Lo sport olimpico e quello paralimpico

Tra di loro c’è ancora una barriera ed è quella che intende abbattere “Happy Hand – Giochi senza barriere”, vero festival dello sport e dell’inclusione sociale che dal 1° al 3 giugno, nei dintorni di Bologna, promuoverà tante iniziative sportive, proponendo appunto una serie di discipline olimpiche insieme a quelle paralimpiche

Presentazione di "Happy Hand"

Un'immagine relativa alla presentazione di "Happy Hand", durante la Mostra "Exposanità" di Bologna

Dopo il grande successo ottenuto con l’esordio del 2011 – 1.000 atleti partecipanti e circa 4.000 spettatori -, sta per tornare Happy Hand – Giochi senza barriere, evento in programma da venerdì 1 a domenica 3 giugno, con una serie di iniziative sportive a Riale di Zola Predosa (Bologna) e a Calderino di Monte San Pietro (Bologna), oltre che nello stesso capoluogo emiliano.
A promuovere la manifestazione è l’Associazione WTKG (Willy the King Group), in collaborazione con la Polisportiva Monte San Pietro, la Polisportiva Zola e l’Associazione Mauro’s Boys di Zola Predosa.

«Happy Hand – spiegano gli organizzatori – vuole essere un festival dello sport e dell’inclusione sociale, con i riflettori puntati su abilità e disabilità, ovvero con gli sport olimpici proposti insieme a quelli paralimpici e con varie occasioni di compenetrazione tra le discipline, nel tentativo di rendere concreta un’idea solo apparentemente semplice, quella appunto di abbattere la barriera che divide lo sport olimpico da quello paralimpico». In tal senso la manifestazione – inserita dal Comitato Regionale del CONI nel programma ufficiale della Giornata Nazionale dello Sport – è certamente unica, nel panorama nazionale.
E unici – per il loro grande impegno nel mondo dello sport e in quello sociale – sono stati anche i tre personaggi che il 17 maggio scorso, all’interno della Mostra Exposanità di Bologna, hanno presentato l’iniziativa: il leggendario capitano degli All Blacks di rugby, il neozelandese John Kirwan, ora allenatore dei Barbarians, Beatrice “Bebe” Vio, campionessa di scherma seduta, che a soli 15 anni avrà l’onore di essere tedofora alle Paralimpiadi di Londra e Laura Rampini, paracadutista paraplegica, con ben trecento lanci all’attivo.
Un ulteriore segno di concretezza, quindi, rispetto alla volontà di stimolare il confronto tra grandi campioni e atleti con disabilità.

Va rilevato infine che a testimoniare ulteriormente la qualità dell’iniziativa, vi è anche il patrocinio concesso a Happy Hand  2012 tra gli altri enti – da due eccellenze nel campo della riabilitazione, come il Montecatone Rehabilitation Institute di Imola e il Centro Protesi INAIL di Vigorso di Budrio. Gli stessi ospiti di queste due strutture avranno pertanto la possibilità di cimentarsi in alcune discipline sportive. (S.B.)

Il programma completo di Happy Hand 2012 – Giochi senza barriere è disponibile cliccando qui. Per ulteriori informazioni accedere al sito dedicato all’evento o scrivere a info@wtkg.it.
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