Scendere in piazza per la dignità

«E non per strappare “piccoli contentini” che tacitino le coscienze di coloro che ci governano e che “nonostante il momento diventano buoni con noi”!». Lo dichiara Vincenza Ferrarese, presidente di DPI Italia (Disabled Peoples’ International), nell’esprimere con forza l’adesione della propria organizzazione alla grande giornata di mobilitazione in programma per il 31 ottobre a Roma

Manifestazione di protesta a Roma, nel giugno del 2011, contro i tagli al sociale

Una delle tante manifestazioni di questi ultimi anni, a Roma, per protestare contro i tagli nel sociale

«Il momento di grande precarietà e incertezza che vivono le persone con disabilità, di fronte alle incoerenti e pesanti scelte operate da questo Governo e dalle forze che lo sostengono, mette a dura prova non soltanto le economie e i servizi, ma la loro stessa vita e i loro fondamentali diritti umani». Sono parole di Vincenza Ferrarese, presidente di DPI Italia (Disabled Peoples’ International), all’interno di una nota nella quale viene espressa con forza, da tale organizzazione, la volontà di aderire alla grande giornata di mobilitazione in programma per il 31 ottobre a Roma, organizzata dalla Rete Cresce il welfare, cresce l’Italia.

«Se da un lato il Governo approva e sostiene a parole la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità – prosegue Ferrarese – dall’altro, con un colpo di spugna, cancella tutti i diritti fondamentali di ogni essere umano, oltre a quegli stessi che vengono sanciti dalla Convenzione. Il Disegno di Legge di Stabilità per il 2013 forse stabilizzerà le economie – che per altri versi sono impunemente sperperate in mille rivoli e truffe, senza dimenticare le spese per gli armamenti – ma chiuderà definitivamente l’ossigeno a persone il cui respiro era già prima fortemente precario e asfittico».

«Scendere in piazza il 31 ottobre – conclude la presidente di DPI Italia – non deve quindi significare strappare “piccoli contentini” che tacitino le coscienze di coloro che ci governano e che “nonostante il momento diventano buoni con noi”, ma deve voler dire affermare la nostra piena dignità di persone alle quali va garantita una vita di qualità e per le quali non dev’essere più consentita la costante pratica delle discriminazioni e la sistematica violazione dei diritti umani e civili. I princìpi della Convenzione ONU, infatti, devono essere pratiche istituzionali, norme coerenti, rispettose modalità sociali, politiche e culturali e non “sfilate di moda” da mettere in campo quando serve “fare scena”». (S.B.)

Per ulteriori informazioni: dpitalia@dpitalia.org.

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