Il turismo culturale per le persone con disabilità visiva

Verrà presentato il 27 giugno a Roma un progetto dell’UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti), dedicato a numerose persone con disabilità visiva, che mira a unire le finalità di svago e socializzazione, proprie delle iniziative a carattere turistico, con l’arricchimento culturale e spirituale, derivante dalla fruizione diretta delle opere d’arte e dei luoghi culturali

Persone con disabilità visiva nel Museo Paleontologico di Empoli (Firenze)

Persone con disabilità visiva in visita al Museo Paleontologico di Empoli (Firenze), una delle strutture coinvolte nel progetto dell'UICI

Verrà presentato mercoledì 27 giugno a Roma (presso la Presidenza Nazionale dell’UICI – Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, Via Borgognona, 38, ore 11), il Progetto Turismo culturale per disabili visivi, finanziato dal Dipartimento per la Gioventù della Presidenza del Consiglio, nel corso di una conferenza stampa coordinata da Luisa Bartolucci (responsabile dell’Informazione e della Comunicazione dell’UICI), cui interverranno il presidente e il vicepresidente della stessa UICI Tommaso Daniele e Giuseppe Terranova e il referente operativo dell’iniziativa Orlando Paladino.
Ma di che cosa si tratta esattamente? Lo spiega, con il seguente, ampio approfondimento, l’Ufficio Stampa dell’UICI.

I disabili visivi – e in particolare i ciechi assoluti – hanno difficoltà ad accedere a iniziative turistiche, per il prevalente pregiudizio che chi non vede non possa godere delle gioie e degli arricchimenti che la conoscenza di luoghi nuovi e suggestivi arreca. È infatti opinione comune che il turismo a carattere culturale, le visite ai musei o a siti culturali aperti, sia precluso a chi abbia problemi visivi.
In effetti il problema della fruizione delle opere d’arte da parte dei disabili visivi da lunghi anni è argomento di dibattito, a più livelli, e approfondito sotto vari aspetti. In realtà – nella corretta percezione, cognizione e interpretazione di opere in siti culturali – si attuano sistemi di approfondimento strutturali e creativi che svolgono un ruolo importante nella formazione individuale e collettiva. Questi processi orientano la persona e inducono a utilizzare in modo mirato e cosciente la sensorialità, ma richiedono un uso consapevole dei requisiti di base da cui muovere.

Con il Progetto Turismo culturale per disabili visivi, formulato dall’UICI, che si avvia alla sua realizzazione, si tendono ad unire le finalità di svago e socializzazione, proprie delle iniziative a carattere turistico, con l’arricchimento culturale e spirituale, derivante dalla fruizione diretta delle opere d’arte e dei luoghi culturali.
Negli ultimi anni la sensibile attenzione del Ministero dei Beni Culturali e la pressante azione delle associazioni di persone con disabilità ha indotto gli operatori del settore a una nuova considerazione sui temi della percezione e della comunicazione, stimolandoli a rendere i percorsi artistici sempre più accessibili. In sostanza, va aumentando in modo più che proporzionale la progettazione dei luoghi culturali attenta all’abbattimento non solo delle barriere architettoniche, ma anche di quelle percettive e sensoriali.
In tal senso l’UICI ha pubblicato nel proprio sito internet un elenco ragionato di “musei accessibili”, che ormai sono numerosi e arricchiti di percorsi e allestimenti specifici per disabili visivi (supporti audio, mappe tattili, calchi esplorabili con il tatto e simili).
Il progetto è perciò diretto all’organizzazione di gite culturali di disabili visivi, per lo più nella fascia di età dai 13 ai 35 anni, nelle Regioni Lazio, Toscana e Campania, particolarmente ricche di strutture culturali accessibili e con disponibilità di guide specializzate per disabili visivi.
L’ iniziativa coinvolgerà non meno di quattrocento persone con disabilità visiva, oltre ai loro accompagnatori e guide e il risultato sarà non solo l’arricchimento culturale e spirituale dei partecipanti, ma anche un’ulteriore sensibilizzazione delle strutture e degli operatori alle problematiche concernenti “l’arte per tutti”.
In particolare si prevedono per il Lazio, ed esattamente a Roma, i Musei Capitolini, il Museo Barracco, il Museo degli Strumenti Musicali, i Mercati di Traiano, il Museo dei Fori Imperiali, il Museo d’Arte Contemporanea e il Museo d’Arte Moderna; per la Toscana, invece, a Firenze il Museo Nazionale Alinari della Fotografia (arricchito di immagini accessibili ai non vedenti), Palazzo Pitti, i Giardini di Boboli, il Museo di Storia della Scienza e il Museo della Fondazione Horne, a Empoli (Firenze) il Museo Paleontologico e a Calci (Pisa) il Museo di Storia Naturale e del Territorio di Calci; per la Campania, infine, verranno visitati il Museo degli Scavi di Pompei, il Palazzo Reale di Napoli e anche l’Istituto per Ciechi Domenico Martuscelli del capoluogo campano, per la presenza di una notevole quantità di materiale fruibile da parte di disabili visivi.

