Sii serena, Simona

«Vivi la tua vita con serenità»: è stata appunto questa una delle ultime raccomandazioni a Simona Atzori, la nota danzatrice senza braccia, da parte della mamma Tonina, recentemente scomparsa, che insieme al padre di Simona le ha donato per tutta la vita il regalo più difficile e straordinariamente semplice che ci sia, ma anche il più bello, ovvero il sorriso

Simona Atzori con i genitori

Simona Atzori con i genitori (foto di Marco Maria D’Ottavi. Per gentile concessione)

«Adesso sono felice, smodatamente, spudoratamente felice. Ed è una gioia raccontarla, questa mia felicità». Simona Atzori lo scriveva nel suo bellissimo ed emozionante Cosa ti manca per essere felice?, libro dello scorso anno in cui svelava il suo mondo e si raccontava per come era.
Chi non crede a quella felicità deve vedere il suo sorriso. Basterebbe quello. Ma se si cerca ancora, ci sono la sua danza, i suoi quadri, la sua arte. Dietro a questo, però, c’è altro. Ci sono due persone straordinarie, di quelle belle, proprio belle. Dietro ci sono l’amore, e le carezze, e i rimproveri anche, di una mamma e un papà. Splendidi certo, come lo sono le mamme e i papà. Permettete, con qualcosa in più, in una situazione non ordinaria: saper sorridere. E fare questo regalo ai figli.

Parole su Tonina, la mamma scomparsa alla vigilia di Natale, le ha scritte benissimo il cuore di Simona e la sua vita meritava il ricordo che ne ha fatto per «Corriere della Sera.it». È un ritratto che abbraccia e rappresenta tutte le mamme, in particolare quelle di bimbe e bimbi, ragazze e ragazzi, donne e uomini con disabilità.
«È nata così, le sue braccia sono rimaste in Cielo, ma nessuno ha fatto tragedie»: lo scrisse Candido Cannavò, raccontando di Simona, che volle anche in copertina su suggerimento di Franca, moglie ballerina, nel suo libro E li chiamano disabili. Una frase amata da Simona che rende benissimo il suo mondo, la sua mamma e il suo papà. C’è un regalo che hanno fatto a Simona, fra i più belli che vi possano essere: il sorriso. È il regalo più difficile e straordinariamente semplice che vi possa essere. E non vale tutto l’oro sulla terra, come si diceva una volta. Difficile perché sarebbe comprensibile essere arrabbiati (con il mondo, con un Dio in cui si crede, con gli altri ritenuti “fortunati”) e trasmettere questo stato d’animo quando accade qualcosa che scompagina l’immagine di felicità a cui siamo abituati. Quel giorno che dissero: sua figlia non ha le braccia. Chiaro, la prima domanda è: perché a lei, perché a noi? Ma ecco, inaspettata forse, o forse no, la reazione di mamme e papà che sono straordinari davvero, quelli che hanno figli con disabilità dalla nascita o acquisita nel tempo. E quel regalo: il sorriso.

«Vivi la tua vita con serenità». Fu una delle raccomandazioni degli ultimi giorni che mamma Tonina diede a Simona prima di morire. È quello che ogni genitore vorrebbe per i propri figli: «Sii serena». Così difficile da pensare per chi vive nelle preoccupazioni del “dopo di noi”: e quando non ci saremo più chi si occuperà di lei? Chi starà vicino a lui? Ma invece di mostrare la preoccupazione, che c’è, ci sono papà e mamme che dicono: «Sii serena». Come Tonina.
Non era una donna che lasciava che le cose le accadessero. Quando ha dovuto lottare perché la figlia non fosse discriminata (nell’essere accettata all’asilo o alla scuola di danza, tanto per fare due esempi), lo ha fatto anche in maniera dura, senza tirarsi indietro. Ma quel sorriso non l’ha mai abbandonata.
Non era sola. La bellissima foto di Marco Maria D’Ottavi che pubblichiamo qui sopra e che fa parte degli scatti nati per il libro di Luca Amitrano, Cristiano Silvi e Marco Pugliese, Tutta la vita in un abbraccio, lo mostra più di mille parole: con te siamo in due.
«Sii serena»: Simona ha saputo far suo questo semplice suggerimento pieno d’amore. Sentendola vicina in ogni momento, come ha scritto nel giorno della sua scomparsa: «Ora mi devi accompagnare sempre come hai fatto fino a ora… ma adesso puoi volare, senza limiti, senza barriere come tu desideravi… vai mamma e conquista anche il paradiso… e tienimi d’occhio, perché senza di te, non so se sono così brava…♥».

Testo già apparso (con il titolo “Nel sorriso di mamma Tonina la forza che ci infondono i genitori”) in “InVisibili”, blog del «Corriere della Sera.it». Viene qui ripreso, con alcuni riadattamenti al contesto, per gentile concessione.

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