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Incursioni nell’Italia dell’inaccessibilità

Anche in piccoli luoghi ameni di montagna, come Rhệmes Notre Dame in Valle d'Aosta, non mancano i problemi di accessibilitàÈ certamente per noi una fortuna poter contare sul contributo di un “inviato speciale” come Michele Lafortezza, persona con disabilità, ma soprattutto artista (“comico del quotidiano”, come egli stesso si definisce) e “lottatore” di lunga data contro tutte le discriminazioni, oltreché consigliere comunale per alcuni anni a Somma Lombardo (Varese) (si legga anche recentemente, nel nostro sito, di un suo spettacolo, cliccando qui).
Certo, non tutti hanno la sua ricca storia personale, che gli consente di produrre veri e propri “dossier di accessibilità ignorata”, il primo dei quali presentiamo qui di seguito, riguardante Rhệmes Notre Dame, piccolo Comune della Valle d’Aosta. Tutti, però, possono e devono rendere visibili storie del genere – tante ancora ce ne sono infatti nel nostro Paese – perché, come è stato scritto di recente, da parte dell’associazione piemontese
Kairòn«raccontare le cose vuol dire non subirle». (S.B.)

Insieme a mia moglie – entrambi persone con disabilità fisica – ci rechiamo dal 1998 a Rhệmes Notre Dame, piccolo paese valdostano di circa 300 abitanti [secondo il sito ufficiale del Comune 121, N.d.R.], nel Parco Nazionale del Gran Paradiso.
Abbiamo trovato da subito ospitalità, convivialità, iniziative coinvolgenti della Pro Loco, riscontro delle mie proposte – ho messo in scena varie volte il mio spettacolo – e accessibilità in tutti i luoghi. E trovare l’accessibilità in un paese a circa 1.800 metri di altitudine non è facile!
Tuttavia, con rammarico, ho dovuto recentemente rilevare che negli ultimi due anni l’accessibilità di alcuni luoghi è stata trascurata, mettendo a rischio la mobilità delle persone con disabilità. Ad esempio, il sentiero accessibile da Chanavey a Rhệmes oggi ha vari tratti sconnessi e questo è solo uno di quei vari casi evidenti, per i quali bisognerebbe mettersi nei panni di una persona in carrozzina e/o cieca. In tal senso consiglierei a quasi tutti i Sindaci di fare un corso pratico e legislativo sulla materia Accessibilità-mobilità delle persone con disabilità.

Ebbene, l’elenco che segue comprende tutte le proposte fatte al sindaco di Rhệmes Fulvio Centoz, durante un colloquio del 29 luglio 2010, quando avevo evidenziato varie situazioni legate all’accessibilità e alla mobilità delle persone con disabilità, alcune delle quali positive, molte altre negative.

