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Per il “dopo di noi” delle persone con gravi cerebrolesioni acquisite

Comunità Famigliare La Rocca di Altavilla Vicentina

L’edificio dove sta per sorgere ad Altavilla Vicentina la Comunità Famigliare La Rocca, voluta da Brain ONLUS – Associazione Traumi Cranici

È prevista per giovedì 5 luglio ad Altavilla Vicentina (Vicenza) la posa della prima pietra (Via Chiesa, 61, ore 18) della Comunità Famigliare La Rocca, con la quale Brain ONLUS-Associazione Traumi Cranici si appresta a completare la propria rete di servizi dedicati alle persone colpite da grave cerebrolesione acquisita e ai loro familiari.
Si tratta in sostanza della ristrutturazione di un complesso edilizio nel quale sorgerà la prima struttura del Veneto per persone che abbiano subito un danno cerebrale permanente, rimaste senza un genitore, un parente o un amico in grado di assisterle quotidianamente. Nel fabbricato che la Parrocchia di Altavilla Vicentina ha ceduto per trent’anni in comodato d’uso all’Associazione, troveranno spazio un reparto residenziale e uno dedicato alle attività socio-riabilitative diurne, in una logica di continuità con i servizi sanitari.
All’evento saranno presenti Edda Sgarabottolo, presidente di Brain ONLUS, Antonio Alessandri, direttore generale dell’ULSS 6 di Vicenza, Paolo Fogar, presidente della FNATC (Federazione Nazionale Associazioni Trauma Cranico), Gianettore Bertagnoni, direttore dell’Unità Spinale e Unità Gravi Cerebrolesioni dell’ULSS 6 di Vicenza, Amalia Sartori, deputato europeo e presidente della Commissione Industria, Ricerca ed Energia del Parlamento Europeo, Giovanni Giuliari, assessore alla Famiglia e alla Pace del Comune di Vicenza e Claudio Catagini, sindaco di Altavilla Vicentina. A celebrare il rito di benedizione per la cerimonia simbolica vi sarà il vescovo di Vicenza Beniamino Pizziol.

«La cerimonia – spiega Eloisa Stella di Brain ONLUS – segna di fatto l’avvio del primo stralcio di lavori che interesserà il corpo principale del complesso edilizio, per un totale di 300 metri quadrati e un impegno di spesa di oltre 500.000 euro, interventi, questi, resi possibili dal prezioso contributo della Fondazione Cariverona, della Cassa Rurale e Artigiana di Brendola, dell’AICS Vicenza (Associazione Italiana Cultura e Sport), del Comitato Amici di Via Rovigo, dei Club Lions, Rotary e Soroptimist di Vicenza, dei familiari dell’Associazione e di altri privati donatori. I lavori si concluderanno entro l’estate del 2013 e consentiranno di ricavare circa dodici posti letto. Le altre fasi della ristrutturazione (spesa totale prevista di circa 700.000 euro) saranno realizzate successivamente e porteranno alla nascita di un centro socio-riabilitativo e di due appartamenti per i familiari di pazienti ricoverati all’Ospedale San Bortolo di Vicenza. Nello spazio esterno è in programma inoltre la creazione di un orto, di un frutteto e l’allestimento di uno spazio adibito ad ospitare animali per la pet-therapy».
«Dall’Ospedale San Bortolo – sottolinea Edda Sgarabottolo – escono ogni anno sessanta casi di persone che subiscono danni cerebrali, molte delle quali sotto i trent’anni, vittime di incidenti stradali o sul lavoro. Alcune di queste non hanno una rete familiare in grado di seguirle nelle loro necessità quotidiane e finora, per loro, l’unica soluzione disponibile sul nostro territorio era l’inserimento a vita in una casa di riposo. La Rocca, invece, è concepita come una struttura specializzata a dare assistenza nella delicata fase del “dopo-di-noi”».

Inserito nel Piano di Zona dell’ULSS 6 di Vicenza, il progetto rappresenta – come accennato – il momento culmine del percorso di Brain ONLUS, come spiega ancora la presidente dell’Associazione: «Da quasi vent’anni dedichiamo il nostro impegno alle persone colpite da trauma cranico encefalico e ai loro familiari. Assieme alla nostra consociata Cooperativa Easy, abbiamo avviato numerosi progetti di reinserimento socio-lavorativo fino ad aprire, nel 2008, il primo Centro Diurno Socio-Riabilitativo dedicato alle persone con gravi cerebrolesioni acquisite. La Rocca, quindi, era l’anello mancante di questa rete di servizi». (S.B.)

Per ulteriori informazioni: comunicazione@associazionebrain.it (Eloisa Stella).