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Povertà e inclusione sociale: crescere i fondi europei

Particolare di ragazzo in carrozzina

Spesso i "più poveri tra i poveri" sono proprio le persone con disabilità

I Fondi Strutturali Europei costituiscono uno degli strumenti finanziari con cui l’Unione Europea intende ridurre gli squilibri socioeconomici tra le regioni degli Stati Membri. Essi hanno sostanzialmente l’obiettivo di mettere in campo la politica economica di coesione sociale perseguita a livello centrale e quindi prevedono la distribuzione di risorse finanziarie nel rispetto di una Programmazione che viene “spalmata” per periodi di tempo lunghi diversi anni: attualmente si rientra nella Programmazione 2007-2013.
Si possono distinguere alcune differenti tipologie di Fondi Strutturali Europei, a seconda del particolare settore di intervento a cui essi sono dedicati:
Fondi Europei Strutturali di Sviluppo Regionale (FESR), che hanno l’obiettivo di promuovere la coesione economica e lo sviluppo dell’occupazione.
Fondi Sociali Europei (FSE), che hanno l’unico obiettivo di sostenere l’occupazione negli Stati Membri.
Fondi Europei Strutturali Agricoli (FEAOG), che vanno a sostegno della politica agricola definita a livello centrale.
Strumento Finanziario di Orientamento della Pesca (SFOP), che va a sostegno in maniera diretta e mirata delle attività di pesca e dell’acquacoltura.

A tal proposito l’EAPN (European Anti-Poverty Network), rete europea impegnata nella lotta alla povertà, rappresentata in Italia dal CILAP (Collegamento Italiano di Lotta alla Povertà), sta coordinando una campagna delle organizzazioni non governative continentali, che lavorano nel sociale, per ottenere che la prossima programmazione dei Fondi Strutturali destini il 25% delle proprie risorse al Fondo Sociale Europeo e che di questo 25% il 20% vada alla lotta contro la povertà e per l’inclusione sociale.
Si tratta apparentemente di una questione assai “tecnica”, ma il cui è impatto è certamente notevole, per il sostegno ai poveri, ai disoccupati e ai lavoratori indigenti, senza mai dimenticare che spesso – come più volte è stato scritto anche su queste pagine – i “più poveri tra i poveri” sono proprio le persone con disabilità e le loro famiglie. (S.B.)

Ringraziamo Pietro Barbieri per la segnalazione.

La petizione in cui si sostanzia la campagna lanciata dall’EAPN è disponibile nel sito del CILAP-EAPN Italia.