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Libri di testo: le occasioni perdute del Ministero dell’Istruzione

Uomo con la mano sul volto e un'espressione sconsolataSono ormai tre anni che il MIUR (Ministero dell’Istruzione, Università e Ricverca) ha sconfessato la Circolare n. 16 del 10 febbraio 2009, nella quale si indicava la data del 31 marzo come termine ultimo entro il quale effettuare le adozioni dei testi per ragazzi con disabilità visiva, in considerazione della laboriosità e complessità delle procedure di predisposizione dei testi nei formati previsti (punto 3.4).
Recentemente, ad esempio, la Circolare n. 18 del 9 febbraio scorso ha confermato che le adozioni dei testi scolastici «sono deliberate dal collegio dei docenti nella seconda decade di maggio per tutti gli ordini e gradi di scuola».
La “beffa”, poi, arriva nel finale di questa stessa Circolare, quando troviamo scritto che: «I dirigenti di istituzioni scolastiche in cui, per il prossimo anno 2012/2013, risultino iscritti alunni non vedenti o ipovedenti, provvederanno immediatamente a richiedere, ai centri di produzione specializzati che normalmente curano la trascrizione e la stampa in braille, i testi scolastici necessari, al fine di consentire l’acquisizione della disponibilità dell’ente locale in ordine all’assunzione dei relativi oneri [grassetto nostro nella citazione, N.d.R.]».
Immediatamente… Peccato che il motivo dell’anticipo al 31 marzo fosse stato concordato con il MIUR proprio perché era risaputo che nessuno studente disabile visivo aveva mai avuto i libri per tempo con la scadenza di maggio.

Insomma, tra la questione irrisolta della mancata accessibilità dei libri digitali, il mancato anticipo della data di adozione dei testi per favorire il lavoro di trascrizione e il mancato rispetto della “Legge Stanca” [Legge 4/04, N.d.R.] sull’accessibilità delle estensioni online dei libri di testo, il MIUR ha perso un’altra occasione. Alla prossima puntata!

*Curatore del blog «Nuove Tecnologie, Didattica e Disabilità nel Lazio», dal quale il presente testo è ripreso, per gentile concessione, con lievi riadattamenti al contesto.

Sui temi trattati nel presente tetso, suggeriamo anche la lettura – sempre nel nostro sito – dell’ampia trattazione di Maria Grazia Fiore, intitolata Una cultura accessibile non può fare a meno di materiali tecnicamente accessibili (cliccare qui).