Quelle «cene senza senso»

Si chiama così il bel progetto avviato già da tempo in alcune località italiane dall’associazione fiorentina di promozione sociale Incontri Ravvicinati, proposta consistente in una serie di cene al buio, “accessibili” anche alle fasce più giovani e disagiate, per avvicinarsi alla quotidianità delle persone non vedenti, ma anche per scoprire nuove sensazioni e nuovi stimoli. Il prossimo appuntamento è previsto a Maerne di Martellago, in provincia di Venezia, l’8, il 9 e il 23 maggio

Persona che mangia al buioÈ già da tempo che l’associazione fiorentina di promozione sociale Incontri Ravvicinati è impegnata nel Progetto Cene senza senso, che coinvolge una serie di località di tutta Italia. Un’iniziativa, spiegano i responsabili della stessa Associazione, cui «abbiamo potuto dar vita soltanto grazie alla collaborazione che portiamo avanti da anni con i ragazzi dell’Istituto per Ipovedenti Nicolodi di Firenze e con altri ragazzi non vedenti residenti in città. Un progetto che in futuro vorrà e potrà diventare anche un percorso di inserimento professionale».

Ma di che cosa si tratta esattamente? Cediamo ancora la parola ai componenti di Incontri Ravvicinati. «Cene senza senso – sottolineano – nasce direttamente dall’esperienza delle cene al buio, già sperimentate in molte parti d’Italia: cene, cioè, che si svolgono in ambienti completamente oscurati, servite da camerieri non vedenti. Rispetto però alle cene al buio “tradizionali”, spesso al centro di situazioni un po’ “elitarie” e magari promosse come eventi particolari da ristoranti o alberghi di un certo livello, con un pubblico “scelto”, la nostra proposta vuole essere più “accessibile”, permettendo questo tipo di esperienza anche alle fasce più giovani e più disagiate, con menù dai costi relativamente più abbordabili». «Un’altra differenza rispetto alle cene al buio “tradizionali” – aggiungono – è che i piatti sono cucinati da cuochi professionisti non vedenti».
Come del resto abbiamo già avuto modo di scrivere più volte anche su queste pagine, quella della cena al buio è realmente un’esperienza unica, che non solo permette di avvicinarsi alla quotidianità di chi non può vedere, ma è anche una maniera di scoprire nuove sensazioni e nuovi stimoli. «Senza il filtro della vista – concludono infatti da Incontri Ravvicinati – il cibo assume un nuovo misterioso sapore, le diverse consistenze sconvolgono i ricordi che abbiamo di determinati pasti e lo stesso rapporto con gli altri commensali cambia, nel momento in cui cade il primo pregiudizio dato dall’immagine estetica dell’altro».

Il prossimo appuntamento, dunque, è previsto per martedì 8 e mercoledì 9, con “replica” mercoledì 23 maggio, nel Veneziano, ed esattamente a Maerne di Martellago (Pizzeria Dal Mister, Piazza Giotto, 35), grazie alla collaborazione con la cooperativa sociale trevigiana Idea.
Menù segreto sino alla fine della cena, soluzioni specifiche per chi soffre di allergie, intolleranze o di problemi legati a qualche alimento, oscurità totale e piatti cucinati e serviti da cuochi e camerieri non vedenti: queste le caratteristiche delle serate, che serviranno per finanziare le attività dell’Associazione organizzatrice e contribuire all’ulteriore crescita del Progetto Cene senza senso. (S.B.)

Per ogni ulteriore informazione: incontriravvicinati@gmail.com.
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