Un modello organizzativo per l’autismo

È quello della Fondazione Marino per l’Autismo, nata nel 2008 all’insegna di una vera e propria scommessa: per persone con gravi disturbi, può un luogo diverso dalla propria casa essere un’opportunità di vita e di apprendimento senza sostituirsi alla famiglia? Una scommessa certamente vinta, i cui passaggi fondamentali sono stati ora descritti in un ampio articolo pubblicato da una rivista scientifica

Foto in bianco e nero di persona adulta con autismo«Il 4 agosto 2008 – si legge nel sito della Fondazione Marino per l’Autismo di Melito di Porto Salvo (Reggio Calabria) – ha segnato l’inizio di una scommessa: può un luogo diverso dalla propria casa essere opportunità di vita e di apprendimento senza sostituirsi alla famiglia? Tre ragazzi sono stati i primi protagonisti di questa esperienza che gradualmente ha visto completare il gruppo residenziale e dalla sua attivazione, la Fondazione ha erogato trattamenti intensivi riabilitativi in regime residenziale a utenti di età compresa tra i 9 e i 29 anni affetti da patologie di grado elevatissimo sia per quanto riguarda il disturbo pervasivo dello sviluppo, sia per ciò che attiene al ritardo mentale e al versante psichiatrico»

Oggi il modello organizzativo e gestionale di tale esperienza è stato ampiamente raccontato in un articolo curato da Giovanni Marino, Natalino Foti, Alessia Logorelli, Maurizio Elia e Lucio Moderato, intitolato appunto Un modello organizzativo e gestionale dedicato a persone con autismo: Fondazione Marino per l’autismo onlus, pubblicato nell’edizione italiana dell’«American Journal on Intellectual and Developmental Disabilities» (volume 10, numero 2, giugno 2012), testo che permette di delineare un modello organizzativo e gestionale rispondente al “bisogno” della persona con autismo della sua famiglia; di individuare il numero di ricoverati in relazione alle specificità individuali e ai requisiti organizzativi, strutturali e professionali; di definire il ruolo del medico di medicina generale; di adattare un modello educativo-riabilitativo ai bisogni individuali, supportandolo con strumenti di controllo dei risultati monitorati, anche in funzione del personale impiegato.
Il modello proposto, sperimentato come un valido ed efficace strumento riabilitativo, aderisce – va ricordato – ai princìpi condivisi dalla comunità scientifica, riassunti nella Linea Guida “Trattamento dei disturbi dello spettro autistico nei bambini e adolescenti” dell’Istituto Superiore di Sanità, pubblicata alla fine del 2011. (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: info@fondazionemarino.org.

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