Oggi anch’io Cittadina del mio paese

Forse una maggiore attenzione alle esigenze di ogni persona – comprese quelle con disabilità – può partire proprio dai piccoli centri della provincia italiana, come è accaduto in provincia di Asti, dove a distanza di due anni le cose, in termini di accessibilità, stanno effettivamente migliorando

Immagine di Castelnuovo Calcea (Asti)

Un’immagine di Castelnuovo Calcea, in provincia di Asti

Nella vita non bisogna sempre lamentarsi e quando ci sono dei meriti da riconoscere, bisogna farlo.
Circa due anni fa, su queste stesse pagine, era stato dato spazio al mio rammarico, perché nel paese dove abito, Castelnuovo Calcea in provincia di Asti, persisteva l’indifferenza nei confronti delle persone che hanno difficoltà a muoversi, fossero esse anziane oppure disabili.
Oggi, a distanza di un po’ di tempo, sono contenta di dire che le cose stanno lentamente cambiando. Nell’edificio comunale, ad esempio, è stato installato un montascale e quindi si può accedere ai vari uffici pubblici senza più problemi.

Nel 2010 avevo segnalato anche che in occasione dei festeggiamenti patronali di inizio agosto, tutti gli anni si invitava la popolazione a salire sull’antica torre per «gustare l’aperitivo, ammirando il paesaggio», la stessa frase riportata anche quest’anno sul manifesto pubblicitario, dimenticando che per accedere alla torre, bisogna salire una lunga scalinata. Recentemente, quindi, ho avuto una piacevole sorpresa, quando ho visto che il consueto rinfresco è stato offerto in un luogo accessibile a tutti.

Certo, c’è ancora molto da migliorare, ma questi elementi indicano che probabilmente si inizia a fare attenzione alle esigenze di ogni persona, forse più qui che in altri grandi centri abitati.
Sono perciò orgogliosa di affermare che finalmente anch’io posso definire Castelnuovo il “mio” paese e che sento di farne parte.

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