Rafforzare anche assistenza domiciliare e riabilitazione

Lo chiede Cittadinanzattiva che in occasione della Giornata Mondiale per l’Alzheimer del 21 settembre, oltre a richiamare l’attenzione delle Istituzioni e della politica sulla necessità di supportare le persone affette da questa patologia e i loro familiari, amplia l’orizzonte anche su altre delicate questioni, riguardanti in particolare l’assistenza domiciliare e gli oneri ormai insostenibili che ricadono sulla famiglia

Assistenza domiciliare nei confronti di un uomo anziano e malatoIn occasione della diciannovesima Giornata Mondiale per l’Alzheimer del 21 settembre, l’organizzazione Cittadinanzattiva richiama l’attenzione delle Istituzioni e della politica sulla necessità di supportare le persone affette da questa patologia e i loro familiari, purtroppo abbandonati a loro stessi, ampliando poi l’orizzonte ad altre delicate questioni, riguardanti in particolare l’assistenza domiciliare e gli oneri che ricadono sulla famiglia.
«Chiediamo un segnale concreto alla Commissione Affari Sociali della Camera – dichiara in tal senso Tonino Aceti, responsabile del CnAMC (Coordinamento nazionale delle Associazioni dei Malati Cronici) di Cittadinanzattiva – che si trova a discutere in questi giorni sulla conversione del Decreto Legge del ministro Balduzzi [Decreto Legge n. 158 del 13 settembre 2012, N.d.R.]e in particolare chiediamo che all’articolo 1, sul riordino dell’assistenza territoriale, vengano affrontate anche le questioni del potenziamento dell’assistenza domiciliare integrata (ADI), dell’assistenza territoriale residenziale e semiresidenziale, nonché della riabilitazione».

Secondo l’esponente di Cittadinanzattiva, infatti, il Decreto si concentra solo sull’assistenza sanitaria di base, che di certo non esaurisce il bisogno degli anziani, dei malati cronici e rari e delle persone con disabilità in genere, oltre ad avere eliminato le disposizioni sul Piano Nazionale per la Non Autosufficienza. «Nel quadro della crescente crisi e della diminuzione delle risorse a disposizione del welfare – conclude Aceti – la famiglia è il soggetto che si fa concretamente carico dell’assistenza ed è sempre più in affanno, subendo sulla propria pelle gli effetti del mancato rifinanziamento dei fondi statali a carattere sociale – fondamentali ad esempio per gli interventi di tipo sociale a domicilio – nonché delle drastiche riduzioni di risorse destinate al Servizio Sanitario Nazionale, che solo nel periodo 2012-2015 ammontano a 6,8 miliardi di euro». (S.B.)

Per ulteriori informazioni: stampa@cittadinanzattiva.it.

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