Autismo: l’utilità dei “Punti Gioco”

Tra i cosiddetti “servizi di respiro”, promossi a Pordenone dalla Fondazione Bambini e Autismo e comprendenti i “Weekend Respiro” e le “Settimane Vacanza”, vi sono anche i “Punti Gioco”, preziose occasioni di conoscenza e di scambio tra i bambini con autismo e i loro coetanei “neurotipici”. Quest’anno l’iniziativa si protrarrà per tutta la prima settimana di settembre

Davide Del Duca

Davide Del Duca, direttore generale della Fondazione Bambini e Autismo di Pordenone

L’autismo è una sindrome che dura tutta la vita e non va “in vacanza” in estate. La Fondazione Bambini e Autismo di Pordenone, nella sua rete di servizi alla persona, ha da anni inserito i “servizi di respiro”, che si articolano in varie attività.
Ogni fine settimana ad esempio, per tutto l’anno, in un’apposita struttura si svolgono i cosiddetti Weekend Respiro, riguardanti piccoli gruppi omogenei di persone con autismo (una volta un gruppo di bambini, una volta un gruppo di adolescenti, una volta un gruppo di adulti ecc.), che stanno insieme ad operatori esperti, per vivere un fine settimana di relax, ma anche occupandosi in attività di autoaccudimento e domestiche.
Alle persone con autismo nulla viene spontaneo ed ecco perché tutto dev’essere insegnato un po’ per volta. Quindi anche le “attività di respiro” in realtà si potrebbero definire come “palestra di vita” per il futuro.

In estate, poi, oltre ai fine settimana, la Fondazione organizza anche le Settimane Vacanza in un luogo appositamente predisposto per migliorare le possibilità di vita degli ospiti.
Nell’estate di quest’anno vi sono state alcune Settimane Vacanza in un agriturismo che fa parte del “Forum delle Fattorie Sociali”, voluto dalla Provincia di Pordenone, ente che ha anche sostenuto l’iniziativa della Fondazione con un contributo, per rendere le rette di partecipazione praticabili da tutte le famiglie degli ospiti, nonostante le condizioni economiche delle stesse e le ripercussioni che la crisi di questi tempi comporta in molti casi.

I risultati di queste attività hanno un’evidente ricaduta sulle persone con autismo, ma anche sulle famiglie che si trovano sollevate per un beve periodo dall’accudimento del figlio disabile. In tal senso significativa crediamo sia la dichiarazione di due coniugi, pervenuta ai dirigenti della Fondazione Bambini e Autismo, al termine di una Settimana Vacanza: «Permetteteci di esprimervi il nostro più sentito ringraziamento per l’opportunità offerta ad Alberto di partecipare alla Settimana Vacanza 2012 presso l’Agriturismo La Quercia e per l’eccellente organizzazione della stessa, anche e soprattutto per gli operatori coinvolti che hanno dimostrato la necessaria professionalità e impegno. Alberto è rientrato felice, e soprattutto realizzato in autostima per le esperienze vissute».

Dalla fine di questo mese di agosto, infine, e anche nella prima settimana di settembre, la Fondazione sta organizzando il Punto Gioco, attività diurna offerta ai bambini con autismo e ai loro pari “neurotipici”, di solito fratelli e amici.
L’esperienza si colloca in uno spazio temporale nel quale analoghe iniziative organizzate da parrocchie, Comuni e privati sono terminate e sono terminate anche le ferie per quelle famiglie che hanno potuto farle. Nelle stesso tempo non è ancora ricominciata la scuola e quindi l’opportunità per le famiglie è importante. Il fatto poi di mettere insieme ragazzi o bambini “neurotipici” e ragazzi e bambini con autismo è molto significativa, perché produce una conoscenza e un rapporto di scambio tra bimbi utile e sicuramente formativo, il tutto mediato dal gioco.
«Per la Fondazione – spiega il direttore generale della stessa Davide Del Duca – i Punti Gioco rappresentano sempre una vera e propria sfida organizzativa. Infatti, pur essendo limitato il numero dei partecipanti (quest’anno quindici), è sempre necessario un apporto significativo di operatori, educatori e volontari formati, pur mantenendo in atto tutte le altre attività che la nostra Fondazione porta avanti quotidianamente: servizi sanitari, servizi educativi, servizi per gli adulti ecc.. Il fatto è che in questa attività crediamo particolarmente e pensiamo che essa costituisca un importante e qualificante appuntamento da mantenere nel tempo».

Da dire in conclusione che per la sue caratteristiche e per la quantità di personale coinvolto, anche l’attività dei Punti Gioco ha dei costi che potrebbero incidere sui budget familiari. Per questo sono state reperite risorse aggiuntive, grazie ancora alla Provincia di Pordenone, ma anche all’Associazione Unicredito Friuli Venezia Giulia per la solidarietà ONLUS, che attraverso un’elargizione, ha contribuito a coprire parte delle spese. (Tania Fiordelisi)

Per ulteriori informazioni: tel. 0434 29187, relazioniesterne@bambinieautismo.org, segreteria@bambinieautismo.org.

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