Siamo differenti. Tra noi

Otto storie di ragazzi e ragazze con sindrome di Down alle prese con il mondo del lavoro, Otto videoracconti da seguire e condividere, per scoprire che l’integrazione lavorativa delle persone con sindrome di Down non solo è possibile ma in molti casi è già una realtà. Saranno le storie al centro della Giornata Nazionale delle Persone con Sindrome di Down, in programma per il 14 ottobre

Alice e Spartaco: Campagna CoorDown per la Giornata Nazionale 2012 delle Persone con Sindrome di Down

Alice e Spartaco, protagonisti delle prime due storie rese disponibili dal CoorDown

Saranno Alice, Francesco, Giorgia, Matteo, Nicola, Sandra, Simone e Spartaco i protagonisti della Giornata Nazionale delle Persone con Sindrome di Down, promossa anche quest’anno per domenica 14 ottobre, dal CoorDown (Coordinamento Nazionale Associazioni delle Persone con Sindrome di Down). Otto ragazzi e ragazze di tutta Italia che racconteranno la loro storia e la loro esperienza lavorativa in altrettanti video da seguire e da condividere, giorno dopo giorno fino al 14 ottobre, sia sul sito che sulla pagina Facebook del CoorDown, per scoprire che l’integrazione nel mondo del lavoro non solo è possibile, ma in alcuni casi è già una realtà.

Proprio in un momento, dunque, di grandi tensioni economiche e sociali, il CoorDown ha scelto di dedicare l’edizione 2012 della Giornata Nazionale al tema del lavoro, per rilanciare con forza la necessità per le persone con sindrome di Down di avere gli stessi diritti e le stesse opportunità di chiunque altro, in base alle proprie capacità, all’esperienza e al percorso formativo.
Ecco perché lo slogan di quest’anno recita – dalla viva voce dei ragazzi protagonisti – Siamo differenti. Tra noi, un modo, questo, per ribadire l’importanza di una cultura della diversità e l’unicità di ogni persona, contro i pregiudizi che ancora accompagnano la disabilità, perché “essere differenti è normale”.
Le persone con sindrome di Down, infatti, non sono tutte uguali ed è fondamentale conoscerle e metterle alla prova. Ci sono persone che non sono in grado di lavorare. Molte altre, invece, hanno enormi potenzialità e sono capaci di svolgere una professione con impegno, costanza e soddisfazione. Serve però maggiore sostegno da parte delle Istituzioni, più comunicazione tra gli enti territoriali e più coraggio e fiducia da parte delle aziende, pubbliche e private, per investire in queste persone. Perché un lavoro, oltre che un diritto, è lo strumento più importante per garantire loro una vita autonoma, una piena integrazione nella società e un futuro dignitoso.
In tal senso, dall’ultima indagine realizzata dal CoorDown, risulta che solo il 13% delle persone con sindrome di Down lavora stabilmente, con un contratto a tempo determinato o indeterminato. Difficoltà croniche dei Centri per l’Impiego, assenza di controlli e di figure mirate come il diversity manager all’interno delle aziende, mancato rispetto degli obblighi di assunzione: questo è il quadro estremamente critico in materia di integrazione lavorativa delle persone con sindrome di Down, nonostante il grande lavoro sul territorio di numerose associazioni che svolgono un utile ruolo di intermediazione e di facilitazione all’inserimento sul mercato del lavoro.

Gli otto protagonisti della campagna di comunicazione di quest’anno raccontano davanti alla telecamera la loro giornata lavorativa, le mansioni che svolgono e il rapporto con i colleghi. Ma anche il lato più intimo, fatto di sogni, passioni e ambizioni.
A partire dal 18 settembre, ogni settimana, sul sito e sulla pagina Facebook del CoorDown, si è incominciato a pubblicate due storie per volta, a cominciare da quella di Spartaco – fidanzato, appassionato di ciclismo e impiegato in un’azienda meccanica in provincia di Pordenone – e quella di Alice, vulcanica e sorridente commessa in un negozio di calzature a Cinisello Balsamo (Milano), della catena Deichmann (che da alcuni anni sostiene il CoorDown), ragazza con il pallino della cucina.
Domenica 14 ottobre, poi, la Giornata Nazionale si celebrerà in oltre duecento piazze italiane, in prossimità di chiese e centri commerciali, dove i ragazzi, le famiglie e i volontari delle associazioni distribuiranno materiale informativo sulla sindrome di Down e offriranno una tavoletta/messaggio di cioccolato (realizzato con cacao proveniente dal commercio equo e solidale), in cambio di un contributo per sostenere i progetti delle settantatré associazioni che fanno capo al CoorDown. (Federico De Cesare Viola)

Il CoorDown
Il Coordinamento Nazionale Associazioni delle Persone con Sindrome di Down è nato nel 2003, in occasione della prima Giornata Nazionale delle Persone con Sindrome di Down, e ha lo scopo di attivare azioni di comunicazione sociale, per far conoscere le potenzialità e tutelare i diritti delle persone con sindrome di Down, favorire la loro integrazione nella scuola, nel lavoro e nello sport, condividere esperienze tra le singole associazioni, individuare e mettere in atto strategie comuni rispetto a problemi politici condivisi. Le associazioni aderenti al Coordinamento sono attualmente settantatré e ognuna di esse mantiene la sua autonomia in relazione alle proprie attività e alla propria azione politica.
CoorDown continua a promuovere ogni anno – la seconda domenica di ottobre – la Giornata Nazionale delle Persone con Sindrome di Down. Il 21 marzo, inoltre, organizza e promuove in Italia la Giornata Mondiale sulla Sindrome di Down. In tal senso, il progetto di comunicazione sociale Integration Day del 21 marzo 2012, realizzato insieme all’agenzia di pubblicità Saatchi & Saatchi, ha vinto ben otto Leoni d’Oro al Festival Internazionale della Creatività di Cannes, il più importante risultato mai raggiunto nella storia della pubblicità italiana.
CoorDown, infine, rappresenta oggi l’organismo ufficiale di confronto con tutte le Istituzioni, per quanto riguarda le problematiche e i diritti delle persone con la sindrome di Down.

Per ulteriori informazioni: ufficio stampa@coordown.it.

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