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Altro che riforma assistenziale: qui si «fa cassa» sulla pelle dei più deboli!

Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti«Che la riforma assistenziale prevista dalla Legge Delega fosse una “patacca” che nulla porta in termini di aiuto ai Cittadini lo avevamo compreso, ma qui c’è ben di peggio!».
Non usa mezzi termini Pietro Barbieri, presidente della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), nel commentare – a nome della Federazione stessa – quanto dichiarato dal ministro dell’Economia Giulio Tremonti, durante la conferenza stampa di presentazione della Manovra Finanziaria, riferendosi in particolare alle parole pronunciate sulla bozza di Disegno di Legge che attribuisce al Governo la delega per la riforma assistenziale, licenziata anch’essa il 30 giugno scorso (se ne legga nel nostro sito cliccando qui).
Secondo il ministro Tremonti, infatti, con l’applicazione delle norme previste dalla citata delega assistenziale, si vorrebbero ottenere risparmi per 17 miliardi, 2 già nel 2013 e ben 15 nel 2014. Lo stesso Tremonti ha però affermato che, se la delega non verrà perfezionata «si attuerà un blocco automatico delle agevolazioni fiscali per tutti i contribuenti».

«Ricordiamo – si legge in una nota della FISH – che la delega assistenziale prevede la profonda revisione dell’ISEE  – l’Indicatore della Situazione Economica Equivalente -, cioè di quell’indicatore “reddituale” utilizzato per la concessione di prestazioni assistenziali agevolate. Essa impone inoltre la revisione dei criteri per l’individuazione del bisogno. Ma solo apparentemente, al di là di quanto scritto, si tratta di strumenti di “armonizzazione e razionalizzazione” di un comparto che ha già subito negli ultimi anni pesantissimi tagli di risorse e di trasferimenti agli Enti Locali».
«A distanza di pochi giorni dalla sua presentazione, la Legge Delega per la riforma assistenziale – sottolinea ancora Barbieri – si rivela dunque nient’altro che un brutale strumento per “fare cassa”, a scapito delle persone con disabilità, degli anziani non autosufficienti e delle famiglie in difficoltà. La nostra Federazione, assieme alle organizzazioni dell’impegno civile, intende affrontare questo ricatto e questa riduzione dell’assistenza a carità, con tutte le proprie energie».

«Rimane – conclude la nota della FISH – l’incognita dei numeri: tagliare infatti 15 miliardi di spesa nel comparto assistenziale significa ridurre la spesa stessa a cifre vicino allo zero, eliminando pensioni, indennità, ma anche moltissime prestazioni sociali che non riguardano solo le persone con disabilità ma milioni di individui. Basti ricordare che l’Istat ha recentemente documentato come nel nostro Paese circa un quarto della popolazione (24,7%) sperimenti il rischio di povertà o esclusione. E che l’Italia spende poco più dell’1% del proprio Prodotto Interno Lordo (PIL) in assistenza». (S.B.)

Sui temi trattati nel presente testo, segnaliamo anche – sempre nel nostro sito – i seguenti articoli: Manovra Finanziaria: le prime, provvisorie analisi (cliccare qui), Riforma assistenziale: dopo le parole quali saranno i fatti? (cliccare qui) e Nuova Manovra: nemmeno un euro per fronteggiare l’emergenza assistenziale (cliccare qui).

I recapiti dell’Ufficio Stampa FISH sono: tel. 06 78851262, ufficiostampa@fishonlus.it.