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INPS: chi è caduto nella trappola?

Commissione di accertamento invaliditàDiciamo la verità, nel “trappolone” predisposto dall'”antico” Ministro del Tesoro – sembra passato un secolo e invece si tratta solo di poche settimane – sono caduti in tanti, disabili, familiari, associazioni, partiti, organizzazioni sindacali e la cosiddetta gente comune. Le dichiarazioni rilasciate a suo tempo dal ministro Tremonti avrebbero dovuto mettere tutti sull’avviso. Invece no. Al coro di chi additava i “falsi invalidi” come la causa dell’incremento della spesa per l’invalidità, si sono uniti, seppur con qualche distinguo, anche “amici insospettabili”.
Senza rendercene conto, con affermazioni del tipo «ben vengano i controlli», «si condannino anche i medici che hanno certificato il falso», «i falsi invalidi ci sono», è stata legittimata la devastante azione dell’INPS, i cui comunicati sono al proposito un abile esempio di ambiguità e confusione.
Questa arrendevolezza associativa ha lasciato mano libera a chi aveva deciso di dare una pesante “sforbiciata” ai trattamenti di invalidità. Altro che tagli ai privilegi della casta, altro che tagli agli sprechi, il vero obiettivo era – ed è – il taglio degli assegni, per altro riuscito solo in parte.

Dovevamo rispondere che queste verifiche sono ridicole e dannose, che l’invalidità  è una cosa e le truffe un’altra. Che per il riconoscimento dell’invalidità ci sono apposite commissioni, mentre per le truffe ci sono le forze dell’ordine.
Non lo abbiamo fatto con la necessaria convinzione, abbiamo temuto di non essere capiti, ci siamo rifugiati nella protesta solitaria e nel silenzio rassegnato, e siamo stati travolti.
La campagna mediatica è stata orchestrata alla grande. Un fiorire di ciechi che leggono il giornale e guidano la macchina, uno scoop al giorno e dichiarazioni a gogò contro “falsi invalidi” e “medici compiacenti”. Così mentre noi, un po’ “polli”, ce la bevevamo e discutevamo di… falsi e veri invalidi, l’INPS chiamava a visita di controllo decine di migliaia di persone con disabilità permanente [sono esattamente 800.000 le verifiche predisposte dal 2009 alla fine del 2012, N.d.R.] e tagliava un po’ di assegni di accompagnamento.
Da una parte vessazioni e ancora vessazioni, dall’altra un associazionismo debole e confuso, non in grado di contrastare una così virulenta aggressione. Solo la FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) ha denunciato con forza l’operazione controlli, ma la protesta delle  associazioni aderenti è stata sotto tono.
D’altra parte, se uno apriva bocca per denunciare la vere intenzioni dei soliti sparlatori, veniva subito messo a tacere con frasi perentorie del tipo «ma allora difendi i falsi invalidi», «difendi i truffatori», «difendi i medici che hanno certificato il falso». So, per diretta esperienza, che non è semplice rispondere a chi ti accusa di essere tenero con i truffatori ed evasivo su tale problema.

Ora, però, anche da testate come il «Corriere della Sera» e il «Sole 24 Ore» comincia a fare capolino un’altra verità e forse è giunto il momento di alzare la voce per evitare che l’assurdo prosegua per tutto il 2012, e magari si ripeta.
Tocca alla FISH  prendere l’iniziativa – e a mio avviso è  il momento giusto per farlo – e trovare il modo appropriato per chiedere al Presidente del Consiglio (e al Ministro dell’Economia) di porre fine a tutto ciò. Insomma, bisogna fare qualche cosa per fermare questa insensatezza, non possiamo permettere che tutto prosegua come se niente fosse.
In Veneto ci stiamo provando e i risultati sono positivi [si legga a tal proposito, sempre nel nostro sito, il testo della FISH Veneto, intitolato Sospendere quelle insensate verifiche dell’INPS, cliccando qui, N.d.R.]. La serietà delle nostre argomentazioni convince, la disponibilità alla protesta è alta e gli “elementi probatori” da esibire agli organi di informazione e in tribunale sono evidenti.
Sono controlli inutili e la spesa è pazzesca, oltretutto sempre e comunque a nostro carico, prima con le verifiche e poi con i ricorsi. Visto che siamo sull’orlo del precipizio – il Governo ce lo ricorda in continuazione – non possiamo accettare che i pochi fondi disponibili finiscano nel pozzo nero della stupidità.
Bisogna dunque chiedere subito la sospensione delle verifiche straordinarie! Che si avvii un’azione investigativa sulle anomalie rilevate – i dati disponibili sono tanti – e che si ritorni all’ordinarietà.
Il significato della nostra protesta – che proseguirà – va oltre i comportamenti dell’INPS, non è fine a se stesso e si inserisce in quella più ampia azione politica e culturale che la FISH indica come condizione imprescindibile per l’affermazione dei diritti.
Se le manovre economiche sono ispirate anche dai luoghi comuni, come dice Pietro Barbieri [presidente nazionale della FISH, N.d.R.], noi dobbiamo smantellare tali presupposti. Penso che la FISH abbia la forza e l’autorevolezza per farlo, sulle verifiche come sull’articolo 5 del cosiddetto “Decreto Salva-Italia” [si fa riferimento alla Legge 214/11 il cui articolo 5 prevede la revisione dei criteri e delle modalità applicative del’ISEE, l’Indicatore della Situazione Economica equivalente, N.d.R.].
Gli appelli a contrastare la deriva che arrivano da associazioni e singoli devono spronarci ad uscire dal torpore. Diversamente, la Convenzione ONU, che pure è legge dello Stato [Legge 18/09, N.d.R.], rimarrà ancora per lungo tempo un utopistico orizzonte senza alcuna influenza sulle nostre esistenze.
Ritengo sia necessario superare il “lamento” del comunicato stampa e dar vita, ora più che mai, alla mobilitazione dei corpi e delle coscienze. Dobbiamo ritornare ad essere consapevolmente protagonisti, per impedire che si neghino i diritti e si cancellino le persone.

*Portavoce Movimento Handicap – Veneto (movimentohandicap@libero.it).

Tra i vari testi dedicati in quest’ultimo anno dal nostro sito alle verifiche dell’INPS, segnaliamo in particolare: Perché la FISH critica l’INPS (cliccare qui), Sospendere quelle insensate verifiche dell’INPS (di FISH Veneto, cliccare qui) e I veri dati sull’invalidità civile (cliccare qui).