Agricoltura sociale e “orti mobili”

Un’interessante attività di orticoltura, rivolta alle persone con disabilità fisica, ospiti di centri semiresidenziali, è stata avviata a Terni, dopo il successo ottenuto con alcuni progetti di agricoltura sociale, iniziative valide in àmbito di integrazione e riabilitazione delle persone con disabilità psichica, attraverso il lavoro della terra e il recupero del contatto con la natura

Persona in carrozzina lavora in un ortoVisto il successo ottenuto con i progetti di agricoltura sociale – iniziative valide in àmbito di integrazione e riabilitazione delle persone con disabilità psichica, attraverso il lavoro della terra e il recupero del contatto con la natura – la Cooperativa Sociale ACTL di Terni sta ora avviando un’iniziativa all’insegna dei cosiddetti “orti mobili”, vasche realizzate con materiali di recupero da riempire con terra e adibire quindi alla coltivazione, rivolte alle persone con disabilità fisica, ospiti di centri semiresidenziali. Un’attività, per altro, già in corso presso la locale Comunità Terapeutico-Riabilitativa Koinè, secondo il modello denominato Metalmezzadro, recentemente presentato a Terni durante FestArchLAB del settembre scorso, festival di architettura organizzato dall’Associazione GATR (Giovani Architetti di Terni).

«Abbiamo tanti microprogetti di agricoltura sociale – spiega Loredana Scriccia, dirigente di Koinè – con cui valutiamo anche quelle che possono essere le attività più congeniali per ciascuno. Ci siamo resi conto, ad esempio, che un paziente che in serra non riusciva a inserirsi, si è trovato benissimo nella raccolta delle olive. Ce n’è poi un altro che si sta dimostrando molto bravo nella vendita dei prodotti e in generale nella gestione dei rapporti con l’esterno». (Centro per l’Autonomia Umbro)

Per ulteriori informazioni: web@cpaonline.it.

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