Finalmente dai media una spinta alla Vita Indipendente!

È certamente ancora tanta la strada da fare, per arrivare a diffondere sempre più l’assistenza personalizzata in forma indiretta, finalizzata al diritto alla Vita Indipendente delle persone con disabilità. E tuttavia, ci sono buoni esempi, qua e là nel nostro Paese, che provano come i risultati si possano raggiungere. Se poi anche gli organi d’informazione incominciano a fare la loro parte, come è accaduto con un bel servizio del «Fatto Quotidiano»…

Disegno di simbolo del disabile (in giallo) che spezza le catene (su sfondo blu)Tra agosto e settembre, due giornalisti appartenenti alla sede di Milano del «Fatto Quotidiano» – Franz Baraggino e Thomas Mackinson – hanno elaborato un’interessante inchiesta sull’assistenza personalizzata in forma indiretta, finalizzata alla Vita Indipendente delle persone con disabilità, dal significativo titolo di Disabili, come sprecare risorse negando il diritto alla ‘Vita Indipendente’.
Si è trattato di una profonda indagine conoscitiva sul territorio italiano di quello che rappresenta la scelta possibile in varie Regioni, con il diretto confronto tra persone interessate e appartenenti ad associazioni di carattere nazionale, regionale (da Pietro Barbieri a Carlo Giacobini, da Emanuela Boriani a Leonardo Tencati, da Ida Sala a Claudio Savoldi ecc.), fino ai rappresentanti del Governo in materia di Welfare (il ministro Elsa Fornero e il sottosegretario Maria Cecilia Guerra, il governatore della Regione Lombardia Roberto Formigoni). Una raccolta di opinioni e di dati, per poter avere un quadro logico di cosa possa realmente rappresentare la spesa per un’assistenza in forma indiretta rispetto ai costi degli istituti residenziali, nella prospettiva della tanto acclamata “Spending Review”; di come cioè realmente ottenere risparmio nell’odierna spesa socio-sanitaria, favorendo l’inclusione sociale e un’aspettativa di miglior qualità di vita per le persone con disabilità, proprio tramite un finanziamento atto a gestire il percorso di autonomia residua, con il miglior ausilio possibile, rappresentato da uno o più assistenti personali direttamente assunti.

Nel video disponibile a tutti, l’intervista a Claudio Savoldi costituisce una vera e propria “prova del nove”: il passaggio dalla vita in un istituto, in una RSD (Residenza Sanitaria Assistenziale per Disabili), che per una persona giovane non può che diventare passiva e alienante – oltre che costosa – a un progetto personalizzato con una vita libera. Una toccante testimonianza, la sua, che merita di essere sempre tenuta presente, un radicale cambiamento di vita che presuppone il semplice desiderio di vivere secondo le proprie scelte. E questa è una scelta che oggi, purtroppo, è solamente un diritto scritto sulla carta, ma che dev’essere liberata da ogni vincolo per appartenenza al diritto umano e soggettivo di ogni persona, disabile o non disabile.
L’assistenza personalizzata in forma indiretta e rendicontata è trasversale ad ogni forma di disabilità, perché è il logico evolversi della persona adulta verso la propria indipendenza e trattandosi di persone con disabilità, appunto, si concretizza nel risparmio della spesa sociale, nella creazione di posti di lavoro e nell’inclusione sociale delle stesse persone che la praticano.
Ancora una volta, quindi, vogliamo esortare tutte quelle persone con disabilità che abbiano voglia di vivere e di essere una risorsa, di diventare protagonisti della propria vita e di rivolgersi senza paura alle Istituzioni, contattandoci, per creare una “forza di impatto”, utile ad esportare le esistenti buone prassi di alcune Regioni, diffondendole ovunque.

Recentemente, su queste stesse pagine, è apparso un sentito appello-denuncia del Comitato Lombardo per la Vita Indipendente delle Persone con Disabilità, che è membro regionale di ENIL Italia (European Network on Independent Living) e che lavora a fianco della LEDHA (Lega per i Diritti delle Persone con Disabilità) – la componente lombarda della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) – per la promozione e lo sviluppo dell’assistenza personalizzata in forma indiretta, finalizzata al diritto della Vita Indipendente.
Anche quel testo ha fatto capire quanta strada ci sia ancora da fare e tuttavia esempi come quello di Elisa Vavassori, che a Carugate (Milano), dopo quasi due anni di lotte ha finalmente ottenuto un finanziamento personalizzato, sono la prova che i risultati si possono raggiungere. Così come sta accadendo in Abruzzo, ove grazie alla caparbietà di persone come Nicolino Di Domenica e Camillo Gesulmini, oltre che ad alcuni Amministratori attenti e illuminati, è stata finalmente approvata una Legge Regionale per la Vita Indipendente, dopo che qualche tempo fa era successo analogamente in Molise.
Sono buone prassi da esportare assolutamente in tutte le altre Regioni del nostro Paese, in direzione dei princìpi contenuti nella Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, ma proprio anche nell’ottica di quella “Spending Review”, finora ben povera di equità sociale.

Presidente di ENIL Italia (European Network on Independent Living).

Sono disponibili sia il video che l’articolo relativi al servizio del «Fatto Quotidiano», citato da Germano Tosi nel presente testo. Grazie tra l’altro a quello stesso articolo, il presidente di ENIL Italia è stato intervistato il 20 novembre – sui medesimi temi – anche da «Rainews24», durante la trasmissione Meridiana”.

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