Protagonisti del progetto – come si è già accennato – saranno in prevalenza giovani disabili visivi, ma anche persone di età superiore ai 35 anni, nel tentativo di creare un rapporto intergenerazionale che consenta lo scambio di impressioni e una specifica empatia fra le diverse generazioni di disabili visivi, ciascuna proveniente da diversi modelli di formazione e integrazione sociale e culturale.
Va poi messo in rilievo anche lo stimolo che il progetto potrà dare alla realizzazione di strutture pienamente accessibili a tutti, comprese le persone con disabilità.

Museo Nazionale Alinari della Fotografia di Firenze

Il Museo Nazionale Alinari della Fotografia di Firenze, un'altra delle strutture coinvolte nell'iniziativa

Se quindi l’obiettivo primo sarà quello di aprire ai disabili visivi l’accesso a iniziative turistiche non fini a se stesse, ma che comportino anche un arricchimento culturale e spirituale, un’altra finalità sarà quella di sensibilizzare gli operatori del settore (responsabili delle strutture, addetti alla custodia e guide turistiche) alle problematiche dell’approccio dei disabili visivi con le varie forme di arte. E ancora, l’iniziativa potrà indurre altre strutture ad attrezzarsi, per ricevere i disabili visivi, in modo che possano appieno usufruire dei beni artistici e culturali. Senza contare, infine, che la risonanza del progetto non si limiterà all’Italia, ma si diffonderà anche all’estero, attraverso le organizzazioni internazionali delle associazioni dei ciechi con cui l’UICI ha contatti costanti.

La programmazione di Turismo culturale per disabili visivi verrà attuata secondo i desideri degli utenti, accertati mediante appositi questionari. Le strutture territoriali dell’UICI – con sede nelle Regioni in cui si svolgerà il progetto – verranno in tal senso coinvolte nell’individuazione delle mete preferite e in ogni caso verranno coinvolte le strutture museali e culturali meta delle gite.
Si organizzeranno inoltre riunioni di informazione e sensibilizzazione degli addetti (personale addetto all’organizzazione, all’accompagnamento, alla guida alle strutture museali e culturali), nonché degli operatori delle strutture meta delle visite, con l’apertura di un forum – nei siti internet degli enti proponenti – per lo scambio di riflessioni, considerazioni e suggerimenti sulla conduzione della iniziativa, dando spazio in particolare agli interventi dei partecipanti alle gite, sia disabili visivi che accompagnatori.
Infatti, vale la pena ribadirlo, il progetto è diretto sì allo sviluppo del turismo nei confronti di una categoria svantaggiata anche in tale settore, ma aggiunge a tale scopo quello dell’integrazione culturale. Quanto poi alla metodologia, si è detto che essa avrà riguardo alle condizioni di vita delle persone non vedenti, cercando di esaltarne al massimo la capacità di socializzazione e di ampliamento della sfera culturale. Si è detto inoltre che le mete prescelte per le gite turistiche sono luoghi che già hanno recepito le metodologie e le innovazioni tecnologiche atte a facilitare la fruizione da parte dei non vedenti dei beni culturali ivi esistenti. Si tratta infatti di siti museali e culturali dotati di accorgimenti diretti a favorirne l’accessibilità (audioguide, percorsi tattili, percorsi a sensori elettronici, materiale didattico e segnaletica in braille, plastici in scala ridotta, accorgimenti per consentire l’esplorazione tattile delle opere esposte) e anche le persone che fungeranno da accompagnatori e guide (volontari, familiari, addetti alle strutture) saranno già a conoscenza delle problematiche delle persone non vedenti e dei modi non invasivi di supportarle e di guidarle.
Si aggiunge, in conclusione, che la curiosità destata da questi gruppi non consueti di visitatori stimolerà anche nelle persone ignare la conoscenza dei comportamenti da tenere con i disabili visivi. (Ufficio Stampa UICI)

Per ulteriori informazioni: Ufficio Stampa UICI, stampa.zauri@uiciechi.it.

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