilizia del Comune di Udine. (S.B.)

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