A Teramo, dove purtroppo la Vita Indipendente è ancora un’eccezione

E ben lo ha dimostrato, ad esempio, la totale assenza di Sindaci ed Enti della Provincia – pur regolarmente invitati – all’utile incontro organizzato il 29 ottobre nella città abruzzese, per parlare di come l’assistenza personale autogestita potrebbe essere realmente d’aiuto alle persone con grave disabilità e fare risparmiare anche denaro alle Istituzioni

Un'immagine dell'incontro di Teramo (foto di Ivan D'Antonio)Ma che cos’è esattamente un Movimento per la Vita Indipendente? A spiegarlo il 29 ottobre presso la Sala Consiliare del Comune di Teramo – durante un incontro curato dalla locale Associazione A Ruota Libera, in collaborazione con il Centro Servizi per il Volontariato Provinciale – vi erano Nicolino Di Domenica, responsabile del Movimento per la Vita Indipendente dell’Abruzzo e vicepresidente dell’AIAS (Associazione Italiana Assistenza Spastici) di Lanciano (Chieti), Rossella Travaglini, responsabile dell’Ufficio di Piano dell’Ambito Sociale abruzzese EAS Aventino n. 20 e Camillo Gelsumini, presidente della UILDM di Pescara (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare), oltreché responsabile dello Sportello Disabilità e Accessibilità della Provincia pescarese (si legga nel nostro sito la presentazione dell’incontro cliccando qui).

In linea generale si può dire che nella Provincia di Teramo il sistema dell’assistenza alle persone con disabilità venga attualmente regolamentato dagli enti istituzionali locali attraverso appalti a cooperative per la gestione dei servizi, con risultati a dir poco deludenti. I beneficiari, infatti, oltre a dover convivere con le loro problematiche invalidanti, si ritrovano ad essere letteralmente “gestiti da terzi”, con l’imposizione degli orari e dei modi, da parte degli operatori, senza che i diretti interessati possano in qualche modo riappropriarsi del loro diritto di essere persone e non semplicemente “utenti”.
Il Movimento per la Vita Indipendente mira quindi all’assistenza personale autogestita, ove non siano più la politica e l’amministrazione a valutare i bisogni della persona con disabilità e ad essere datori di lavoro degli operatori assistenziali, ma sia il disabile stesso a scegliere il proprio “dipendente”. Chi meglio di lui, infatti, è a conoscenza dei propri bisogni?

Durante l’incontro, Di Domenica ha spiegato che il movimento nacque negli anni Sessanta in California e successivamente venne esportato e attuato in Europa da Paesi come Svezia e Danimarca. Solo alla fine degli anni Ottanta esso giunse in Italia, affermandosi ad esempio in Regioni come il Veneto. «Noi però siamo al Centro-Sud, ove si spendono tanti soldi, mentre ai disabili resta ben poco», ha denunciato Di Domenica, dichiarandosi anche molto rammaricato per l’assenza dell’assessore regionale alle Politiche Sociali Paolo Gatti, con il quale si sarebbe dovuto decidere, già nel mese di settembre, il cammino di una legge regionale per la Vita Indipendente. «Ma ad oggi – ha sottolineato – ancora nulla è stato fatto».
Nell’intervento successivo, Rossella Travaglini, promotrice di alcuni ottimi progetti, in linea con la Vita Indipendente, ha raccontato come, attraverso l’attuazione dell’assistenza personale autogestita, si possa risparmiare denaro ed essere realmente d’aiuto, testimoniando due casi specifici nei quali le persone con disabilità hanno scelto direttamente il personale più adatto ai propri bisogni (anche di questo si legga nel nostro sito cliccando qui).
«Ma purtroppo – come ha dichiarato Camillo Gelsumini – Travaglini parla di eccezioni, mentre la regola è altro, con gli Enti e anche i Sindacati che tutelano i propri fini, i quali non sempre vanno a braccetto con quelli delle persone con disabilità. Laddove, ad esempio, c’è stata la creazione di un Tavolo Tecnico per le problematiche dell’integrazione sociosanitaria, c’erano tutti, tranne i diretti interessati… i disabili, appunto!».

A rappresentare il Comune di Teramo vi erano non l’assessore alle Attività Sociali, ma gli assessori Guido Campana (Sport, Organizzazione Eventi e Manifestazioni, Politiche Giovanili e del Lavoro) e Piero Romanelli (Pubblica Istruzione, Marketing territoriale, Innovazione e Sviluppo), che hanno manifestato apertamente la loro disponibilità a trasmettere a chi di dovere le problematiche emergenti dagli interventi dei relatori.
Totale, invece, l’assenza di tutti gli altri Sindaci ed Enti della Provincia di Teramo, regolarmente invitati, ma che forse hanno preferito dedicarsi ad altri impegni. Un vuoto inquietante, preciso segnale di un disinteresse su tali questioni fondamentali, ancora sin troppo diffuso nel territorio teramano. (S.B.)

Ringraziamo Marilisa Speca dell’Associazione A Ruota Libera, per averci fornito la traccia fondamentale sui contenuti dell’incontro di Teramo.

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