Montagna accessibile: per una cultura dell’accoglienza

Mettere in atto pianificazioni che permettano di costruire prodotti turistici equi e accessibili a tutti, oltre a fornire ottime opportunità di sviluppo: saranno questi i temi centrali dell’incontro di studio denominato “Turismo accessibile in montagna”, che si terrà il 4 novembre ad Aosta, con una relazione introduttiva di Pietro Barbieri, presidente della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap)

Due persone in carrozzina in montagna, fotografate di spalle«L’articolo 30 della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità – scrivono gli organizzatori dell’incontro di studi Turismo accessibile in montagna, che si terrà venerdì 4 novembre ad Aosta -, ratificata dal Governo Italiano e dall’Unione Europea, afferma che: “Gli Stati Parti riconoscono il diritto delle persone con disabilità a prendere parte su base di uguaglianza con gli altri alla vita culturale e adottano tutte le misure adeguate a garantire che le persone con disabilità: [...] abbiano accesso a luoghi che ospitano attività sportive, ricreative e turistiche”. Per far sì che questo articolo, ma più in generale la Convenzione ONU, di concerto con le azioni che il Ministero del Turismo ha intrapreso (Manifesto per la Promozione del Turismo Accessibile e Codice del Turismo), trovino applicazione, è quanto mai necessario mettere in atto pianificazioni che permettano di costruire prodotti turistici equi e che generino sviluppo».

Sarà dunque essenzialmente questo l’oggetto del citato incontro di studi di Aosta (Salone delle Manifestazioni del Palazzo Regionale, Piazza Deffeyes, 1, ore 9-13), che la Fondazione Courmayeur, il CSV-Coordinamento Solidarietà Valle d’Aosta ONLUS e il Consorzio Cooperative Sociali Trait d’Union proporranno, come detto, per venerdì 4 novembre, con l’obiettivo di creare opportunità di confronto e modalità di lavoro maggiormente interattive sulle strategie, sui sostegni dati dall’Unione Europea e su un aspetto quanto mai centrale, quale la formazione degli operatori e la cultura dell’accoglienza.
«Si vuole inoltre – dichiarano ancora i promotori – proporre un’occasione di confronto per conoscere sperimentazioni e progetti frutto di programmazione territoriale e finalizzati all’acquisizione di spunti di riflessione volti a produrre esperienze che siano realmente il frutto di azioni condivise, anche attraverso il coinvolgimento di diversi soggetti, come ad esempio le organizzazioni rappresentative di persone con disabilità. Le strategie per il turismo accessibile devono quindi essere tese al raggiungimento di un’offerta complessiva che garantisca opportunità di accesso alle esperienze date dalle peculiarità dei territori. Allo stesso tempo è necessario che le proposte siano realizzate su base di uguaglianza e questo rappresenta non solo l’assolvimento di un obbligo legislativo, ma un’opportunità di sviluppo particolarmente interessante, in quanto arricchisce di strumenti e offre più attuali visioni che permettono di incrementare le diverse potenzialità del turismo accessibile, garantendo nel contempo l’incremento del mercato turistico ed effettive ricadute sulla qualità e vivibilità dei luoghi».

Aperto da Lodovico Passerin d’Entrèves, presidente del Comitato Scientifico della Fondazione Courmayeur, da Albert Lanièce e Aurelio Marguerettaz, assessori della Regione Autonoma Valle d’Aosta, rispettivamente alla Sanità, Salute e Politiche Sociali e al Turismo, Sport, Commercio e Trasporti, il convegno verrà poi introdotto da una relazione di Pietro Barbieri, presidente della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) (Manifesto per la promozione turistica dei territori montani accessibili), cui seguirà l’avvio dei due gruppi di lavoro tematici dedicati rispettivamente a Strategie e opportunità nell’Unione Europea – La disabilità in un’Europa senza barriere (coordinato da Agnieszka Stokowiecka, funzionario presso la Presidenza della Regione Valle d’Aosta) e a Turismo accessibile e cultura dell’ospitalità – L’importanza di conoscere esigenze e aspettative per un’offerta di qualità (coordinato da Serenella Besio, docente presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università della Valle d’Aosta).
Successivamente, dopo la presentazione di un’indagine svolta da studenti del Corso di Laurea di Scienze della Formazione dell’Università della Valle d’Aosta presso alcuni operatori turistici (attività realizzata in collaborazione con l’Associazione Albergatori Valle d’Aosta – ADAVA), la prima delle due sessioni conclusive riguarderà il tema Turismo accessibile e strategia, con la partecipazione di Paolo Nicoletti, direttore generale del Dipartimento Turismo, Commercio, Promozione e Internazionalizzazione della Provincia di Trento (Provincia di Trento: qualità del prodotto e dell’esperienza turistica) e di Marcus Rocca, direttore di Mobility International Schweiz (Svizzera: accessibilità e programmazione turistica).
L’altra sessione, infine, si occuperà di Progetti innovativi, con Diego J. Gonzàlez Velasco, assessore al Turismo Accessibile dell’Agenzia Catalana del Turismo (Generalitat de Catalunya) (La Catalogna, turismo accessibile – turismo per tutti) e Santa Tutino, capo servizio Aree Protette dell’Assessorato all’Agricoltura e alle Risorse Naturali della Regione Valle d’Aosta (Aree naturali protette e accessibilità).
Le conclusioni della giornata saranno affidate a Pietro Barbieri. (S.B.)

Per ulteriori informazioni: tel. 0165 846498, info@fondazionecourmayeur.it – tel. 0165 230685, info@csv.vda.it – tel. 0165 239656, consorzio@traitdunion.org.
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