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Marche: regolamentare gli interventi e applicare (bene) i LEA

Sono esattamente quarantaquattro (se ne veda l’elenco pubblicato in calce) le organizzazioni marchigiane che compongono il Comitato Promotore di una campagna lanciata per la regolamentazione dei servizi sociosanitari e la coerente applicazione dei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) nella Regione.
Qui di seguito diamo spazio all’appello che avvia l’iniziativa, ricordando anche che esso è ancora aperto a ulteriori sottoscrizioni.

Uomo con disabilità davanti a una finestra con grataLa Regione Marche non ha dato applicazione sistematica alla normativa nazionale in materia di Livelli Essenziali di Assistenza, per quanto riguarda le prestazioni sociosanitarie (contenuti nel Decreto del Presidente del Consiglio – DPCM del 29 novembre 2001, allegato 1c, Legge 289/02, articolo 54). A questa carenza si aggiunge la mancata definizione, per molti servizi sociosanitari, di altri aspetti fondamentali ai fini della loro erogazione: fabbisogno, tariffe, standard assistenziali.
Gli effetti di tale indefinizione si ripercuotono sia sullo sviluppo dei servizi territoriali che del loro funzionamento. Da un lato si produce infatti un’indeterminatezza dell’offerta, dall’altro, la risposta si caratterizza per una disomogeneità del servizio, sia in termini di prestazioni che di costi (standard, tariffe, diversa ripartizione degli oneri tra sanità e sociale, in mancanza di definizione regionale). Una situazione, questa, che si evidenzia chiaramente dall’esame delle Determine dell’ASUR [Azienda Sanitaria Unica Regionale, N.d.R.], che contengono convenzioni con strutture private che erogano servizi sanitari e sociosanitari (disabili, anziani non autosufficienti, demenze, salute mentale). Dagli atti emerge infatti non solo una fisiologica difformità in termini di standard e tariffe in assenza di determinazione regionale, ma anche un’applicazione del DPCM del 29 novembre 2001 nella gran parte dei casi distorta e contraddittoria e quasi sempre, nei casi di compartecipazione, vengono stabiliti oneri sanitari più bassi di quelli previsti dalle disposizioni nazionali, ciò che determina un aggravio dei costi a carico degli utenti e, quando compartecipano, dei Comuni.

Urge dunque:
– una rapida e coerente applicazione della normativa sui LEA da parte della Regione Marche, che deve arrivare a definire la ripartizione dei costi solo dopo avere individuato, anche sulla base del documento del Ministero della Salute sulle prestazioni semiresidenziali e residenziali [“Prestazioni residenziali e semiresidenziali”, documento prodotto il 30 maggio 2007 dalla Commissione Nazionale per la Definizione e l’Aggiornamento dei LEA, N.d.R], cosa definisce una fase intensiva, estensiva e di lungoassistenza; cosa connota un servizio a bassa intensità assistenziale; la chiara distinzione, ai fini della ripartizione degli oneri, nei servizi per la disabilità tra quelli per gravi e quelli per persone con disabilità in assenza di gravità;
– sanare senza indugio le incongruità di servizi nei quali si è in presenza di incoerenza tra classificazione e funzione e in particolare riguardo alle strutture che: a) hanno autorizzazione (e regole di funzionamento) per prestazioni di bassa intensità e ospitano invece utenti con necessità assistenziali più alte; b) accolgono tipologia di utenza difforme da quella per la quale sono state autorizzate (ad esempio autorizzazione disabilità, utenza psichiatrica);
– definire, laddove non sia stato fatto, il fabbisogno di strutture, comprendendo anche la ripartizione territoriale. Non si può, infatti, prevedere un fabbisogno su base regionale senza ripartizione territoriale, che deve declinarsi con riferimento distrettuale/Ambito e non di Area Vasta;
– stabilire per ogni tipologia di struttura lo standard di assistenza, definendo, oltre al minutaggio, anche le figure professionali addette;  determinare conseguentemente in modo trasparente la tariffa corrispondente;
abrogare la Delibera di Giunta Regionale 1785-09 [“Residenzialità   per   disabili:   integrazione  della codifica  di  cui alla  LR 20/2000 con le disposizioni nazionali e regionali”, N.d.R.], che determina la ripartizione degli oneri solo di alcuni dei servizi diurni e residenziali rivolti alle persone con disabilità, prevedendo per strutture rivolte a disabili gravi una ripartizione di oneri sanità/sociale come quella per disabili non gravi.

