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Caro Mentana, io non ci sto!

Enrico Mentana

Il direttore del telegiornale di La7 Enrico Mentana

Il ministro e il malato, faccia a faccia imprevisto: questo il titolo del servizio andato in onda il 10 luglio sul telegiornale di La 7, diretto da Enrico Mentana, riferito a quella che in realtà era stata un’intervista rilasciata dal ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Elsa Fornero ad Andrea Venuto, giornalista, conduttore tra l’altro, proprio in queste settimane, del programma di Gold TV Tutto è Superabile e persona con disabilità in carrozzina. Il tutto avvenuto in occasione della presentazione alla Camera dell’ultimo rapporto dell’INAIL dedicato agli infortuni sul lavoro.
Il video del servizio è disponibile a tutti (il curatore, tra l’altro, lo introduce dicendo: «Per qualcuno potranno essere “di terzo tipo”, eppure sono incontri che avvengono e che impressionano», con «il mondo della politica che si ritrova a contatto con la parte più sfortunata della società civile»…), e ciascuno potrà farsene un’idea. A “non starci” proprio, però, e a manifestarlo anche con toni di amara ironia, è Andrea Venuto, alla cui lettera aperta indirizzata a Enrico Mentana e firmata “Andrea Venuto (anche giornalista)”, diamo ben volentieri spazio qui di seguito.

Gentile Direttore, come disse qualcuno prima di me “io non ci sto!”. Non tanto nel fatto del titolo che ha usato il suo TG per il servizio andato in onda il 10 luglio, Il ministro e il malato, faccia a faccia imprevisto, che se vogliamo è ineccepibile (alla lettera) nel significato. Ma non ci sto al fatto che nel servizio sia passato il messaggio del solito “agguato” fatto al ministro sfigato, di turno, che si trova a fronteggiare l’imprevista incursione del solito “sfigato”, di turno, che va a protestare per i tagli di Governo…

Caro Direttore, sicuramente il suo collaboratore presente alla presentazione del rapporto annuale dell’INAIL, luogo del fatto, ha peccato di “mestiere”. Io, oltre ad essere malato, svolgo anche l’attività di giornalista. Sa, in Italia, uno straccio d’iscrizione a un Ordine Professionale non si nega a nessuno. Capisco che palesarsi all’intervistato e ai colleghi presenti non basta, mica ho il tesserino stampato in fronte, ma strumentalizzare quella che è stata un’intervista (tra l’altro cortesemente rilasciata dal ministro Fornero a un giornalista, non solo a un malato) non mi sembra corretto nel momento in cui non si è almeno esaustivi nell’informazione.
Non crede che, se ragionassi da suo collega (non solo quando ha il raffreddore, quindi anche lei malato), la notizia, semmai, potesse essere «giornalista, nonostante una grave disabilità… ecc. ecc… intervista ministro Fornero… ecc. ecc»?

Vede, è ovvio che essendo un giornalista di SuperAbile.it (portale informativo sui temi della disabilità), tratto prevalentemente argomenti legati alla mia condizione fisica, ma se ha voglia le potrei raccontare della mia attuale trasmissione televisiva, dell’essere stato giornalista non solo di testate “sociali”, dell’aver fatto l’esame da pubblicista al telefono perché la sede dell’Ordine dei Giornalisti del Lazio è tanto prestigiosa quanto inaccessibile, della stessa storia per quando facevo gli esami della mia Facoltà (inaccessibile) al bar di fronte all’ateneo. Oppure le potrei raccontare di quando ho consegnato gli elenchi del telefono (portarli con la carrozzina elettrica era un vantaggio) oppure venduto prodotti per la casa porta a porta. O anche, in conclusione, cosa significhi lavorare per un’impresa sociale che, quando fa troppo bene il suo lavoro (quindi con fatturati rilevanti), si trova a dover mettere le persone in cassa integrazione perché il mercato del profit, e magari anche la politica, gli dichiarano guerra.

Il nostro collega, autore del servizio del quale stiamo parlando, mi assimila alla parte più sfortunata e debole del Paese. Tale non mi sento. È sfortunato chi perde il lavoro, chi perde un figlio giovane, chi si accorge di non amare abbastanza quando è troppo tardi ecc. ecc.
Caro Direttore, probabilmente anch’io ho la mia “farfallina”, con la differenza però, rispetto a quella di Belen Rodriguez, che la mia si vede per forza…
Andrea Venuto (anche giornalista)

Giornalista, conduttore del programma di Gold TV “Tutto è Superabile” e persona con disabilità in carrozzina.

Il video del servizio trasmesso dal telegiornale di La7 è disponibile anche in versione sottotitolata, a cura della FIADDA (Famiglie Italiane Associate in Difesa dei Diritti degli Audiolesi).