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Bebe sulle orme di Oscar

Beatrice "Bebe" Vio si allena a Trieste

Beatrice “Bebe” Vio si allena sulla pista di atletica di Trieste

È stato Oscar Pistorius un giorno a dirle: «Ma perché non ti metti a correre anche tu?». E lei: «Ok, ma tu devi fare con me un assalto di scherma». Detto e fatto. L’assalto di scherma dovrà aspettare, con Oscar che deve pensare a Olimpiade e Paralimpiade, ma Beatrice Vio, “Bebe” per tutti, senza braccia e senza gambe dopo una malattia a 11 anni, da quel giorno si è messa in testa che alle Paralimpiadi di Rio de Janeiro 2016, oltre alla scherma, vuole fare atletica. Correre. Con le protesi di Oscar. Nell’attesa sarà tedofora a Londra, su quelle lame strane, e cercherà di vedere e raccontare più gare possibili della Paralimpiade.
A sostenerla, si è mosso anche il Parlamento Europeo: 113 deputati di tutti i 27 Paesi Membri si sono schierati con lei. Chi avesse dei dubbi ad esempio sulla partecipazione di Oscar Pistorius all’Olimpiade, pensi a quanto questo sia di aiuto a milioni di persone che si adagiano sulla propria disabilità. Bebe ha la forza di Pistorius. Unita alla freschezza dei suoi 15 anni. Per lei Oscar è un modello: «Non si ferma mai. Fantastico sapere che correrà anche all’Olimpiade». Ecco perché Bebe ha cominciato anche a correre. Qualche settimana fa le prime prove sulle protesi da corsa. Pochi giorni fa le prime corse in pista, a Mogliano Veneto (Treviso) e a Trieste, davanti a un grande dell’atletica paralimpica, Alessandro Kuris, tecnico della Nazionale.
«A Rio de Janeiro 2016 voglio partecipare anche nella corsa, se potrò, e non solo nella scherma». Intanto si allena per farlo quando dovrà portare la torcia quale rappresentante dei “Futuri Paralimpici” del mondo prima della cerimonia d’apertura della Paralimpiade. E si vede così, come nel suo disegno qui a fianco: sulle lame con la torcia in mano. Un fenomeno. Che a sua volta sa ispirare la vita. Come Oscar.

Disegno di Beatrice "Bebe" Vio, raffigurante se stessa come tedofora

Così si ritrae “Bebe” Vio, come tedofora a Londra

A maggio Bebe è stata a Bruxelles, al Parlamento Europeo, invitata dal vicepresidente Roberta Angelilli a parlare di bambini e disabilità. Ha incontrato il presidente Schulz, ha colpito quel mondo politico a volte asettico.
Saputo che non aveva la possibilità di assistere alle gare di Londra 2012, dal massimo organo politico europeo è cominciato il sostegno a Bebe – partito proprio dalla Angelilli, che si è fatta carico della sua vicenda – culminato con una lettera indirizzata al presidente del Comitato Paralimpico Internazionale, sir Philip Craven, con la richiesta di accreditarla ai Giochi Paralimpici, rappresentando il mondo dei giovani che attraverso lo sport superano la disabilità e sanno ispirare gli altri, con le firme di moltissimi deputati, fra i quali cinque vicepresidenti, undici presidenti di commissione e intergruppi, oltre al passato presidente, Jerzy Buzek. Una mobilitazione senza precedenti.
«Bebe – è scritto nella lettera firmata dalla vicepresidente Angelilli – è una ragazza meravigliosa con lo splendido dono di saper scaldare il cuore di chiunque ha la fortuna di incontrarla. È in grado di raccontare in modo semplice, ma efficace i valori profondi della vita e dello sport, quelli che incarnano lo spirito paralimpico. Esemplifica perfettamente i valori del coraggio e della determinazione, l’ispirazione che sa dare lo sport paralimpico e l’uguaglianza; la sua capacità di abbattere tutte le barriere è un esempio non solo per gli atleti paralimpici, ma per tutti noi e per tutti i bambini europei. Abbiamo potuto apprezzare queste qualità pienamente durante la sua visita al Parlamento Europeo ed è per questo motivo che questo appello ha trovato un così ampio sostegno, con l’appoggio di 113 deputati del Parlamento europeo appartenenti ai 27 Stati Membri dell’Unione europea».

Oscar e Bebe, due amici e due storie che si intrecciano, in questa estate olimpica e paralimpica. Facile capire, ora ancora di più, quanto sia importante quella corsa di Oscar verso Londra prima e a Londra poi.

Il presente articolo è apparso (con il titolo Bebe che corre sulle orme di Oscar. L’Europa a sostenerla) anche in InVisibili, blog del «Corriere della Sera». Viene qui ripreso, con alcuni riadattamenti al contesto, per gentile concessione di tale testata.