Riguardo infine alle cure domiciliari, continua a non essere applicata la norma prevista nei LEA sulla ripartizione al 50% degli oneri riguardanti l’assistenza tutelare; a ciò deve accompagnarsi una convinta promozione della domiciliarità attraverso una chiara definizione delle regole di funzionamento delle cure domiciliari, sia in termini di prestazioni erogate che di dotazione oraria.

Le sottoscritte organizzazioni chiedono pertanto alla Regione Marche una sollecita definizione di quanto sopra indicato, attraverso un percorso partecipato e condiviso.

Comitato Promotore della Campagna:
Gruppo Solidarietà, Moie di Maiolati (Ancona)
UILDM (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare), Ancona
ANOSS (Associazione Nazionale Operatori Sociali e Sociosanitari), Ancona
Cooperativa Progetto Solidarietà, Senigallia (Ancona)
Cooperativa Papa Giovanni XXIII, Ancona
ANGSA Marche (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici), Ancona
Associazione Il Mosaico, Moie di Maiolati Spontini (Ancona)
Cooperativa Labirinto, Pesaro
ANTEAS (Associazione Nazionale Tutte le Età Attiva per la Solidarietà), Jesi (Ancona)
Centro H, Ancona
Tribunale della Salute, Ancona
ANGLAT Marche (Associazione Nazionale Guida Legislazione Handicappati Trasporti), Ancona
ANFFAS (Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilita Intellettiva e/o Relazionale), Jesi (Ancona)
Alzheimer Marche, Ancona
AIMA (Associazione Italiana Malati Alzheimer), Pesaro
Cooperativa Oblò, Monte San Vito (Ancona)
Tribunale Diritti Malato, Ancona
AIAS (Associazione Italiana Assistenza Spastici), Pesaro
Fondazione Paladini, Ancona
Fondazione ARCA (Autismo Relazioni Cultura e Arte), Senigallia (Ancona)
Associazione Tutela salute mentale per la Vallesina, Jesi (Ancona)
ANFFAS (Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilita Intellettiva e/o Relazionale), Ancona
Cooperativa Grafica & infoservice, Monte San Vito (Ancona)
Cooperativa Irs L’Aurora, Ancona
CNCA (Coordinamento Nazionale Comunità Accoglienza), Marche
Comunità di Capodarco, Fermo
Cooperativa Atlante, Ancona
Fondazione Opera Pia Mastai Ferretti, Senigallia (Ancona)
UNASAM Marche (Unione Nazionale Associazioni per la Salute Mentale), Ancona
Cooperativa Casa Gioventù, Senigallia (Ancona)
Comitato Regionale Vita Indipendente, Montappone (Fermo)
Cooperativa Archè, Senigallia (Ancona)
Associazione ACE – Integra, Pesaro
ANEP Marche (Associazione Nazionale Educatori Professionali), Ancona
Cooperativa Coopera, Senigallia (Ancona)
ANIEP (Associazione Nazionale per la Promozione e la Difesa dei Diritti Civili e Sociali degli Handicappati), Ancona
Cooperativa Crescere, Fano (Pesaro-Urbino)
Ordine Assistenti Sociali Marche, Ancona
ANFFAS (Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilita Intellettiva e/o Relazionale), Pesaro
Antigone Marche, Ancona
Cooperativa La Gemma, Ancona
Cooperativa Ama L’Aquilone, Castel di Lama (Ascoli Piceno)
Associazione Un Tetto, Senigallia (Ancona)
Associazione La Crisalide, Porto Sant’Elpidio (Fermo)

Come accennato in introduzione, l’appello rimane aperto alla sottoscrizione. Per ulteriori informazioni, la segreteria della campagna è presso il Gruppo Solidarietà, tel. 0731 703327, grusol@grusol.it.