Spending review discriminatoria nel Veneto

Lo sottolinea la componente regionale dell’ANFFAS (Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale), che declinando i timori già espressi da tale Associazione a livello nazionale, ritiene sia a grave rischio la capacità di erogare prestazioni efficaci, alle persone con disabilità, nei propri centri gestiti in regime di accreditamento con le ULSS del Veneto

Ombre bianche di persona con disabilità e di assistente che la spinge«Questa Direttiva, se attuata, comprometterà seriamente, anche nei servizi dell’ANFFAS (Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale), la capacità di erogare prestazioni efficaci nei centri gestiti in regime di accreditamento con le ULSS del Veneto, servizi, questi, realizzati in cinquantaquattro anni di vita dell’ANFFAS, grazie all’impegno, alla dedizione e al volontariato di moltissime famiglie che, spesso in totale assenza dello Stato, si sono fatte carico di realizzare strutture e servizi per garantire ai propri congiunti con disabilità un migliore qualità della vita»: lo dichiara Maddalena Borigo, presidente dell’ANFFAS Veneto, commentando la recente Direttiva (protocolllo n. 385543 del 24 agosto 2012) inviata alle ULSS del Veneto dal segretario regionale per la Sanità Domenico Mantoan, per precisare le modalità di applicazione della revisione di spesa richiesta dal Governo – meglio nota come “spending review” – recepita dalla Regione con la Delibera di Giunta n. 1670 del 7 agosto scorso.

Declinando in sostanza una denuncia già espressa con forza dall’ANFFAS a livello nazionale, e ripresa nei giorni scorsi anche su queste pagine, la componente veneta dell’Associazione denuncia che «quella missiva della Segreteria Regionale per la Sanità presenta una palese discriminazione laddove vengono esentati dall’applicazione della spendine review talune prestazioni indirizzate ad anziani e al disagio mentale, mentre si assoggettano indiscriminatamente a taglio lineare del 5% tutti i servizi rivolti alle persone con disabilità».
E tuttavia «l’ANFFAS Veneto – conclude Borigo – ha ora stabilito di utilizzare tutti gli strumenti a propria disposizione, sino alle vie legali, per rigettare questo atto discriminatorio che penalizza, come troppo spesso accade, proprio coloro che hanno meno possibilità di far valere da soli i propri diritti civili. Le famiglie delle persone con disabilità, infatti, hanno intenzione di continuare a lottare per i loro diritti e ciò segna l’inizio di una battaglia che intendiamo portare avanti con ogni mezzo a disposizione, comprese azioni eclatanti». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: anffas.veneto@tiscali.it.

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