1. Aree di parcheggio della frazione di Chanavey:
– l’ingresso principale, di fronte al ponte, è sconnesso;
– sul retro del Centro Visitatori del Gipeto vi sono due parcheggi riservati a norma, utili anche per gli impianti sportivi, ma il cartello che li indica è sbiadito;
– davanti al suddetto Centro vi sono due parcheggi riservati a norma, in un’area in cui la pavimentazione è conforme ai requisiti d’accessibilità. L’ingresso accessibile è dal retro della struttura;
– nelle altre aeree di parcheggio (inclusa quella dei camper) vi è un altro tipo di pavimentazione e non vi sono posteggi riservati;
– la normativa vigente sancisce che ogni cinquanta posti ne vengano predisposti due riservati; inoltre è previsto che tali parcheggi siano nelle vicinanze di uffici pubblici e/o di esercizi pubblici. Poiché vi sono tre alberghi, nelle aree di posteggio sopra citate dovrebbero essere predisposti quattro parcheggi riservati, all’inizio dell’area (visto l’alto numero di posti auto), con una pavimentazione conforme, affinché la mobilità della persona con disabilità sia garantita (N.B.: posso ora aggiungere che la pavimentazione è in porfido, anche nell’area di parcheggio dei camper, annotazione, questa, non esplicitata nel 2010 al sindaco Centoz);
– per quanto riguarda l’area parcheggio dei camper, il detentore del contrassegno speciale deve pagare solo i servizi offerti dal gestore e non la sosta, in quanto il camper – come l’auto – è considerato un ausilio protesico.
2. Campo da bocce: dev’essere reso accessibile anche alle persone che deambulano con la carrozzina.
3. Area del mercato: qui è necessario spostare il parcheggio riservato, situato nelle vicinanze dei posti riservati agli autobus, per evidenti ragioni di sicurezza. Tale parcheggio riservato va predisposto a fianco di un altro esistente, con l’installazione del segnale verticale. Senza segnale verticale, infatti, l’autorità pubblica non può comminare una multa a un’auto che non sia in possesso del contrassegno speciale.
4. Sentiero accessibile: quest’anno i tornelli sono stati finalmente eliminati, in quanto costituivano una barriera architettonica per le persone cieche e con disabilità motorie. Inoltre, sarebbe necessario segnalare l’inizio e il termine del sentiero, nonché attuare un intervento di ricostruzione (in alcuni tratti) del cordolo a terra, utile per le persone cieche. E ancora, manca un pezzo di staccionata, lungo il percorso, e chiunque – ad esempio un bambino – potrebbe tranquillamente cadere nel fiume. Infine, una panchina è pericolosa, poiché da essa spuntano le viti arrugginite.
Michele Lafortezza5. Sede del Comune: c’è il montascale, ma non è raggiungibile da una persona in carrozzina, quindi sarebbe utile installare un sistema di chiamata e il simbolo di accessibilità condizionata, ai sensi degli articoli 1 e 2 del Decreto del Presidente della Repubblica (DPR) 503/96 (allegato B).
6. Padiglione Mostre: c’è un parcheggio riservato che ha solo una barriera, ovvero il marciapiede della struttura, che va eliminato per consentire la manovra della carrozzina.
7. Il parcheggio riservato vicino al Lago Peloud è a norma.
8. Il parcheggio a pagamento del Tummel, a mio avviso, va completato e occorrono almeno quattro stalli di parcheggi riservati (e dico “almeno”, alla luce dell’ampiezza del parcheggio stesso).
9. Da ricordare infine che il possessore del contrassegno speciale può essere esente dal pagamento per il parcheggio con strisce blu e/o custodito*.

Ebbene, nel corso di quell’incontro il Sindaco sembrò ascoltare con attenzione le mie proposte, ma dopo un anno – tranne che per i tornelli eliminati nel sentiero accessibile, come ho già riferito – lo stato delle cose è rimasto identico.
Ho chiesto allora un nuovo colloquio con il Sindaco, il 25 agosto scorso, affermando che sostanzialmente non era stato fatto nulla rispetto alle varie richieste espresse nel 2010. Gli ho quindi nuovamente consegnato l’elenco precedente e un vademecum intitolato Parcheggio riservato ai disabili, tutto quello che c’è da sapere.
Centoz mi ha risposto che Rhệmes è un paese di montagna e che quindi, rispetto a quanto accade in una città, «i lavori devono essere fatti in pochi mesi».
A questo punto, però, mi torna alla mente quanto fatto da Stefano Viglione, sindaco con disabilità di Mondovì (Cuneo), che ha saputo rendere accessibile il suo paese in montagna di 22.000 abitanti [se ne legga un’ampia intervista nel nostro sito, cliccando qui, N.d.R.].
In realtà credo che servano soprattutto volontà politica, sensibilità e anche rispetto. Rispetto della sicurezza per i più deboli, rispetto delle leggi dello Stato e del Codice della Strada.
In seguito il Sindaco mi ha detto: «Devo dare ascolto a chi mi ha votato e poi agli altri». Ma “gli altri” sarebbero i turisti? Non vive forse proprio di turismo, una località come Rhệmes? E io ho posto problemi di manutenzione che riguardano tutti…
Quel mio colloquio, dunque, l’ho concluso così: «Caro Sindaco, non vedo nessuna differenza, purtroppo, tra il Sindaco di centrodestra di Somma Lombardo (20.000 abitanti, in  provincia di Varese) e lei, che è sindaco di centrosinistra. Certo, le motivazioni sono diverse, il patto di stabilità, l’ascolto a chi mi ha votato o altro, ma il risultato comune è che ad entrambi questi temi di civiltà non interessano! Questo mio resoconto, perciò, lo invierò agli organi d’informazione e anche alla FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap)».

