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Umbria: nasce l’Osservatorio sulle politiche per la disabilità

Nella seduta del 25 luglio scorso, il Consiglio Regionale dell’Umbria ha approvato una mozione che impegna la Giunta Regionale a istituire l’Osservatorio Regionale sulle Politiche per le Persone con Disabilità».
La conclusione dell’iter è stata l’esito della rivisitazione e integrazione di una precedente mozione presentata dal consigliere regionale Massimo Buconi, che aveva inteso impegnare la Giunta nel costituire una «Consulta Regionale [non quindi l’Osservatorio che è stato approvato] per l’handicap e la disabilità».

Giovane e anziano entrambi in carrozzinaLa mozione approvata il 25 luglio, frutto di una proposta proveniente da tutti i gruppi della maggioranza di centrosinistra presenti in aula, prevede che l’Osservatorio abbia le seguenti funzioni:
– confronto e sintesi degli orientamenti culturali e politici in materia di disabilità;
– approfondimento, studio e proposta di piani di azione;
– interlocuzione e cooperazione nelle scelte di politica istituzionale;
– raccordo tra le diverse competenze e soggetti che si occupano del tema, valorizzando lo spazio della sussidiarietà;
– operare il coordinamento per facilitare le azioni previste nella Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti delle Persone con Disabilità.

Il consigliere Raffaele Nevi, dai banchi dell’opposizione, ha criticato l’impostazione della mozione approvata che, a suo giudizio, sembra essere «volta a criticare l’operato del Governo Nazionale, piuttosto che a ridurre gli sprechi». Dal canto suo, l’assessore regionale alle Politiche Sociali Carla Casciari ha spiegato che la Giunta «si impegna prima di tutto ad adottare i princìpi della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, promuovendo i diritti e le opportunità contenuti nella Convenzione stessa». Casciari ha aggiunto poi che la Giunta Regionale ha preferito istituire l’Osservatorio anziché la «Consulta Regionale sull’Handicap e la Disabilità», in quanto l’Osservatorio costituisce «uno strumento partecipativo di efficace azione per le politiche di inclusione».

La nuova mozione, per altro, se da un lato ha accolto i suggerimenti provenienti dall’assessore Casciari in merito alla “forma istituzionale” (ossia l’Osservatorio, anziché la Consulta), dall’altro, invece, sembra essere stata un po’ più lacunosa rispetto alla “forma partecipativa”: infatti, sebbene l’Assessore abbia affermato che già «il Piano Sociale Regionale sottolinea come i principali strumenti per perseguire le politiche di inclusione sociale siano la partecipazione del privato sociale e più in generale della comunità locale alla costruzione di risposte appropriate e per la valorizzazione del ruolo attivo delle famiglie e delle stesse persone», non sembra che la mozione abbia fatto pienamente tesoro di questi princìpi.
In primo luogo, sebbene l’Osservatorio Regionale sia uno dei primi tentativi di “ramificazione regionale” dell’Osservatorio Nazionale sulla Condizione delle Persone con Disabilità – presieduto dal Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali e previsto dalla Legge 18/09, con la quale l’Italia ha ratificato la Convenzione dell’ONU – dal nome stesso dell’Osservatorio si potrebbe evincere una diversa impostazione di fondo: se infatti l’Osservatorio Nazionale rivolge il proprio focus alle «condizioni delle persone con disabilità», quello Regionale dell’Umbria sposta l’attenzione direttamente alle «politiche per le persone con disabilità».

Secondo Andrea Tonucci, vicepresidente della FISH Umbria (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), «questa distinzione non è solo una mera questione formale, ma vuole essere un modo per sottolineare il rischio che si corre nel parlare direttamente di politiche, senza avere la possibilità di fondarle su una puntuale osservazione/conoscenza della condizione delle persone con disabilità. Tale condizione, infatti, rappresenta il riferimento essenziale per realizzare o valutare politiche in grado di garantire l’effettiva esigibilità dei diritti fissati dalla Convenzione dell’ONU».
Tonucci sottolinea inoltre che, «come giustamente sostenuto dall’Assessore Casciari, l’Osservatorio è uno strumento e quindi la sua capacità di produrre risultati significativi è legata, in primo luogo, agli obiettivi che vanno preventivamente fissati. Per poter fissare tali obiettivi, dunque, dovrebbero essere previsti tavoli partecipati in cui sia forte la presenza delle associazioni di persone con disabilità. Anche perché definire un Piano di Politiche per la Disabilità che non sia “calato dall’alto”, ma che sia frutto di un’azione congiunta tra le Istituzioni e i titolari di diritti, è un risultato perseguibile, come dimostra l’esperienza che la FISH Umbria ha condotto a Terni con Agenda 22**. Le attività proprie dell’Osservatorio, infatti, sono riconducibili a quello che nel modello di Agenda 22 costituisce la prima fase in un modello operativo circolare così articolato: 1) monitoraggio, analisi e valutazione dello stato di fatto secondo la prospettiva congiunta delle Istituzioni e delle Associazioni; 2) elaborazione di proposte progettuali di cambiamento (Piano di Azione per le Politiche sulla Disabilità); 3) decisioni politiche conseguenti; 4) realizzazione degli interventi. Conclusa questa fase, il flusso di monitoraggio riparte per una nuova valutazione in merito all’impatto atteso che il cambiamento dovrebbe aver comportato».

«L’istituzione dell’Osservatorio Regionale – conclude in ogni caso Tonucci – è certamente un fatto positivo e come Federazione auspichiamo soprattutto che questa volta la Regione Umbria prenda concretamente esempio dall’esperienza partecipativa ternana, come si era del resto impegnata a fare già nel 2008, con la Delibera di Giunta Regionale 1620/08».

*Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap dell’Umbria, con sede presso il Centro per l’Autonomia Umbro.

**Agenda 22 è un’iniziativa delle associazioni di persone con disabilità riunite nella FISH Umbria, in collaborazione con il Comune ternano e l’ASL 4, che dal 2005 ha impegnato l’Ente Pubblico nella realizzazione di azioni condivise con i diretti beneficiari nella progettazione, attuazione, monitoraggio e valutazione di politiche e interventi in favore delle persone con disabilità.