Nemmeno in Sardegna i conti nelle scuole tornano

Insegnanti di sostegno insufficienti, assistenza specialistica avviata con un mese di ritardo dall’inizio della scuola e con pochissime ore alla settimana, tre o quattro alunni con disabilità per classe: per affrontare queste e altre problematiche, si incontreranno il 14 ottobre a Cagliari le famiglie degli alunni con disabilità e loro organizzazioni, per condividere i problemi dell’avvio dell’anno scolastico, le esperienze e le soluzioni per far fronte ai pesanti tagli alla scuola che penalizzano fortemente il pieno esercizio del diritto allo studio dei propri figli. E intanto continuano a susseguirsi i ricorsi (finora quasi sempre vincenti) al Tribunale Amministrativo Regionale (TAR)…

Ragazzo in carrozzina nel cortile di una scuolaInsegnanti di sostegno insufficienti, nonostante le dichiarazioni del ministro Gelmini sul “picco storico” degli stessi; assistenza specialistica avviata con un mese di ritardo dall’inizio della scuola e con pochissime ore alla settimana; tre o quattro alunni con disabilità per classe: per affrontare queste e altre problematiche, si incontreranno venerdì 14 ottobre a Cagliari (Scuola Elementare di Sant’Alenixedda, Piazza Giovanni XXIII, ore 16.45-19), le famiglie degli alunni con disabilità e loro organizzazioni, per condividere i problemi dell’avvio dell’anno scolastico, le esperienze e le soluzioni per far fronte ai pesanti tagli alla scuola che penalizzano fortemente il pieno esercizio del diritto allo studio dei propri figli. E intanto continuano a susseguirsi i ricorsi al Tribunale Amministrativo Regionale (TAR)…

«Questo è diventato ormai un appuntamento fisso», come spiega Francesca Palmas, responsabile per il settore della Scuola dell’ABC Sardegna (Associazione Bambini Cerebrolesi) e coordinatrice del Comitato delle Famiglie per l’Attuazione dell’Inclusione Scolastica in Sardegna. «Saremo insieme, dunque, nella logica dell’auto-aiuto, per opporci alla pesante situazione nella quale i pesanti tagli del Governo attanagliano oggi la scuola pubblica, mettendo sempre più a rischio la frequenza stessa degli studenti con disabilità nelle classi comuni di ogni ordine e grado.  Infatti, con  l’inizio dell’anno scolastico si sono presentati per gli studenti con disabilità i problemi di sempre: i tagli annunciati al personale docente e non docente hanno, di fatto, cambiato il volto del sostegno anche nelle scuole sarde. Classi più numerose (anche di ventisette-trenta alunni) – le cosiddette “classi-pollaio” – anche con quattro alunni con disabilità in esse; sostegno agli alunni con disabilità di nove o addirittura di sei ore alla settimana, ma anche collaboratori scolastici insufficienti per coprire le esigenze di chi necessita di un’assistenza continua negli istituti, o l’assistenza specialistica ancora non attiva dal primo giorno di scuola in tutta l’Isola e comunque non per le ore necessarie. Così si mette seriamente a rischio il principio e il metodo della personalizzazione degli interventi per ogni singolo alunno a favore di una logica sbagliata della “distribuzione delle risorse uguali per tutti, per non far torto a nessuno”; in questo modo, invece, si penalizzano proprio tutti perché nessuno ottiene un servizio di qualità che risponda alle sue esigenze».

Le segnalazioni in tal senso arrivano praticamente da tutta la Sardegna: Olbia, Tempio, Sassari, Cagliari, Nuoro, Lanusei, Oristano, Iglesias, Villacidro, città e province. «E addirittura è di questi giorni – aggiunge Palmas – la notizia scandalosa di una scuola di Livorno il cui Dirigente, dopo aver distribuito le ore di sostegno in modo “equo” fra tutti gli alunni, farà pagare le restanti ore ai genitori, privatizzando di fatto la scuola pubblica!».
«Rispetto al panorama della scuola in generale – conclude Palmas – non possiamo affermare che ci sia stato un peggioramento per quanto riguarda il sostegno, anche se è chiaro che l’impoverimento della scuola pubblica in generale (22 miliardi in cinque anni di Governo), con il taglio cui stiamo inesorabilmente assistendo, si ripercuote ancor più negativamente per gli alunni in una situazione di svantaggio, perché viene meno la qualità stessa della scuola. Inoltre, se è vero che non c’è un vero taglio dei docenti di sostegno, è anche vero che aumentano gli alunni con disabilità nelle scuole (in Sardegna quest’anno sono circa settanta in più) e quindi i conti non tornano!».

«Sono una trentina le  famiglie già pronte – sottolinea dal canto suo Luisanna Loddo, presidente dell’ABC Sardegna – a ricorrere al TAR. Siamo consapevoli che la battaglia per uno solo dei nostri ragazzi è una battaglia  per i diritti di tutti e vale la pena ricordare che dal 2005 a oggi sono già un centinaio le Sentenze vinte in Sardegna da noi coadiuvate a favore degli alunni con disabilità». (ABC Sardegna)

Per ulteriori informazioni: tel. 070 401010, abc.sardegna@tin.it, abc@abcsardegna.org.
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