…E come si intuisce dalle ultime parole di Michele Lafortezza al Sindaco della località valdostana, proprio da Somma Lombardo ripartiremo, con la sua prossima “incursione nell’Italia inaccessibile”.

*Nell’elaborare queste proposte la normativa di riferimento è stata la seguente: Circolare del Ministero dei Lavori Pubblici 1030/83 – Legge 13/89 – Decreto del Ministero dei Lavori Pubblici 236/89 – Legge 104/92 – DPR 503/96 – Legge 388/00 – Il Codice della Strada e il Regolamento di esso – la Legge Regionale della Valle d’Aosta 3/99 – varie altre Sentenze in materia.

Per eventuali approfondimenti, tramite contatti con Michele Lafortezza, si può scrivere a lafortezzamichele@libero.it o cliccare qui.

Le battaglie di Michele
Persona con disabilità fisica, Michele Lafortezza è nato a Bari nel 1962. Nel 1977 crea per Radio Popolare la prima trasmissione autogestita sull’handicap e diventa un corrispondente per la Rubrica Giovani.
Abituato a porsi sempre a muso duro di fronte alle problematiche sociali e a rendersi la vita costantemente difficile, ha collaborato con la rivista «Gli Altri», fondata da Rosanna Benzi, e con la Comunità San Benedetto al Porto di don Andrea Gallo. Tuttora collabora con la Comunità Maddalena dell’ANFFAS Ticino ONLUS di Somma Lombardo (Varese), ove ha assunto un ruolo di “promoter no profit”, che lo ha portato a coinvolgere importanti artisti del teatro, come Dario Fo, Lella Costa, la Banda Osiris, Maurizio Milani, Bebo Storti, Aldo Giovanni e Giacomo, facendoli recitare gratuitamente.
Nel 1996 viene eletto consigliere comunale a Somma Lombardo e si distingue subito per il senso critico della sua azione politica. Come ha detto qualcuno, «nonostante faccia parte della maggioranza, riesce ad essere “all’opposizione” anche di se stesso!». E in ogni caso, con la sua determinazione, fa approvare all’unanimità il Piano Comunale per l’Abbattimento delle Barriere Architettoniche.
Poco tempo dopo, nella vicina Gallarate, sempre in provincia di Varese, rileva barriere ovunque e invia subito una relazione di interventi al Sindaco, indifferente, al quale arriva una denuncia per rifiuto e omissione d’atti d’ufficio, archiviata poi dalla Procura della Repubblica di Busto Arsizio.
Su un altro fronte, dopo un’estenuante battaglia, vince un’importante causa di lavoro, nel 1999, con Poste Italiane: la Sentenza n. 2581/99 sancisce la piena retribuzione della tredicesima mensilità e la maturazione delle ferie in relazione alla fruizione dei permessi, come da articolo 33 della Legge 104/92, da parte del lavoratore in “situazione di gravità”. Una sentenza che fa scuola di diritto.
Crea il Calendario HANDY 2002, composto da vari personaggi handy comici, promosso anche dal noto programma di Canale 5 Striscia la Notizia. Il ricavato della vendita ha contribuito a finanziare un progetto della citata Comunità Maddalena dell’ANFFAS di Somma Lombardo.
Nel giugno del 2004, poi, dopo ventun anni di servizio, lascia l’ufficio postale di Milano Isola, per approdare definitivamente a quello di Gallarate Centro, dove da poco racconta di «essere uscito dalla palude del “mobbing…”».
Nel 2005 è stato anche oggetto di una tesi, presentata da Olivia Goffredi del Corso di Laurea in DAMS (Discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo) di Bologna.