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Brutti segnali di inciviltà

Rampe rubate sul Ponte delle Guglie di Venezia, maggio 2012

Un gradino sì e un gradino no, le rampe amovibili del Ponte delle Guglie di Venezia sono state "trafugate"

È particolarmente in momenti drammatici come quelli che sta attualmente vivendo il nostro Paese – e in primo luogo la popolazione dell’Emilia – che si spererebbe di veder crescere, se non la cultura della solidarietà, per lo meno un certo senso di civiltà. E invece, purtroppo, dobbiamo ancora una volta registrare e riferire di episodi che non depongono certo a favore di una complessiva crescita culturale e sociale.

La prima segnalazione arriva da una delle nostre città maggiormente “esposte” allo sguardo del mondo – Venezia – da dove il Servizo Comunale Città per tutti ricorda che da alcuni mesi il Ponte delle Guglie, situato nel Sestiere di Cannaregio, in una zona di grande passaggio turistico, è sprovvisto di due delle rampe amovibili collocate per rendere accessibile il manufatto alle persone con disabilità motoria. 
«Sembra – si legge infatti nella nota di Città per Tutti – che qualche sconosciuto non abbia pienamente compreso l’utilità di questo intervento di eliminazione delle barriere architettoniche che garantiva l’accessibilità a un’area altrimenti non raggiungibile, rendendo vani gli sforzi dell’Amministrazione Comunale, da molti anni impegnata con diverse politiche per rendere più fruibile il territorio del centro storico veneziano». Si veda in tal senso l’immagine qui a fianco che documenta il “furto” delle rampe amovibili.
L’intervento era stato realizzato nel 2007, per consentire l’accesso a una fermata provvisoria del mezzo pubblico, a seguito delle  operazioni connesse all’installazione del ben noto Ponte della Costituzione – quello dalla travagliatissima storia, progettato dall’architetto Santiago Calatrava -, permettendo di raggiungere l’entrata per le persone con disabilità della Chiesa dei Santi Geremia e Lucia.

Palo del dissuasore divelto ad Ascoli Piceno, maggio 2012

Divelto vicino al furgone è il palo del dissuasore montato solo il 28 maggio ad Ascoli Piceno. All'ingresso dello scivolo il veicolo e una bancarella

Scendendo l’Adriatico di qualche centinaio di chilometri e penetrando nell’entroterra, arriviamo ad Ascoli Piceno, dove Roberto Zazzetti, presidente dell’Associazione La Meridiana, segnala con grande amarezza e documentando il fatto con alcune immagini, che «i dissuasori installati il 28 maggio davanti all’ingresso per le persone con disabilità della Fondazione Carisap, sono stati già divelti solo due giorni dopo» e che quello stesso ingresso è del resto completamente ostruito da un furgone e dalle bancarelle del mercato.
Zazzetti coglie poi l’occasione per elencare una serie di altre problematiche ancora irrisolte nella città marchigiana e scrive: «La tratta degli autobus attrezzata per le persone con disabilità è ferma, perché non si riescono a realizzare le ultime tre piazzole di sosta attrezzate, nel centro storico, di fronte all’opposizione dei residenti all’eliminazione di alcuni posti auto loro riservati, quegli stessi residenti, per altro, che si lamentano della presenza di troppe piazzole di sosta dedicate alle persone con disabilità. Senza dimenticare che queste ultime sono spesso occupate da cittadini incivili sprovvisti di apposito tagliando, oppure “scippato” a un proprio familiare con disabilità».

Bagno per disabili ad Ascoli Piceno, "riempito" con un giocattolo

L'utilizzo di un bagno attrezzato per persone con disabilità in un ristorante di Ascoli Piceno

E ancora, «la Posta Centrale non è accessibile alle persone anziane e a quelle con disabilità dà più di dieci anni, dal momento che lo scivolo per accedervi è sempre ostruito da auto in sosta, non sanzionate dai vigili urbani», mentre addirittura «l’Assessorato alle Politiche Sociali si trova al terzo piano, con un ascensore spesso guasto, nell’indifferenza dei dirigenti e dell’Amministrazione».
Per quanto poi riguarda i sestieri  – si chiamano infatti così, proprio come a Venezia, i rioni di Ascoli – «le loro sedi non sono accessibili alle persone con disabilità, nonostante essi abbiano tra i propri scopi l’aggregazione di tutti i sestieranti e che a Siena, invece, le sedi delle contrade siano tutte a norma».
Infine, «la città non è per niente accessibile ai turisti stranieri con disabilità, pensando in particolare agli esercizi pubblici addetti alla somministrazione e alla vendita di bevande e alimenti, anche qui nell’indifferenza più completa degli enti addetti ai lavori».
Rispetto a quest’ultimo rilievo, parla da sé – e lo fa anche con una certa dose di involontaria comicità – la foto che pubblichiamo qui a fianco, ove si documenta come venga utilizzato il bagno attrezzato per le persone con disabilità in un ristorante della zona…