Scritta da chi la dislessia la conosce e la vive

È la Guida Didattica per Insegnanti, intitolata “Con-pensare i DSA”, utile volume che consente di comprendere sinteticamente la complessità dei disturbi specifici di apprendimento (DSA), orientandosi tra dislessia, disortografia, disgrafia e discalculia. E il suo “valore aggiunto” è dato dal fatto che a scriverla è stato Filippo Barbera, giovane studioso e insegnante che tali problemi li vive quotidianamente sulla propria pelle

Filippo Barbera

Filippo Barbera

Dopo il suo libro-testimonianza Un’insolita compagna: la dislessia (Vicenza, Editrice Veneta, 2010), che ha venduto in brevissimo tempo ben duemila copie, dopo le quali è stato posto in download gratuito on line, Filippo Barbera – ventiquattrenne vicentino, laureato in Scienze della Formazione Primaria all’Università di Padova, oggi insegnante di scuola primaria e da più di cinque anni impegnato in un’intensa attività di studio sui disturbi specifici di apprendimento (DSA) – si è cimentato in un altro ambito letterario.
È infatti una Guida Didattica per Insegnanti quella realizzata dal giovane Autore, nel frattempo passato dall’altra parte della cattedra. Sempre e comunque di dislessia e di disturbi specifici di apprendimento si parla, materia che Filippo conosce bene, non solo perché si è dedicato ad essa nello studio – e ora nella specializzazione -, ma anche e soprattutto perché la vive sulla propria pelle, quotidianamente.

Con-pensare i DSA, questo il titolo, è un utile volume che consente al Lettore di comprendere sinteticamente la complessità dei disturbi specifici di apprendimento, orientandosi tra dislessia, disortografia, disgrafia e discalculia. Soprattutto permette di acquisire velocemente gli strumenti pratici e i parametri di base per poter rapportarsi correttamente alle esigenze degli studenti coinvolti in questi problemi, bisognosi di comprensione e aiuto, ma nello stesso tempo intelligenti e capaci.
Come sottolinea Cesare Cornoldi dell’Università di Padova nella prefazione, «la Legge 170 [Legge 170 del 2010, N.d.R.] e i successivi Decreti [Decreto n. 5669 del 12 luglio 2011, N.d.R.] hanno sancito il diritto dei DSA a condizioni educative che valorizzino le loro potenzialità e hanno avviato un processo di sensibilizzazione e riorganizzazione didattica». E proprio alla scuola e agli insegnanti si rivolge questa guida, con l’obiettivo di favorire e facilitare tale processo.

Realizzato con la collaborazione degli Istituti Comprensivi Torri 1 e Torri 2 di Vicenza, il volume è disponibile on line gratuitamente. Si stima che già oltre duemila persone lo abbiano scaricato, a seguito di un veloce passaparola su Facebook, ma nelle intenzioni dell’Autore, c’è anche una diffusione più istituzionale tramite le scuole, che aderendo all’iniziativa hanno anche la possibilità di ricevere direttamente gli aggiornamenti periodici.
L’obiettivo finale è quello di favorire il successo formativo e l’autorealizzazione di quel 5% di bambini e ragazzi che hanno a che fare con i DSA, disturbi con i quali, come dimostra lo stesso Filippo Barbera, si può felicemente convivere. (Ufficio Stampa Quid Comunicazione)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: iodislessico@gmail.com.

Dislessia e altri disturbi specifici di apprendimento (DSA)
Si parla di dislessia in caso di difficoltà significativa nell’apprendimento della lettura in presenza di un livello cognitivo e di un’istruzione adeguati e in assenza di problemi neurologici e sensoriali. I bambini con dislessia sono intelligenti, non hanno problemi visivi o uditivi, ma non apprendono a leggere in modo sufficientemente corretto e fluido: infatti le loro prestazioni nella lettura risultano nel complesso molto al di sotto del livello che ci si aspetterebbe in base all’età, alla classe frequentata e al livello intellettivo generale. Queste difficoltà solitamente condizionano anche in modo pesante le prestazioni scolastiche.
Spesso alla dislessia sono associate ulteriori difficoltà, quali la disortografia, la disgrafia e, a volte, lievi difficoltà nel linguaggio orale (fatica a recuperare termini appropriati o a memorizzare parole nuove) e nel calcolo (soprattutto mentale, oppure nella memorizzazione delle tabelline).
Il problema della dislessia risulta evidente in seconda-terza elementare (alcuni segni si possono per altro già osservare nella scuola materna, come la presenza di significative difficoltà nel manipolare i suoni nelle rime, nelle filastrocche…).
Non sempre gli approfondimenti diagnostici vengono svolti tempestivamente (ancora tanti bambini accedono infatti ai servizi alla fine della scuola elementare o alla scuola media), a causa di una sbagliata interpretazione o sottovalutazione del problema. Si parla ancora, ad esempio, di pigrizia, demotivazione o disagio psicologico, problemi che senz’altro a volte possono essere associati al disturbo, ma che rappresentano dei correlati o delle conseguenze della dislessia, non la causa. Per ridurre l’interferenza di tali disturbi, è possibile ricorrere all’ausilio di strumenti compensativi e dispensativi, appositamente previsti dalla normativa italiana.
Ad occuparsi di questo, nel nostro Paese, vi sono organizzazioni come l’AID (Associazione Italiana Dislessia) o forum come Dislessia On Line.

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