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La spada di Brenno

Busto di Brenno

Brenno, re dei Galli, saccheggiò Roma nel 390 avanti Cristo e passò alla storia per le sue celebri parole «Guai ai vinti!»

Alcune recenti dichiarazioni dei ministri Elsa Fornero (Lavoro e Politiche Sociali) e Piero Giarda (Rapporti con il Parlamento) gelano i cuori delle persone con disabilità e delle loro famiglie e fanno considerare come un miraggio il clima di moderato ottimismo che l’ottimo lavoro delle Associazioni di FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) e FAND (Federazione tra le Associazioni Nazionali delle Persone con Disabilità) aveva prodotto negli ultimi giorni.
L’infelicissima frase del ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali – «c’è bisogno di innovazione finanziaria e creativa» – pronunciata alla manifestazione ReaTech di Milano, con riferimento al privato assicurativo in relazione alla disabilità, richiama alla memoria quanta miseria e disperazione abbia creato nel mondo e in Italia proprio la cosiddetta “finanza creativa” negli ultimi dieci anni.
A far pendere ancora più il piatto della bilancia, il ministro Giarda dichiara, con evidente soddisfazione, che 100 miliardi di tagli di spesa e risparmi sono «possibili subito» e «altri 2-300 in pochi anni». La frase, che di per sé avrebbe un intendimento virtuoso, lascia però facilmente immaginare in quali settori verranno reperiti: in tutti quelli che interessano “vitalmente” le persone con disabilità, vale a dire previdenza, servizi sociali, sanità.
Sullo stesso piatto della bilancia, più o meno 2.400 anni fa, il gallo Brenno aveva gettato la propria spada, pronunciando quello che sarebbe divenuto il programma dei vincitori di ogni guerra: «Guai ai vinti!». I virtuosi Romani della Repubblica trovarono però la forza di reagire e si assicurarono svariati secoli di vita (per i tempi) agiata.
Troveranno gli Italiani con disabilità di oggi il modo di resistere “vivi” non ai fendenti di Brenno, ma alle sforbiciate annunciate da Fornero e Giarda?