Piemonte: in difesa del 118, strumento di impegno e solidarietà

È una situazione ormai insostenibile, quella denunciata dall’ANPAS Piemonte (Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze), dopo che i forti tagli alla Sanità Regionale hanno allungato a dismisura i tempi di rimborso delle spese sostenute per i servizi di trasporto dei malati e per l’urgenza del 118. Ciò ha portato a una manifestazione di protesta a Torino, ma l’Assessore Regionale competente ha rifiutato l’incontro…

Ambulanza del 118«La Regione favorisce l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli o associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, l’associazionismo e il volontariato, assicurandone la partecipazione e la consultazione nello svolgimento delle funzioni regionali»: princìpi importanti, quelli che si possono leggere nello Statuto della Regione Piemonte, ma che in queste settimane sembrano del tutto contraddetti da quanto sta accadendo nel settore del Servizio 118 e delle Pubbliche Assistenze più in generale.
«È la prima volta, nella loro secolare storia – scrive infatti in un comunicato il Comitato Regionale Piemontese dell’ANPAS (Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze) – che le Pubbliche Assistenze del Piemonte si trovano di fronte a tanta indifferenza da parte di istituzioni democratiche. Un rifiuto al confronto che non solo annulla, ma calpesta il valore costituzionale della sussidiarietà».
Parole dure, che seguono la manifestazione regionale di protesta organizzata a Torino, davanti alla sede della Regione Piemonte, che ha visto sfilare volontari e oltre ottanta  automezzi, tra ambulanze e autovetture, per ribadire come «il trasporto infermi a mezzo ambulanza e l’emergenza urgenza 118 siano attività di interesse generale» e per chiedere «di essere coinvolti nelle decisioni che riguardano i servizi sanitari primari e di emergenza urgenza, denunciando i tagli lineari ai convenzionamenti».
E la delusione causata dal mancato incontro con l’assessore regionale alla Tutela della Salute e alla Sanità, Paolo Monferino, emerge tutta dalle parole di Andrea Bonizzoli, presidente dell’ANPAS Piemonte, che dichiara: «Neanche oggi l’Assessore ha voluto incontrarci. Era un’occasione per conoscere la nostra realtà e i nostri volontari ed è andata persa. Ringraziamo l’assessore al Bilancio e alle finanze Giovanna Quaglia, e il direttore del Gabinetto della Presidenza della Giunta Regionale Luciano Conterno, per l’interesse dimostrato e per essersi resi garanti di un incontro in tempi stretti con chi dovrebbe essere il nostro principale interlocutore».

In riferimento poi alla nota dello stesso assessore Monferino, inviata qualche giorno fa al Comitato Regionale ANPAS, dove egli si augurava che nella giornata della manifestazione venissero « adottate tutte le misure necessarie per evitare che possano verificarsi disservizi nei confronti dei cittadini», Bonizzoli risponde: «Le Pubbliche Assistenze ANPAS sono parte integrante del funzionamento del Sistema 118, un’eccellenza in Piemonte. Tengo a confortare l’Assessore: nel giorno della manifestazione, i quotidiani 1.100 servizi sono stati puntualmente assicurati in tutto il Piemonte, come avviene ogni giorno da oltre cent’anni. Non è stato uno sciopero, ma la manifestazione di un disagio che i nostri volontari sentono».
«I forti tagli alla Sanità piemontese – si legge ancora nel comunicato dell’ANPAS – hanno allungato di molto i tempi di rimborso delle spese sostenute dalle Pubbliche Assistenze ANPAS per i servizi resi, costringendole a chiedere consistenti anticipi bancari per far fronte alle necessità quotidiane di carburanti, acquisto e manutenzione delle ambulanze, degli automezzi, delle attrezzature sanitarie, pagamento degli stipendi e degli oneri connessi al personale dipendente. Molte di queste associazioni si trovano in seria difficoltà, non solo a Torino e Provincia, dove la situazione è diventata ormai insostenibile, tanto da comunicare al Prefetto il preavviso di interruzione del Servizio 118 – ciò che ha visto l’impegno dell’Azienda Ospedaliera Città della Salute a ritornare a regime con i pagamenti entro fine novembre – ma nell’intero territorio regionale, dove spiccano, tra gli altri, i disastrosi ritardi dell’ASL CN 1».
«Quello che l’assessore Monferino chiama un “ritardo così contenuto” – conclude il comunicato – si attesta in realtà a trecento giorni per i “fornitori” del Servizio Sanitario Regionale, mettendo in ginocchio le Pubbliche Assistenze, organizzazioni di volontariato incaricate di pubblico servizio e non imprese a scopo di lucro, come il termine “fornitori” fa erroneamente intendere». «Ribadiamo la nostra volontà a incontrare l’Assessore – sottolinea in tal senso Bonizzoli – e lo invitiamo a venirci a trovare in una delle nostre 81 sedi, palestre di democrazia e di cittadinanza, e a salire su una delle nostre 400 ambulanze, strumenti di impegno e di solidarietà». (S.B.)

Per ulteriori informazioni: ufficiostampa@anpas.piemonte.it.

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