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Giustizia ritardata vuol dire giustizia negata?

Due boccette di talidomide, il medicinale che fu al centro del più grande scandalo farmaceutico del dopoguerraTAI ONLUS, l’Associazione Thalidomidici Italiani, ha organizzato per sabato 12 novembre a Piazzola sul Brenta (Padova) (Galleria delle Conchiglie di Villa Contarini, ore 14.30) il convegno denominato semplicemente TAI Onlus a Villa Contarini, evento voluto allo scopo di approfondire da una parte gli aspetti legislativi del risarcimento per danni alla salute con giuristi esperti della materia e dall’altra una serie di delicate questioni di bioetica legate alla sperimentazione dei farmaci sul corpo della donna e in particolare alla tematica del talidomide (o thalidomide), ovvero di quel farmaco utilizzato tra il 1959 e il 1965 come antiemetico e sedativo anche in gravidanza, che portò a migliaia di casi di malformazioni neonatali (embriopatia talidomidica o thalidomidica) e morte perinatale in tutto il mondo (si legga in calce la nostra scheda di approfondimento).
Il convegno si concluderà poi con la tavola rotonda dal titolo Giustizia ritardata = giustizia negata?.

«Uno degli obiettivi fondamentali dell’iniziativa – spiegano i promotori – è quello di far conoscere la storia dei thalidomidici ai giovani, in special modo ai laureandi in medicina, bioetica e giurisprudenza, che non hanno la memoria storica del più grande scandalo farmaceutico del dopoguerra».
Da segnalare infine che all’incontro seguirà una cena di raccolta fondi, sempre nella splendida cornice di Villa Contarini, alla presenza di soci, sostenitori e amici dell’Associazione TAI ONLUS. (S.B.)

Il programma del convegno è disponibile cliccando qui. Per ulteriori informazioni: segreteria@taionlus.org o info@taionlus.org.

Il più grande scandalo farmaceutico del dopoguerra
«I Thalidomidici – leggiamo nel sito di TAI ONLUS – sono persone con varie disabilità soprattutto agli arti (dismelie, amelìe ecc.), causate dall’assunzione durante la gravidanza delle madri del principio attivo talidomide (o thalidomide), venduto in Italia ufficialmente dal 1959 al 1962. Nel nostro Paese non siamo mai stati censiti e alla nostra associazione partecipano, per ovvi motivi di interessi comuni (protesi, ausili), anche amelici e dismelici per altre cause».
Anche Superando ha seguito ampiamente la lunga “battaglia di cinquant’anni” per il riconoscimento dei danni provocati da quel farmaco, che solo recentemente – e finalmente – ha portato all’approvazione del Decreto del Ministero della Salute n. 163 del 2 ottobre 2009, pubblicato dalla Gazzetta Ufficiale n. 265 del 13 novembre 2009 (se ne legga nel nostro sito cliccando qui).
La medicina incriminata – utilizzata come antiemetico e sedativo anche in gravidanza – portò a migliaia di casi di malformazioni neonatali (embriopatia talidomidica o thalidomidica) e morte perinatale in tutto il mondo. Si stima in tal senso che oltre 20.000 bambini nel mondo, di cui migliaia in Europa, siano nati affetti da focomelia, un raro difetto che impedisce la crescita delle ossa lunghe. Il farmaco fu pertanto bandito – pur con grave ritardo nel nostro Paese – all’inizio degli anni Sessanta.
Dal 2004 l’Associazione TAI ONLUS lavora per il riconoscimento dei diritti dei Talidomidici, oltreché per coadiuvare la farmacovigilanza, affinché non si ripeta più la “strage” dei bambini focomelici.