Non più di due alunni con disabilità nelle prime classi

Dopo la pubblicazione, nei giorni scorsi, della Circolare Ministeriale sulle iscrizioni all’anno scolastico 2013-2014, appare quanto mai opportuno chiedere alle scuole e alle famiglie di favorire specifiche delibere, da parte dei Consigli d’Istituto, con le quali evitare che nelle prime classi di ogni ordine e grado vi siano più di due alunni con disabilità

Bimbo con disabilità entra a scuolaÈ stata pubblicata, il 17 dicembre, la Circolare Ministeriale n. 96/12, riguardante le iscrizioni per il prossimo anno scolastico 2013-14. Il documento prevede che le iscrizioni ai primi anni di ogni ordine di scuola (dall’Infanzia al Secondo Ciclo) avvengano esclusivamente on-line e dal 21 gennaio al 28 febbraio 2013.

Ci occuperemo prossimamente in modo dettagliato di tale Circolare, ma già da adesso riteniamo necessario far presente, sia alle scuole che alle famiglie, quanto è scritto nella Premessa: «Nella previsione di richieste di iscrizione in eccedenza, la scuola procede preliminarmente alla definizione dei criteri di precedenza nella ammissione, mediante apposita delibera del Consiglio di Istituto, da rendere pubblica prima dell’acquisizione delle iscrizioni, con affissione all’albo…».
Ebbene, essendo stata abrogata la norma che fissava a due il numero massimo di alunni con disabilità per classe, la nostra proposta è che – in caso di eccedenza delle loro iscrizioni alla prima classe delle scuole di ogni ordine e grado e anche su istanza delle famiglie e delle loro associazioni – venga deliberato dai Consigli d’Istituto il criterio secondo cui in ogni prima classe non vi possano essere più di due alunni con disabilità. Contemporaneamente dovrebbero essere fissati dei criteri per la priorità d’iscrizione tra loro, in modo da garantire comunque, a quanti seguono i primi due in graduatoria, la possibilità di essere iscritti a scuole vicine.

Sottolineiamo infine che, nel caso di scuole del Secondo Ciclo, possono essere scelti anche i licei. Infatti, la normativa consente che si possano frequentare percorsi misti di istruzione e formazione professionale che offrono agli alunni con disabilità l’opportunità di attività pratiche, come avviene normalmente negli istituti professionali che per questo motivo vengono preferiti dalle famiglie. Ciò, tuttavia, crea in questi ultimi un eccesso di presenza di alunni con disabilità nella stessa classe, il che nuoce a un’integrazione di qualità.

Vicepresidente nazionale della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap). Responsabile del Settore Legale dell’Osservatorio Scolastico dell’AIPD (Associazione Italiana Persone Down). Il presente testo è il riadattamento di una scheda apparsa anche nel sito dell’AIPD.

Stampa questo articolo