A Venezia un’“isola dell’accessibilità”

Siamo sempre ben lieti di dare spazio a tutti quegli studi – e in particolare a quelle tesi di laurea – che possono contribuire a fare evolvere la cultura dell’accessibilità. Ed è certamente questo anche il caso della ricerca di Giulia Mengardo, che discuterà presto all’Università di Venezia la propria tesi, dedicata all’accessibilità dei Musei Civici della città lagunare e del contesto che li circonda

Venezia, Museo Correr

Il Museo Correr, in Piazza San Marco a Venezia

È ormai quasi giunto il momento della laurea per Giulia Mengardo, studentessa del Corso di Laurea Magistrale in Economia e Gestione delle Arti e delle Attività Culturali dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, che discuterà la tesi intitolata Turismo accessibile a Venezia. Un’“isola dell’accessibilità” attorno ai Musei Civici per una cultura senza barriere, studio condotto con il supporto di alcuni professionisti del settore, come Jan Van Der Borg, esperto di Economia del Turismo, Anna Cardinaletti, specialista in ambito di sordità e Lucia Baracco, già responsabile dell’Ufficio Informahandicap del Comune di Venezia.

Di che cosa si tratta esattamente?
«Ho analizzato il fenomeno del turismo accessibile, concentrandomi in particolare su Venezia e sull’accessibilità dei luoghi culturali veneziani per le persone con esigenze speciali, a fronte dei miei studi universitari e del mio interesse personale per l’arte.
Nella mia analisi ho preso in considerazione un caso concreto, testando cioè il livello di accessibilità dei Musei Civici di Venezia e del contesto che li circonda, occupandomi quindi sia delle strutture museali che dell’entourage che fa loro da contorno, costituito dalle strutture ricettive e ristorative, dagli esercizi commerciali di ogni tipo e da infrastrutture e trasporti, del tutto particolari nel caso di Venezia, in modo tale da produrre una sorta di mappatura dell’accessibilità di ciascuna area considerata».

Quali risultati sono emersi?
«I risultati emersi dall’indagine sono il frutto di una ricerca sul campo da me condotta, visitando di persona le undici sedi museali della Fondazione Musei Civici e le attività commerciali ad esse limitrofe. Il contatto diretto con gli operatori dei musei, i gestori delle attività commerciali e i fruitori stessi mi hanno consentito di individuare problematiche e utili spunti di riflessione. Inoltre, il fatto di guardare la mia città attraverso gli occhi di chi presenta dei bisogni speciali, visitando i musei, gli alberghi, i ristoranti e i negozi con uno “sguardo diverso”, rivolto all’individuazione delle barriere architettoniche e percettive, anziché alla semplice “fruizione passiva”, mi ha consentito di toccare realmente con mano il concetto di accessibilità».

Conferma quanto è già stato detto in più di un’occasione e cioè che al di là delle ovvie apparenze, Venezia è una città assai più accessibile di quanto si possa pensare?
«Il profilo di Venezia definito dalla mia analisi è quello di una città che – nonostante gli evidenti ostacoli all’accessibilità per molti aspetti differenti rispetto alle altre città – è effettivamente molto più accessibile di quanto si pensi, e questo sia grazie all’impegno dell’Amministrazione Comunale, in particolare del Servizio Città per tutti, sia grazie agli sforzi delle strutture ricettive e ristorative sensibili al problema.
A mio parere, ciò che consentirebbe di migliorare davvero l’accessibilità veneziana sarebbe da una parte l’incremento dell’informazione in merito all’accessibilità e ai servizi offerti al Cittadino, dall’altra la costruzione di un network tra tutti gli operatori pubblici e privati che possono contribuire a incrementare il livello di accessibilità del territorio. Per questo motivo, alla fine del mio lavoro, ho elaborato dei suggerimenti in tale direzione, rivolgendomi sia ai Musei Civici che agli Enti Pubblici e Privati, ed evidenziando le opportunità economiche e sociali che potrebbe portare un investimento nell’accessibilità».

Quindi, oltre a una tesi di laurea, anche una vera e propria “Linea-Guida” per l’accessibilità veneziana?
«Ritengo che la mia analisi possa contribuire significativamente al miglioramento dell’accessibilità di Venezia, ma la sua utilità è strettamente connessa alla divulgazione, in quanto solo facendola conoscere al maggior numero di persone potrà essere utilizzata da coloro che necessitano di tali informazioni per viaggiare o nella vita di tutti i giorni e si potrà formare quel network tra gli operatori del settore che rende un territorio davvero accessibile».
Ben volentieri, quindi, crediamo di aver fatto la “nostra parte” nel divulgare la notizia di questo interessante studio.

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: giulia_mengardo@hotmail.it.

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