Contro ogni strumentalizzazione del disability manager

La SIDiMa (Società Italiana Disability Manager) sottolinea il rischio che il mondo politico possa appropriarsi della tematica legata a una figura – come quella del disability manager – che per essere efficace, richiede invece professionalità specifiche, esclusivamente al servizio delle persone con disabilità e delle loro famiglie. Anche per questo si sta pensando a una norma nazionale che riconosca ufficialmente il disability manager

Convegno del 20 aprile 2011 dove è nata la SIDiMa

Un’immagine del convegno del 20 aprile 2011 di Gorgo al Monticano (Treviso), dove è nata la SIDiMa (Società Italiana Disability Manager)

Durante l’ultima riunione della SIDiMa (Società Italiana Disability Manager) – associazione costituita nell’aprile del 2011, con la finalità di mettere in rete i disability manager presenti sul territorio italiano, per promuovere e tutelare i diritti delle persone con disabilità e il rispetto della persona in ogni suo aspetto – si è a lungo discusso sull’ipotesi di elaborazione di una norma nazionale che riconosca ufficialmente tale figura.
Premessa necessaria è che il disability manager rappresenta una competenza e non una professione, e che il suo operare può avvenire in diverse modalità, ma dev’essere sempre contraddistinto da un’elevata capacità professionale e dall’essere primariamente al servizio delle persone con disabilità e delle loro famiglie.

Il disability manager è stato inizialmente previsto – per i Comuni che superino i 50.000 abitanti – dal Libro Bianco su Accessibilità e Mobilità Urbana. Linee Guida per gli Enti Locali, risultato di un Tavolo di Lavoro istituito nel 2008 dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Purtroppo, al momento, risultano essere ben pochi i Comuni che si sono dotati di questo professionista, essenziale per coordinare i vari servizi a disposizione delle persone con disabilità, ottimizzandoli, per far sì che essi siano realmente conformi alle esigenze delle persone con disabilità, ed evitando così anche gli sprechi.
E tuttavia, nonostante le indicazioni del Libro Bianco siano ancora, in gran parte della penisola, “lettera morta”, molti politici stanno inserendo – tra i temi delle loro prossime campagne elettorali – la futura adozione del disability manager da parte degli Enti Locali.

Nel constatare quindi con una certa soddisfazione che tale necessità è sempre più condivisa, la SIDiMa esprime al tempo stesso una certa preoccupazione nel vedere i vari gruppi politici appropriarsi di una tematica che stentano a conoscere, e soprattutto temendo che questo delicato ruolo diventi una sorta di “merce di scambio” e possa essere ricoperto da persone non adeguatamente formate e con una scarsa predisposizione. Ciò, infatti, rappresenterebbe un elemento di criticità ancora maggiore, data la difficile congiuntura economica e la necessità che ogni risorsa sia utilizzata nel migliore dei modi.
Proprio per tali motivi, la SIDiMa sta lavorando in direzione della promulgazione di una normativa a livello nazionale – preferibilmente elaborata in seno all’Osservatorio Nazionale sulla Disabilità – coinvolgendo in un reale dialogo le associazioni e i rappresentanti del settore, per disciplinare questa nuova competenza, in modo tale da tener conto anche dei percorsi formativi di accesso, dei titoli di studio e degli àmbiti professionali.
Quasi conseguentemente, l’Associazione si dissocia da eventuali tentativi di stesura di norme regionali che insistano su tale tematica e anzi intende evidenziare il rischio che queste vadano a creare un quadro eccessivamente composito e frammentato, a scapito della qualità e della professionalità che devono contraddistinguere il disability manager,  con il pericolo che ciò possa diventare oggetto di strumentalizzazione o tema elettorale, da parte di specifiche forze politiche.

Presidente della SIDiMa (Società Italiana dei Disability Manager).

Stampa questo articolo