Procede per la sua strada il wheelchair rugby

E una nuova, importante tappa di questa disciplina di squadra, riservata ad atleti con tetraplegia o disabilità affini e arrivata nel nostro Paese all’inizio del 2011, è in corso in questi giorni a Parma, con uno stage della Nazionale. Obiettivi principali: realizzare un circuito sportivo su tutto il territorio nazionale e portare la squadra azzurra alle Paralimpiadi del 2016 di Rio de Janeiro

Wheelchair rugby

Un incontro di wheelchair rugby

Noto anche come quad rubgy negli Stati Uniti, il wheelchair rugby è uno sport di squadra per atleti con tetraplegia o disabilità affini, attualmente praticato in oltre venti Paesi in tutto il mondo e sport paralimpico dal 2000.
Sviluppata in Canada a partire dal 1977 (il suo nome originario era murderball), la disciplina include nelle sue regole elementi del basket in carrozzina, dell’hockey su ghiaccio, della pallamano e naturalmente del rugby (la palla, però, non è ovale). A regolarne l’attività è l’IWFR (International Wheelchair Rugby Federation), istituita nel 1993.
Dall’inizio del 2011, il wheelchair rugby è arrivato anche nel nostro Paese, grazie alla collaborazione tra la FISPES (Federazione Italiana Sport Paralimpici e Sperimentali) dell’INAIL Veneto e le Associazioni Sportive Dilettantistiche Sportequal del Friuli Venezia Giulia e Padova Rugby, oltreché con il sostegno del CIP Veneto (Comitato Italiano Paralimpico).

Un passaggio importante per divulgare e promuovere la disciplina è in corso proprio in questi giorni a Parma, fino a domenica 30 settembre, con uno stage della Nazionale, ulteriore tappa per riuscire a realizzare nuovi, importanti obiettivi, tra cui, come spiegano gli organizzatori, «da una parte un circuito sportivo su tutto il territorio nazionale, dall’altra arrivare a portare la squadra azzurra alle Paralimpiadi del 2016 di Rio de Janeiro». (S.B.)

Per ulteriori informazioni: ASD Padova Rugby, lorenz.morini@alice.it.

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