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Disabilità visiva e accessibilità degli spazi fisici e virtuali

Giovane cieco al computerTra i vari appuntamenti previsti alla Fiera di Milano-Rho dal 24 al 27 maggio, nell’ambito della manifestazione ReaTech Italia, vi sarà anche il convegno denominato L’accessibilità degli spazi fisici e virtuali per i disabili visivi (indicato nel programma ufficiale della fiera-evento con il titolo Il superamento delle barriere percettive per le persone con disabilità visiva: normativa vigente e soluzioni tecniche), previsto per venerdì 25 maggio (Padiglione 4, Sala ReaTech, ore 17-18.30) e organizzato dall’ADV (Associazione Disabili Visivi).
L’incontro sarà aperto a tutti e le relazioni verranno anche trasmesse in diretta sul web, grazie a un servizio curato direttamente dall’ADV. Sarà presente inoltre il sistema di sottotitolazione per non udenti.

Saranno soprattutto tre gli aspetti di grande attualità – tutti riguardanti l’accessibilità – che verranno toccati durante il convegno, in piena sintonia con l’articolo 9 (Accessibilità) della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità.
Innanzitutto l’accessibilità del web, con particolare riferimento all’uso da parte delle persone non vedenti delle apparecchiature informatiche tascabili di ultima generazione, che sembravano precluse a chi non vede, a causa del sistema di funzionamento a touch screen (“a schermo tattile”). Eppure, “accarezzando gli schermi” e avvalendosi dell’esperienza di esperti, molti ostacoli si possono superare. «In una società sempre più basata sull’informazione, fornita sul web in quantià industriale – spiega in tal senso Giulio Nardone, presidente dell’ADV -, ma per un’altissima percentuale in forma di immagine, ferma o in movimento, chi non ha i mezzi fisici per fruire della presentazione visiva è tagliato fuori e posto in situazione di netta inferiorità, a meno che non si rendano accessibili per tutti anche le immagini, magari con mezzi indiretti e nei limiti della possibilità della loro traduzione in parole. E questo è uno degli scopi di FreeRumble, il primo social network audio per tutti, in sintonia con la normativa vigente. Ma, parallelamente alle esigenze di una maggiore mobilità autonoma, cresce la richiesta di potersi avvalere di accessi portatili all’informazione, sia quella di attualità e di cultura, sia quella che rafforza proprio la capacità di  muoversi da soli, attraverso, ad esempio, la localizzazione satellitare».
La risposta a tali questioni verrà data durante il convegno da Guglielmo Boni, del gruppo di volontari di UniversalAccess (Accarezzando la tecnologia, scopriamo il mondo, il titolo del suo intervento), che aprono ai non vedenti il mondo dei tablet, degli iPhone e degli iPad con le migliaia di loro applicazioni.

Il secondo tema sarà quello dell’accessibilità dei software per il trattamento del suono, anche per aprire alle persone non vedenti nuovi sbocchi lavorativi nel settore degli operatori audio o per l’uso creativo del tempo libero. «In un momento in cui l’attività lavorativa finora più diffusa tra i ciechi, quella dell’operatore telefonico, entra in crisi per l’avvento dei sistemi computerizzati di selezione automatica – sottolinea a tal proposito Nardone -, mentre la situazione economica globale rende sempre più difficili le assunzioni, potere svolgere un’attività libero-professionale può costituire una soluzione da tentare».
Ecco dunque la proposta di Mario Loreti, che svolge professionalmente l’attività di fonico e sound engineer (“ingegnere del suono”), che si soffermerà a Milano su Tecnologia e trattamento del suono: per i non vedenti un connubio vincente.

Infine – altra questione fondamentale – l’accessibilità dello spazio costruito, da realizzare attraverso l’applicazione della normativa vigente, per il superamento delle barriere percettive con gli strumenti delle mappe a rilievo e delle piste tattili, ampiamente utilizzate con il linguaggio LOGES (Linea di Orientamento, Guida e Sicurezza), anche a Milano, a partire dalla stazione della metropolitana, fino a tutta la struttura principale del polo fieristico di Rho, oltre che in decine di migliaia di altri luoghi in tutta Italia.
A occuparsene nel corso del convegno del 25 maggio – partendo da una rapida panoramica della normativa vigente e avvalendosi della propria quarantennale esperienza nel campo degli ausili alla tiflomobilità -, sarà lo stesso Giulio Nardone (titolo del suo intervento: Le norme per il superamento delle barriere percettive e le modalità per attuarle), che cercherà anche di  indicare i confini fra gli ausili utili e quelli inutili o addirittura dannosi, siano essi di tipo fisico o elettronico.
«Le nostre città – sottolinea il presidente dell’ADV -, con i loro spazi ed edifici pubblici e aperti al pubblico, così come le infrastrutture e i mezzi di trasporto, attraverso un lento processo, iniziato oltre quindici anni fa, stanno cominciando ad offrire a chi non vede dei punti di riferimento percepibili sotto i piedi e delle informazioni ambientali esplorabili su delle mappe a rilievo. Ciò consente e agevola ai disabili visivi – soprattutto a quelli che abbiano seguito dei corsi di Orientamento e Mobilità -, gli spostamenti autonomi anche in zone non ancora registrate stabilmente nella loro “mappa mentale”. Ogni tanto, però, ragioni commerciali spingono a volere sostituire gli ausili già collaudati e assimilati dai ciechi con dei surrogati che si dimostrano totali fallimenti, ma che sono causa di disorientamento, sia per i non vedenti che per gli Enti che subiscono un pesante pressing per la loro adozione».

Questi dunque gli argomenti e i partecipanti al convegno – introdotto e moderato da Assia Andrao, presidente della Federazione Retina Italia – che rientrano pienamente negli stessi scopi statutari dell’ADV, Associazione nata nel 1970 e  che li persegue nelle loro forme più moderne ed efficaci già da oltre quindici anni. (S.B.)

Per ulteriori informazioni: ADV (Associazione Disabili Visivi), tel. 06 8550260, segreteria@disabilivisivi.it.