Il concerto di Maria, che ha creato una “band scolastica”

Quando Maria – ragazza con problemi di autismo – si sentì finalmente alla pari degli altri o semplicemente a suo agio, completamente immersa nel suo mondo, fatto di suoni e di armonie, nell’aula magna di un Istituto Professionale di Schio (Vicenza), traboccante di giovane entusiasmo. Perché di tempo ne è passato da quel primo accordo in Re con la chitarra!

"Ragazzi che suonano con una chitarra" di Felix Schlesinger

Felix Schlesinger, "Ragazzi che suonano con una chitarra" ("Children playing with a guitar"), 1849

«Lei è la mamma? Piacere, io sono Babbo Natale». Tra esseri umani può accadere anche questo: che un distinto professore dalla folta barba grigia, armato di telecamera, si avvicini e si presenti con il nomignolo che gli ha affibbiato Maria. Non è un gesto irrispettoso, né un motto di ribellione dovuto all’adolescenza. Lei è così: deve associare un’immagine concreta ad ogni persona significativa. Così è stato per il professor “Babbo Natale”, così per il simpatico professor “Crozza”, che con il comico ha in comune i pochi capelli. E via di seguito con il professor “Piero” che, poverino, ha la sua “guerra”. «Mamma, guarda: “la guerra di Piero”», sussurra Maria coprendosi immediatamente il viso con le mani.

Siamo nell’aula magna dell’IPSIA G.B. Garbin di Schio (Vicenza), Istituto Professionale che con le sue tre sedi è frequentato da mille ragazzi e ragazze, ripartiti tra gli indirizzi commerciale, industriale e moda. Piace l’ambizioso progetto di preparare gli studenti in modo completo, come persone, cittadini e lavoratori.
Il Dirigente Scolastico ha permesso alle classi che assisteranno al concerto di terminare le lezioni un’ora prima del dovuto. Inevitabile che l’aula magna sia traboccante, immersa in un giovane vociare, fatto di incoraggiamenti, cori da stadio, applausi. Ma dove sono finito? Forse sono in un altro mondo.
Maria è lì. Sul palco. Chitarra in pugno poggiata sulle gambe incrociate. Occhi chiusi per l’emozione incontrollabile. «Quando suona mi fa venire in mente Joan Baez», commenta un professore. La mamma è esterrefatta: «Questo è davvero troppo!».
La “Mary’s Iron Hall Band” si prepara all’evento da qualche settimana. Un gruppo di studenti musicisti che – saltando qualche ora di lezione con la complicità del corpo docente – è riuscito a mettere insieme un repertorio che piace a Maria. Come recita il volantino, l’unica data del Veneto è oggi, primo giugno: un evento irripetibile. «Cose mai viste da queste parti», dicono i bene informati.

Si parte. Prende la parola Debora Pizzo, l’insegnante di sostegno che ha avuto l’idea. Da settembre affianca Maria con sensibilità e professionalità, immedesimandosi nei suoi bisogni e tenendosi in quotidiano contatto con la famiglia. «Benvenuti – spiega -, con questo concerto si conclude il Progetto Musica e integrazione, con cui abbiamo voluto mettere a frutto l’abilità musicale di Maria per creare una “band scolastica” e dimostrare che è possibile armonizzare abilità diverse e fare integrazione attraverso la musica! I risultati sono stati straordinari, grazie all’entusiasmo e alla partecipazione attiva di alunni e insegnanti. Buon divertimento!».
Il concerto inizia. Battisti, Morandi, Vasco, Bennato, De Gregori si susseguono con le loro canzoni più belle. Un inedito e partecipato revival degli Anni Settanta e Ottanta, che i ragazzi non hanno vissuto, ma che conoscono e apprezzano. Va tutto molto bene, nonostante il notevole volume dell’impianto di amplificazione.
La musica non disturba Maria, come invece fanno i rumori. Anzi è felice di trovarsi completamente immersa nel suo mondo, fatto di suoni e di armonie: «Mamma sono a Camp Rock!», esclama al settimo cielo con gli occhi semichiusi.
E pensare che tutto cominciò per gioco sette anni or sono. In casa la chitarra era sempre a portata di mano. Un giorno Maria non si limitò a far vibrare ripetutamente la “corda grossa”, ma volle imparare a fare un accordo: il Re. Il Re le piaceva. Lei pensava a “Re Quercia”, il personaggio della Melevisione. Da lì in poi fu un continuo voler imparare. Bastava mostrarle come posizionare le dita sulla tastiera e poi la sua ricerca della perfezione del suono faceva il resto. Accordo dopo accordo imparò a suonare semplici canzoncine. Fino a mettere insieme un vero e proprio repertorio, in parte suonato oggi con la sua band.

Dopo il bis – come in tutti i concerti che si rispettino – viene il momento delle presentazioni e dell’immancabile standing ovation del pubblico: «Al basso Odelanti Daniele, alla batteria Menegozzo Matteo, alla chitarra solista Stambé Michele, alla chitarra prof. Antonietti Stefano, alla voce Silvano Tononi e prof. Peroni Alessandro. E infine la nostra bandleader: Maria.» Applausi a scena aperta e ringraziamenti a tutti.
Da “alieno in terre sconosciute”, penso che, grazie alla presenza di Maria e alla sua passione per la chitarra, i ragazzi e le ragazze che si sono fatti coinvolgere dal progetto abbiano avuto un’opportunità per vivere in modo diverso gli spazi della scuola. Sentirli vicini a loro, provando ad esprimere il proprio mondo fatto di relazioni sincere e non solamente apprendere quello degli adulti.
E penso anche che Maria, per una volta, si sia sentita all’altezza del compito e finalmente alla pari degli altri. Semplicemente a suo agio.
Salutiamo e uscendo rileggiamo l’intestazione del volantino. “Mary’s Iron Hall Band”, oggi unica data nel Veneto. Forse.

ANGSA Veneto ONLUS (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici).

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