Inquietanti automatismi

Sono quelli che portano ormai sin troppi organi d’informazione ad associare in modo automatico le notizie riguardanti la disabilità a quelle sulla scoperta di nuovi “falsi invalidi”. È uno dei frutti – e non il solo – delle “crociate contro i falsi invalidi” lanciate per mesi e mesi dall’INPS e riprese da molti senza troppi distinguo, un frutto che provvedimenti come quelli allo studio in questi giorni renderanno ancor più “amaro”

Donna in carrozzina fotografata di spalleSuggeriamo ai Lettori di visionare la pagina del portale Tiscali, ove lodevolmente è stato dato spazio alle inique misure riguardanti le persone con disabilità e le loro famiglie, emerse dal recente Disegno di Legge di Stabilità, che in molti si augurano possa trovare una rapida modifica, nel suo passaggio alle aule parlamentari.
I contenuti dell’articolo sono ineccepibili e si basano su fonti di agenzia, riprese in questi giorni da varie altre testate. Che cosa dunque ci ha colpito, tanto più in un “contenitore” di rispetto come il portale Tiscali? Sono gli articoli correlati, a fianco del testo principale, ciò che acutamente ci ha segnalato Andrea Pancaldi, responsabile della Redazione degli Sportelli Sociali del Comune di Bologna.

Leggiamo dunque i titoli di tre articoli (su cinque), che rivelano, a parer nostro, un automatismo assai inquietante: Napoli, Blitz Gdf e Procura contro falsi invalidi: 30 arresti; Napoli, scoperti 77 falsi invalidi, 30 arresti e sequestri per 4 mln; Falsi invalidi a Napoli, arrestate 56 persone. Coinvolte anche la sorella e la moglie del boss Stolder.
Tornano subito alla mente le parole pronunciate su queste pagine da Nina Daita, responsabile dell’Ufficio Disabilità della CGIL, nel commentare il Disegno di Legge di Stabilità, ovvero che «tali misure sono un modo irresponsabile per dare la stura ai sentimenti peggiori, quelli della “pancia” per cui gli invalidi sono tutti dei “falsi invalidi”, alzando così un muro tra le persone cosiddette normali e i disabili. Così li si ghettizza, facendoli sentire un costo per la società e non una risorsa, che è ciò che sono».

Ebbene, al di là della contingenza di questi giorni, la nostra testata, per molti mesi, ha cercato di denunciare quanti e quali danni avrebbe potuto arrecare sulla cultura e sulla percezione dell’opinione pubblica un’ondata di informazioni centrate quasi esclusivamente sulle note ufficiali prodotte dall’INPS, ovvero sull’implacabile “crociata contro i falsi invalidi”, che tanti benefìci starebbe portando al Paese, tralasciando completamente il fatto che certe ondate rischiano di trascinare con sé davvero tutto, sia i “disabili falsi” che quelli “veri”.
Basti ricordare quanto scrisse Franco Bomprezzi in un suo editoriale del gennaio di quest’anno, ove auspicava che l’imminente indagine parlamentare sull’accertamento dell’invalidità (ma dei risultati di essa non si ha ancora notizia)  riuscisse «ad accertare e a rendere davvero visibili quante siano state – e sono – le vittime innocenti del giro di vite attuato dall’INPS e concretizzatosi, ad esempio, in una ridefinizione al ribasso delle percentuali di invalidità, anche in presenza di situazioni complesse, con la conseguenza di sospendere o togliere definitivamente quei benefìci». E tuttavia, concludeva Bomprezzi, «le macerie resteranno a lungo e i danni collaterali non si contano, anzi, forse, qualcuno sta cominciando a contarli».
“Collaterali”, appunto, come quegli articoli sulla scoperta di nuovi “falsi invalidi”, che in un portale non certo sospettabile di parlare “per tramite dell’INPS”, vengono automaticamente affiancati alla denuncia di una manovra iniqua nei confronti delle persone con disabilità…
Solo un piccolo esempio di “danni collaterali” e nemmeno il peggiore.

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