Il pareggio di bilancio sulla pelle dei malati cronici

Il Coordinamento nazionale delle Associazioni di Malati Cronici (CnAMC) di Cittadinanzattiva chiede un passo indietro al Governo, rispetto all’ulteriore consistente riduzione del Fondo Sanitario Nazionale, prevista dal Disegno di Legge di Stabilità, per non correre tra l’altro il rischio di un mancato aggiornamento degli elenchi di patologie croniche e rare e del Nomenclatore Tariffario delle protesi e degli ausili

Vincent Van Gogh, "Uomo anziano nel dispiacere", 1890

Particolare di “Uomo anziano nel dispiacere” di Vincent van Gogh (1890, Museo Kröller-Müller di Otterlo, Paesi Bassi)

«Il Governo faccia subito un passo indietro rispetto all’ulteriore riduzione di 1,6 miliardi di euro del Fondo Sanitario Nazionale, prevista per il gli anni 2013-2014 con la Legge di Stabilità. In caso contrario si correrebbe il rischio di non procedere nemmeno con l’aggiornamento degli elenchi delle patologie croniche e rare, e del Nomenclatore Tariffario delle protesi e degli ausili, previsto dal cosiddetto “Decreto Balduzzi” sulla tutela della salute [Decreto Legge 58/12, N.d.R.], già emendato dalla Camera dei Deputati. Verrebbe infatti meno la relativa copertura economica della norma».
Lo ha dichiarato Tonino Aceti, responsabile del Coordinamento nazionale delle Associazioni dei Malati Cronici (CnAMC) di Cittadinanzattiva, in occasione della Giornata Mondiale delle Malattie Reumatiche del 12 ottobre.

«L’azione del Governo – ha aggiunto Aceti – non sembra avere coerenza: da una parte, infatti, si vogliono aggiornare i LEA [Livelli Essenziali di Assistenza, ciò che è appunto previsto dal citato “Decreto Balduzzi”, N.d.R.], ma contemporaneamente non si mettono sul piatto le risorse che servono».
«Chiediamo poi – ha proseguito il rappresentante di Cittadinanzattiva – che venga subito ritirata anche l’altra misura prevista dallo stesso Disegno di Legge di Stabilità, che restringe la possibilità di fruire dei permessi retribuiti, come da Legge 104/92, provvedimento fortemente penalizzante per tutti i malati cronici. Siamo sicuri che l’unico modo per garantire il pareggio di bilancio sia quello di cancellare il diritto alla salute e all’assistenza sociale di queste ultime persone?».
«Dal nostro punto di vista – ha concluso Aceti – basterebbe rendere concretamente efficienti gli attuali servizi socio-sanitari, partendo – nella fattispecie delle patologie reumatiche – dall’elaborazione e implementazione di percorsi diagnostico terapeutici assistenziali, fondamentali per garantire diagnosi tempestive, un accesso immediato e appropriato alle terapie, nonché il mantenimento dell’autosufficienza delle persone». (S.B.)

Per ulteriori informazioni: stampa@cittadinanzattiva.it.

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