Quando “associazione” non vuol dire “sostituzione”

È questo il bel concetto alla base dell’iniziativa promossa per il 1° luglio a Roma dall’AIPD (Associazione Italiana Persone Down), quando saranno direttamente sei giovani con sindrome di Down a presentare il Bilancio Sociale 2011 dell’Associazione, che tra l’altro dimostrerà «come si possono usare pochi soldi per fare grandi cose»

Giovane con sindrome di Down in giacca e cravattaChi sono le persone con sindrome di Down? Che cosa fa l’AIPD (Associazione Italiana Persone Down), quali sono i suoi servizi e progetti e con quali fondi li realizza?
Le risposte più aggiornate si potranno trovare nel Bilancio Sociale AIPD 2011 – realizzato anche grazie a un finanziamento del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, nell’ambito del Progetto Leali e legali (Legge 383/00) – e, fatto ancor più importante, a presentare il documento saranno sei giovani con sindrome di Down (Laura, Serena, Andrea, Ambra, Nicolas e Fabrizio), che guideranno un incontro-confronto con la partecipazione di portatori d’interesse, famiglie, operatori ed esperti dell’associazionismo e della comunicazione.

Accadrà a Roma, lunedì 2 luglio (Aula Magna della LUMSA – Libera Università degli Studi Maria Ss. Assunta, Borgo Sant’Angelo, 13, ore 17 -19), durante l’incontro denominato Noi ci siamo!, e lo scopo dell’iniziativa è presto detto dagli stessi responsabili dell’AIPD: «Capire perché “associazione” non vuol dire “sostituzione” e come si possono usare pochi soldi per fare grandi cose».
Il Bilancio Sociale AIPD 2011 è stato redatto in due versioni, sia in forma più estesa, sia in forma sintetica e in linguaggio altamente comprensibile per tutte le persone con disabilità intellettive. (S.B.)

Dopo l’incontro del 1° luglio, entrambe le versioni del Bilancio Sociale AIPD 2011, di cui si è detto, saranno visionabili nel sito dell’Associazione.

La sindrome di Down e l’AIPD
La sindrome di Down è una condizione genetica caratterizzata dalla presenza di un cromosoma in più nelle cellule: invece di 46 cromosomi nel nucleo di ogni cellula ne sono presenti infatti 47, con un cromosoma n. 21 in più; da qui anche il termine di trisomia 21. Genetico, per altro, non vuol dire ereditario: infatti, nel 98% dei casi la sindrome di Down non è ereditaria.
La conseguenza di questa alterazione cromosomica è un handicap caratterizzato da un variabile grado di ritardo nello sviluppo mentale, fisico e motorio del bambino.
Nata a Roma nel 1979, l’AIPD si pone quale punto di riferimento per le famiglie e gli operatori sociali, sanitari e scolastici, su tutte le problematiche riguardanti la sindrome di Down. Il suo scopo è quello di tutelare i diritti delle persone con sindrome di Down, favorirne il pieno sviluppo fisico e mentale, contribuire al loro inserimento scolastico, lavorativo e sociale a tutti i livelli, sensibilizzare sulle loro reali capacità e divulgare le conoscenze sulla sindrome.
Quarantatré, su tutto il territorio nazionale, sono le Sezioni dell’Associazione, composta prevalentemente da genitori e da persone con questa sindrome.
Da ricordare infine che dal 1994 l’AIPD fa parte della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) e che essa mantiene rapporti con le altre associazioni di persone con sindrome di Down italiane, per un utile scambio di informazioni e per affrontare con una linea unitaria temi di interesse comune.

Per ulteriori informazioni: Ufficio Stampa AIPD, tel. 06 3723909, aipd@aipd.it.

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