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Le risorse per le politiche sociali vanno trovate subito

Pietro Barbieri, presidente della FISH, interviene alla grande manifestazione di protesta del luglio 2010 a Roma«In questo Paese ci si sta accapigliando per ripianare il debito pubblico, ipotizzando, di ora in ora, le più disparate soluzioni, alcune apparentemente eque, altre insostenibili moralmente o praticamente. Si vogliono rassicurare i mercati, la Banca Centrale Europea, gli interessi “forti”. È invece pressoché totale la disattenzione verso le politiche di sviluppo e le politiche di sostegno alle famiglie e alle fasce più a rischio di esclusione sociale. Sembra vi sia più interesse a salvaguardare i grandi patrimoni, i redditi e le pensioni elevate che a garantire ammortizzatori sociali per chi la crisi la sente già in modo assai grave».
Lo si legge in un comunicato della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), ove si aggiunge che «la spesa sociale appare addirittura come un bacino da cui attingere per sanare il disavanzo», come dimostrano «i tagli agli Enti Locali che avranno un effetto aggiuntivo a quello già prodotto dalle analoghe e pesanti decurtazioni approvate nelle ultime leggi di stabilità».

In sostanza – secondo la Federazione che rappresenta decine di associazioni italiane di persone con disabilità e delle loro famiglie -, «non vi è nessuna traccia, nelle proposte di modifica alla Manovra, la seconda in un mese, di misure per reperire e garantire fondi per i non autosufficienti, per le famiglie, per i nuclei a rischio di povertà, per l’inclusione sociale. E intanto si prepara, per completare la manovra di luglio, una riforma assistenziale perfettamente in linea con un pensiero prevalente: la spesa sociale è improduttiva, come sono un gravame, secondo alcuni, le persone con disabilità e le provvidenze loro corrisposte. Una spesa che va tagliata, e le cui competenze vanno affidate alla carità e alla filantropia. Nessun intento di miglioramento qualitativo delle prestazioni, ma solo la volontà di “salvaguardare i saldi”: 4 miliardi nel 2012 e 20 nel 2013 sono da prendere da questo comparto».

Con fermezza, dunque, la FISH intende denunciare la disattenzione generale verso le politiche sociali «che forse – si scrive nella nota – non saranno richieste dalla Banca Centrale Europea, ma sono sicuramente sancite dall’Unione Europea».
E ulteriormente viene lanciato l’allarme per l’imminenza della discussione della delega al Governo per la riforma assistenziale, di cui esiste già il Progetto di Legge depositato alla Camera, «che non può che essere, con queste premesse, negativa per le famiglie italiane».
«Nell’Italia di domani – secondo il presidente della FISH Pietro Barbieri – le migliori idee non avranno fiato e il fiato verrà tolto alle migliori idee. Giustizia sociale, equità, diritti non avranno più cittadinanza senza le premesse di cui hanno necessità per sussistere. Le risorse per scongiurare la riforma taglia-assistenza vanno trovate oggi e assieme a quelle necessarie a tranquillizzare la Banca Centrale Europea, si trovino anche quelle per “tranquillizzare” noi!».
È dunque una sfida elevata e ambiziosa, quella lanciata dalla FISH – che nei giorni scorsi, lo ricordiamo, ha anche prodotto un proprio documento di controproposte alla cosiddetta “Manovra Finanziaria bis” (se ne legga nel nostro sito cliccando qui) – che raccoglie per altro i consensi di moltissime persone e associazioni che già si mobilitano in questa direzione per una battaglia da cui, oggi più che mai, sembra dipendere la stessa sopravvivenza di servizi essenziali alla persona. «Una mobilitazione nazionale – sottolinea Barbieri – è già stata deliberata e stiamo individuando le date e i modi per renderla più efficace. Nel frattempo, tuttavia, non abbandoniamo il dialogo e il confronto».

E già il 31 agosto una prima grande manifestazione territoriale si avrà a Pescara, contraddistinta dal significativo slogan di Attenti a metterci con le spalle al muro!, con la quale le associazioni abruzzesi chiederanno il confronto con gli Amministratori Regionali, i Parlamentari e il Prefetto.
A tal proposito, nei giorni scorsi, lanciando un vero e proprio appello alle persone con disabilità, alle famiglie, agli operatori dei servizi sociali, ai lavoratori delle cooperative, agli assistenti e alle badanti dell’Abruzzo, il disability manager Camillo Gelsumini, presidente della UILDM di Pescara (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare), ha scritto tra l’altro: «Hanno deciso di annullare il sociale. Cosa significa? Significa che con tutta probabilità ti toglieranno pensione di invalidità, assegno di accompagnamento, assistenza domiciliare, trasporto, e tutte quelle cose che, agli occhi dei nostri governanti sembrano privilegi. Caro disabile, ora stai scoprendo di essere non solo un privilegiato, ma anche un peso parassitario per la società. Con i fatti è quello che implicitamente ti dicono. Bisogna fare sacrifici e guarda caso, tra tutti gli italiani, solo tu sei uno sperperatore di risorse pubbliche, un affamatore della nazione».
«Caro disabile – ha concluso Gelsumini – vogliamo dargliela vinta? Tu puoi fare tanto; comincia a protestare con tutto e con tutti quelli che arrivano alla tua portata, comincia a farti sentire nel web, costringi i tuoi a portarti in piazza, organizza manifestazioni, urla la tua rabbia, partecipa in qualunque modo, tempesta di mail le caselle postali dei politici locali e nazionali, fai qualunque cosa, spiega ai “normali” che anche loro saranno colpiti indirettamente. Sappi che se non reagirai, tu e i tuoi familiari, sarete seppelliti nella disperazione della solitudine priva di aiuti, nella fatica e nella indigenza del quotidiano. Sappi che non puoi più delegare agli altri, ma che è ora che, anche con le tue poche e scarse risorse, devi intervenire direttamente, per te e per gli altri nella tua condizione. Noi, disabili di Pescara, scenderemo in piazza il 31 agosto, andremo dal ponte del mare alla Prefettura con le nostre rimostranze e con lo slogan Attenti a metterci con le spalle al muro!». (S.B.)

Sempre nel nostro sito suggeriamo anche la lettura di: La FISH al lavoro per salvare le politiche sociali (cliccare qui).