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Una vita sempre più in salita

Così Fabio Di Stefano deve portare il proprio figlio a scuolaAll’inizio di ottobre – come avevamo riferito anche nel nostro sito (se ne legga cliccando qui) – il consigliere del Comune e della Provincia di Cuneo Fabio Di Stefano aveva già presentato due Interpellanze al Consiglio Comunale, riguardanti i parcheggi e le troppe barriere architettoniche presenti nella città piemontese. Una di esse si riferiva specificamente alle barriere della scuola di San Rocco Castagnaretta, dove, aveva scritto Di Stefano, «esiste un marciapiede senza scivolo e le due pedane elevatrici che si trovano  all’interno delle elementari – ma che dovrebbero servire anche alle scuole medie, situate nello stesso edificio – sono obsolete, difficili da utilizzare e alle volte fuori uso».
Quasi una “facile profezia”, quest’ultima, in quanto lo stesso Di Stefano, a metà novembre, ha dovuto toccare con mano – come genitore di un ragazzo con disabilità – che quella pedana – una soluzione di ripiego, come si è detto, in quanto situata davanti a un ingresso secondario – era effettivamente rotta e tale è rimasta per tanti giorni ancora.

Il 30 novembre, infatti, Di Stefano ha reso nota la situazione agli organi d’informazione, accompagnando le sue parole con l’eloquente immagine che noi stessi qui pubblichiamo e scrivendo tra l’altro: «Dopo 20 giorni la pedana sollevatrice è ancora rotta. E lo sarà altre volte, perché  è vecchia… e allora dovremo aspettare ancora altri mesi perché manca il pezzo. Questo della foto è l’ingresso della scuola elementare, perché l’ingresso “agevolato”  dalla scuola media non esiste. E cosa fa il Comune? Dipinge l’ingresso, solo la facciata, non pensando che l’edificio prosegue lateralmente, non pensando che l’ingresso per i portatori di handicap non esiste. La cosa che mi preoccupa è l’indifferenza, il silenzio di coloro che hanno la possibilità di decidere. I soldi ci sono [il riferimento è a una cospicua eredità lasciata al Comune da un concittadino, N.d.R.], bisogna dare la priorità a questi soldi. E dove ci sono i più deboli c’è priorità».
E prosegue: «Sono stanco di ripetere sempre le stesse cose, se continua così vado via dal Comune, mi dimetto, mi prendo qualche mese e  deciderò se ricandidarmi o meno. Perché non posso accettare questa indifferenza sia come amministratore, ma soprattutto come genitore! Ciò che conta in questa società è la facciata ed è per questo che siamo ridotti in queste condizioni. Forse bastava solo fare qualche addobbo in meno, qualche luce in meno all’esterno, accendendo qualche luce in più nei cuori  della gente».
«Questa foto – conclude Di Stefano – vuole rappresentare tutti coloro che, come mio figlio, sono costretti a confrontarsi con una vita sempre più in salita. Proprio come quelle scale, incontrando lungo la propria strada barriere fisiche e morali, barriere che ci sembrano più piccole solo grazie alla solidarietà e sensibilità sincera di chi come (su Facebook) è intervenuto attraverso una semplice parola di conforto, o di sdegno». (S.B.)