Pensieri di bambini sordi

La psicoterapeuta infantile Marisa Bonomi ha pensato ai bambini sordi da lei conosciuti e ha immaginato la storia, l’illustratrice Cristina Pietta ha “sognato” e disegnato Marco e Asha, due bimbi sordi alle prese con l’intervento di impianto cocleare. Ne è nato un bel libro di buona e gradevole divulgazione, che genitori e terapisti possono leggere insieme ai loro bambini, e non solo

Copertina di "Marco e Asha vanno in ospedale!"«Il mondo adulto – scrive Wally Capuzzo, past president dell’Ordine degli Psicologi della Lombardia e docente dell’Istituto di Psicoterapia del Bambino e dell’Adolescente di Milano, introducendo il libro Marco e Asha vanno in ospedale! Pensieri di bambini sordi – spesso pensa che i bambini siano troppo piccoli per capire. È vero che il pensiero dei bambini funziona diversamente dal nostro, ma anche i piccolissimi “sentono”, provano cioè sentimenti ed emozioni. Questo libro offre la possibilità agli adulti di riferimento di leggere la storia con i bambini, in modo da poter affrontare insieme il tema della sordità, del ricovero in ospedale, dell’intervento per l’impianto cocleare».

Quello composto da Marisa Bonomi – psicoterapeuta infantile, con una lunga esperienza nel settore della sordità infantile, che collabora con l’Associazione Monsignor Marcoli di Brescia, impegnata nella tutela della genitorialità in famiglie con persone sorde – e da Cristina Pietta, illustratrice, è un “team” che aveva già dato buona prova di sé nel 2008, in Raccontare con le parole e con le mani.
Quest’anno il nuovo lavoro – uscito anch’esso per i tipi di Sinnos (Roma, 2012) – ne conferma la capacità di creare una divulgazione gradevole e di qualità, rivolta nella fattispecie non solo ai bambini sordi, ai loro familiari e ai terapisti che se ne occupano, ma anche a tutti quei bimbi che occasionalmente, o purtroppo permanentemente, devono sottoporsi a terapie più o meno lunghe e invasive.

Marco e Asha vanno in ospedale!, infatti, riguarda le problematiche di due bimbi sordi – uno italiano di cinque anni, l’altra indiana di sei – che entrano in ospedale per sottoporsi all’intervento di impianto cocleare e che, ricoverati nella stessa stanza, ripercorrono la storia della loro disabilità.
Una situazione, quindi, non certo semplice né scontata, perché si parla di un intervento irreversibile, di cui vanno attentamente valutate tutte le indicazioni, come abbiamo scritto spesso anche su queste pagine.
«Pensavo: cosa mi faranno in ospedale?», racconta Marco. «Mi metteranno qualcosa nella testa… ma la testa si può aprire? Mi farà tanto male? E se questa cosa che mi mette il dottore poi si rompe? La mamma mi ha detto che dopo ci sentirò, parlerò… sarebbe meraviglioso!». «Oggi mi fa ancora un po’ male la testa – dice invece Asha, arrivata in Italia quando aveva due anni e già sottoposta all’intervento -, ma alla mamma dico che sto bene, perché non voglio farla preoccupare. La mamma pensa che inizierò subito a sentire, capire, parlare di più, ma la maestra e la dottoressa le spiegheranno che occorrerà invece del tempo per migliorare. Spero di non deludere i miei genitori: da grande voglio diventare brava come la mia maestra!».
Un anno dopo, poi, nel “post-scriptum” conclusivo del libro, si racconta come «l’attuale situazione di Marco faccia ben sperare per il futuro: la sua forte carica vitale, l’attenzione della famiglia ai bisogni della crescita, l’aiuto delle educatrici e la competenza delle figure sanitarie, potranno fornire un sostegno adeguato al suo sviluppo, e permettergli l’utilizzo al meglio dei sussidi tecnici adatti ad una sordità grave come la sua».
In quanto ad Asha, esemplare diventa la sua storia, che «dimostra come una famiglia, se sostenuta, possa affrontare anche gravi elementi di rischio, quali la presenza di handicap, la condizione migratoria e le modalità di cure mediche nuove, senza venirne destabilizzata. Il sostegno offerto, rispettoso della diversità culturale, ha permesso ai genitori di integrare nuovi modi di far crescere e curare i bambini, pur mantenendo la propria identità culturale; ha accompagnato Asha, con forme di comunicazione a lei accessibili, a comprendere e ad affrontare un’esperienza da cui è uscita rafforzata e più fiduciosa nelle proprie risorse».

Un bel “vademecum”, quindi, per far parlare i bambini e soprattutto parlare con loro, da raccomandare a tutti, per la chiarezza del metodo adottato, e non solo alle famiglie direttamente coinvolte nei problemi trattati. (Stefano Borgato)

Marisa Bonomi, Marco e Asha vanno in ospedale! Pensieri di bambini sordi, illustrazioni di Cristina Pietta, Roma, Sinnos Editrice, 2012.
Da ricordare anche che Sinnos Editrice è una ONLUS che ha come finalità principale il reinserimento lavorativo delle persone svantaggiate.

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